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Ornela Vorpsi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Pagine: 156 p. , Brossura
  • EAN: 9788806210151

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    guido

    13/07/2015 13.26.15

    Ad integrazione di quanto detto in un commento precedente. Ornela Vorpsi è nata in Albania nel 1968, nel 1991 si è traferita in Italia dove è rimasta fino al 1997, anno in cui è ripartita alla volta di Parigi, città in cui tutt'ora risiede. Ornela Vorpsi è artista (ha studiato a Brera, prima di completare i suoi studi all'Universitè Paris VIII), è fotografa, pittrice, scrittrice. Ma ha fatto anche la modella e la cubista nelle discoteche milanesi, per sbarcare il lunario in gioventù. I suoi romanzi, nonostante non viva più in Italia da quasi vent'anni, continuano a essere scritti nella nostra lingua. Questa è una velocissima sintesi della vita - vita larga, vita estesa, complessa e varia - di Ornela Vorpsi, così come risulta da una ricerca su Wikipedia. Questo è ciò di cui ha esperienza, che conosce e di cui scrive. Pretendere dunque, come suggerisce Anna K., che continui a raccontare sempre e solo di un'Albania arcaica e premoderna, dove non esistono le operazioni di chirurgia estetica (ricordo en passant che uno dei paesi con il maggior numero di interventi di chirurgia estetica è l'Iran), è come pretendere che uno scrittore italiano scriva solamente di mandolini e pizze. In fondo non esiste solamente il kitsch estetico, ma anche il kitsch interpretativo, che si annida al fondo della pupilla di chi legge. Attribuire alla letteratura il compito di fotocopiare il minuscolo cortile delle nostre folcloristiche attese, diventa così uno dei test oculari più attendibili per snidare la presenza del Kitsch. E almeno questo vizio non possiamo metterlo in contro ai libri, bellissimi, di Ornela Vorpsi.

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    Anna K

    30/03/2013 11.55.49

    Sono appassionata di libri e cerco di tener d'occhio le nuove uscite e le voci nuove. Ho notato che quelli più belli sono i libri in cui non solo la scrittura sia di buon livello o poetica come si può definire quella della Vorpsi, ma quelli in cui dietro c'è una base storica e sopratutto VERA. Nel libro della Vorpsi non si capisce se si è in Albania (no perchè la zia della protagonista ha sperimentato la chirurgia estetica), in Italia (non credo. Capisco il "fuorimondo" ma tutto ha un limite se no sembra solo un esercizio di scrittura e basta. Di libri che raccontano di persognaggi un pò pazzi c'e ne sono basta citare Moody, Oates, Yates, e tanti altri. Secondo me ogni scrittore deve scrivere su ciò che conosce meglio (nel suo caso l'Albania) o fare delle ricerche molto approfondite se vuole intraprendere dei temi nuovi.

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    Falco

    02/01/2013 13.06.37

    " Io Tamar sono nata sotto il segno del tormento" questo è l'Incipit. La Vorpsi è albanese ma scrive in italiano, un italiano essenziale, efficace. Ci racconta con una scrittura molto suggestiva,un mondo surreale con personaggi che si muovono in un racconto enigmatico, straniante e poetico dove l'io narrante vive di sentimenti estremi. Un linguaggio personalissimo. Una scrittrice da seguire con attenzione.

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