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La frontiera scomparsa

Luis Sepúlveda

Traduttore: I. Carmignani
Editore: Guanda
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 220 p., Rilegato
  • EAN: 9788823507685
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    Leopoldo Roman

    23/02/2015 17.04.53

    Scritto bene con qualche splendida citazione, ma non appassionante come Cent'anni di solitudine di Garcia Marquez. Una serie di racconti su un lungo viaggio alla ricerca della frontiera scomparsa (la felicità) e delle proprie origini, attraverso tutta l'America latina, con personaggi incredibilmente paradossali e storie che sembrano inventate. Romanzo forse un po' datato, ma un Sepulveda non si nega a nessuno!

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    rasputin

    20/12/2004 11.35.13

    Sulla scia di PATAGONIA EXPRESS ed INCONTRO D’AMORE IN UN PAESE IN GUERRA, Sepùlveda ripropone attraverso il racconto breve i temi su cui ha cercato di costruire la sua fama di artista impegnato. Senza riuscirci, però: la sua scrittura trasuda troppo forzatamente intellettualismo perché si possa voler bene a personaggi che, sulla pagina, vegetano come marionette paralizzate. Con l’aggravante che l’autore non si sbatte neanche un po’, provando magari a caricarli di qualche identità, per farli restare nella memoria del lettore che, invece, al termine di centoventi pagine quasi inutili, chiude il libro inevitabilmente insoddisfatto. Perché è facile far politica e morale attraverso le belle parole. Dividere il mondo in buoni e cattivi. Per poi vivere di rendita accarezzando le balene di Greenpeace e pontificando dagli scranni della cultura con le tasche piene. Se lo consideriamo il terzo episodio di un ideale ciclo che ha come predecessori i due romanzi di cui sopra, LA FRONTIERA SCOMPARSA ne costituisce anche l’elemento più debole. In PATAGONIA EXPRESS una felice ispirazione di coloaneiana memoria salvava la baracca, nell’INCONTRO il racconto UNA CASA A SANTIAGO, meritevole da solo dell’acquisto del libro. Qui non c’è quasi nulla, solo lo spocchioso manierismo di un mediocre scrittore appagato. Rasputin

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    silvia

    18/01/2004 17.14.05

    il libro che più mi ha entusiasmato! L'ho regalato ai migliori tra i migliori amici, senza dedica, perchè tutto il libro è "dedica".Dedica alla vita e al sogno!verranno tempi migliori!

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    Lucia

    01/07/2003 15.42.13

    Frequento il primo anno di liceo classico e sono rimasta al quanto delusa di leggere un libro così deludente.La mia insegnante mi ha imposto di farlo..ma devo ammettere che avrei tanto voluto farne a meno.Preferisco i romanzi di Umberto Eco che in quanto Autore Contemporaneo mi stimola molto di più di Sepulveda

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    fiore-l@libero.it

    17/06/2003 14.22.53

    Non sono una grande lettrice (più che altro perchè ho poco tempo),ma devo dire che questo libro l'ho letto tutto d'un fiato, come si usa dire. In certo punti, quando parla del "vecchio" mi ha quasi commosso. Leggetelo, ve lo consiglio.

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    Federica

    09/12/2002 13.46.50

    Bellissimo. Una serie di ricordi, alcuni molto dolorosi (le torture in Cile, l'esilio), raccontati con incredibile dolcezza. Il miglior Sepulveda: da leggere assolutamente.

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    paolo

    23/10/2002 23.31.08

    L'episodio in cui narra il rapporto con il padre ( e il modo, le parole con cui il racconto si chiude) basta da solo a rendere quest'Opera straordinaria. Anche io brindo quando qualche dittatore (di qualsiasi parte del mondo) ci lascia, compagno Luis....

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    Enzino

    11/10/2002 22.29.35

    uno di quei capolavori da mettere tra "le cose da salvare"....un biglietto per andare in nessun posto che non può mancare in nessuna libreria. Sicuramente il miglior lavoro di Sepùlveda... Come "la casa degli spiriti","cien anos de soledad","1984", anche "la frontiera scomparsa" non può essere letto solo una volta e poi abbandonato il libro in un angolo, è nella rilettura che si scorgono i più piccoli particolari e che si entra completamente nella storia....è un mio piccolo e umile consiglio!

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    Edoardo

    10/06/2002 12.08.56

    Una storia autobiografica ricca di flash-back che riesce a far coesistere una vena di umorismo e di ironia col racconto del periodo tragico della detenzione in carcere e dell'esilio. Utile per chi non si è mai avvicinato prima alla letteratura latinoamericana per il modo con cui riesce a far "respirare" il sudamerica a ogni lettore, attraverso le limpide descrizioni dei paesaggi e dei costumi locali. COmplessivamente da consigliare per il lettore di ogni età.

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    jazz

    30/10/2001 00.30.06

    Poetico Sepulveda , ti fa venir voglia di Sudamerica

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    DARIO

    13/03/2001 15.32.25

    E'un'opera che permette di viaggiare di sognare e di assaporare la bellezza dei luoghi dell'america Latina nonchè un racconto di eccezionale realtà storico-politico-sociale.

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    pippo

    01/05/2000 16.14.27

    La frontiera scomparsa è quella della felicità. Un tempo era cosi facile varcarla ed accedere appunto alla felicità, ma adesso tutto è diventato più difficile in America Latina. E cosi il nostro autore, espulso dal Cile dopo aver conosciuto il carcere e la tortura come detenuto politico, affronta un viaggio prima da esiliato e poi libero alla ricerca delle proprie origini. Durante questo viaggio avrà mille avventure, sempre alla ricerca della felicità: sfuggirà ad un matrimonio combinato in Ecuador, farà mille mestieri fra cui il giornalista, il professore Universitario e l'accompagnatore di puttane, sempre fra mille difficoltà perchè cosi è quando si è stati espulsi dal Cile con una "L" sul passaporto. Solo alla fine del viaggio, in Andalusia, nel paese del vecchio nonno, ritroverà un pò di tranquillità e il calore della gente. Un meraviglioso viaggio nell'America Latina, Continente con mille contraddizioni, un libro da non perdere.

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    Cristiano Barollo

    24/02/2000 18.45.35

    Vagamente autobiografico ed impregnato comunque di ricordi ed emozioni è una brillante miscela di ironia ed azione. Sepùlveda è rimasto ben lontano dalla facile trappola del libro-accusa. Vorrei essere stato con lui in quei periodi per averne un ricordo così nitido e spumeggiante.

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