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Arnold Benz

Traduttore: C. Danna
Editore: Queriniana
Anno edizione: 1999
Pagine: 232 p.
  • EAN: 9788839907677

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    Fausto Intilla (Inventore-divulgatore scientifico)

    01/07/2006 21.59.35

    Dio c'è: è l'Universo, e ogni forma di energia, è una parte di Dio. Si dice che Dio sia Eterno e Onnipresente e a dimostrarcelo vi sono due leggi fisiche inconfutabili:la prima, espressa dal primo principio della termodinamica, ci dimostra che l'energia si conserva sempre; la seconda, espressa dalla Relatività Generale, ci dimostra che non può esistere uno spazio „vuoto di campo“ (ossia di energia). hf,mc2,Gˆp2c2 + m2c4 ... ecc. sono soltanto alcuni di una lunga serie di nomi che solitamente usiamo per definire i numerosi aspetti delle infinite parti di Dio. Molto probabilmente, ciò che avremmo letto sulla portaerei Enterprise se fosse stato un teologo a sviluppare la Teoria della Relatività, sarebbe stato: Dio = mc2. Usando le stesse parole di F.Tipler,potremmo concludere che: „Un programma abbastanza complesso da includere osservatori esiste necessariamente. L'idea di partenza è che tutti i processi fisici possano essere rappresentati da un programma per calcolatore: quindi, un programma sufficientemente complesso può simulare l'Universo intero. Infatti, se la simulazione fosse perfetta, per definizione sarebbe del tutto indistinguibile dall'Universo reale: ogni persona e ogni azione di ciascuna persona avrebbero un ben preciso corrispettivo nella simulazione. In base alle osservazioni simulate delle persone simulate nell'Universo simulato, esse stesse sarebbero reali, esisterebbero; anche noi potremmo essere una simulazione del genere. Non vi sarebbe alcun modo di rivelare dall'interno la simulazione di cui fossimo parte: il software non può dire su quale hardware viene fatto girare. In realtà non c'è alcuna ragione per la quale debba esserci un qualsiasi hardware; come sostiene Minsky, „l'Universo semplicemente non esiste“. Dunque, se un programma o, più in generale, una teoria fisica che contenga osservatori esiste in senso matematico, necessariamente esiste in senso fisico, nell'unica accezione ragionevole di esistenza fisica: gli osservatori osservano sé stessi esistere"

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