Fransè
di Erminio Ferrari
Fransè, un anziano scrittore, ha lasciato il suo mare della riviera di Ponente per trasferirsi in una villa sul Lago Maggiore. La sua vita stanca è ormai tutta raccolta nella memoria e nell'amicizia per Hamar, un giovane immigrato nordafricano, e per un abitante del luogo. Nel fluire del tempo estremo e dei pensieri, Fransè è osservatore casuale di un misterioso traffico notturno di persone e forse di droga verso la montagna. Nei suoi occhi e nelle sue parole c'è la partecipazione dolorosa a un mondo che si avvia, senza possibilità di ritorno, verso la violenza e la tragedia. E la tragedia arriverà con uno sparo partito da una barca. Fransè morirà in quel preciso momento portandosi con sé i suoi silenzi, il suo passato, le sue nostalgie. Fransè è anche un romanzo di indagine condotta a posteriori, per rapidi flashback, su quel che è accaduto. Un romanzo sulla colpa e sull'innocenza, sul paesaggio violato, sul tradimento della storia, sulle macerie di un presente che, come dice lo stesso Fransè, «ci investe e ci incanta». Ispirandosi, sin dal nome e dal carattere del suo protagonista, alla scrittura sospesa e allusiva di Francesco Biamonti, la cui personalità affiora grazie anche a precisi riferimenti alla sua biografia e ai suoi luoghi, Erminio Ferrari costruisce un racconto teso che si sviluppa su vari piani temporali alternati alle voci di dialoghi ridotti all’osso ma dalla straordinaria forza evocativa.)
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