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James Joyce

Traduttore: M. Papi, E. Tadini
Editore: Garzanti Libri
Collana: I grandi libri
Edizione: 19
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: XXX-213 p. , Brossura
  • EAN: 9788811361473

Recensioni dei clienti

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    Leopoldo Roman

    10/01/2016 11.13.22

    Straordinari questi racconti di Joyce! Richiedono però una profonda riflessione e, a volte, molte riletture. Non nascondo che per avvicinarmi alla loro comprensione sono dovuto andare a rileggermi alcune storiche recensioni. I concetti di "epifania", "paralisi e fuga" sono a volte ermetici. Del resto la pubblicazione di questi racconti fu piuttosto tormentata: fu rifiutata diciotto volte da quindici case editrici diverse. Con Gente di Dublino Joyce aveva stravolto i concetti del racconto, non più logico e conseguenza di fatti ma conseguenza di parole, con assonanze, analogie, memorie improvvise e atemporali. Alcuni racconti hanno trame assolutamente inesistenti, ma sono ricchi di episodi, di oggetti della vita comune, di persone, che diventano rivelatrici del vero significato della vita a chi percepisce il loro valore simbolico. La conclusione dell'ultimo racconto intitolato "I morti" è sublime. Una delle più belle pagine di letteratura che sia mai stata scritta. Da "I morti" è stato anche tratto un film di John Huston del 1987 di pregevole qualità e, per questo, di scarso successo di pubblico.

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    Picasso

    08/12/2009 18.49.10

    Mi scoccia un po’ dirlo, ma non sono riuscito a finire di leggere il libro. Sulle cento pagine mi sono arenato. E’ difficile criticare un capolavoro della letteratura come questo. Sicuramente sono le mie carenze culturali ma la lettura di Gente di Dublino mi ha annoiato mortalmente. I brevi racconti non sembrano avere elementi di interesse. (Da Il rapporto segreto a Michael Jackson dossier).

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    silvia

    06/12/2009 16.44.40

    Non è certo il tipo di lettura che intrattiene o distrae, è uno di quei libri scomodi che aiutano a mettere in moto i meccanismi del cervello, un libro denuncia delle condizioni in cui versava l'Irlanda al principio del 900: dal generale al particolare, dalla situazione politica, economica, religiosa, a quella psicologica del singolo individuo. Quindi il significato non è mai immediato e spesso oscuro, proprio per evitare il bavaglio della censura. Occorre andare oltre la superficie del testo per ottenere una visione completa di questa prosa combattente e coraggiosa, lo sforzo sarà ampiamente ripagato.

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    mikinazional

    17/11/2009 17.57.31

    bellissimo...veramente bello...il capitolo piu bello è quello di Eveline.... veramente unico !!

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    Maurizio Ricci

    22/07/2009 21.37.36

    Immortale.

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    Estelgard

    26/02/2009 00.31.03

    Di sicuro Joyce o lo si adora o lo si trova indigesto...io sono tra coloro che appartengono al secondo gruppo, pur affermando che è uno dei più grandi scrittori del '900. Non ho mai letto "Ulisse" e mi sono riproposto di farlo, quando troverò il coraggio e lo stimolo giusto. Per ciò che riguarda "Dubliners" non mi attrae particolramente lo stile dell'autore, nonstante mi piacciano le descrizioni accurate; la quasi mancanza di azione , la piattezza di certi personaggi è troppo simile al verismo di certi altri autori precedenti (vedi Verga, altro che assolutamente non apprezzo). L'affresco di Dublino è mirabile, ma proprio perchè aderente alla realtà, non mi provoca nessuno stimolo a una lettura coinvolgente. Alcuni racconti più di altri si sono rivelati interessanti: "Le sorelle", "Arabia", "Due cavalieri", "Una piccola nube", "I morti". Comunque in ogni storia la patina di noia ha sempre prevalso sugli spunti d'emozione che ho provato. Come molti me li hanno descritti, questi racconti sono come quadri di una uggiosa città del nord: immobili, spenti e piuttosto monocromi.

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    Romano De Marco

    14/12/2006 12.14.58

    Come commentare questa raccolta di racconti se non affermando che si tratta di un imperdibile capolavoro della letteratura del 900? Al di là della ambientazione specifica dublinese, si tratta di attualissimi affreschi (ma forse sarebbe meglio dire "istantanee") sulla condizione umana con le sue miserie, le sue sofferenze, le sue contraddizioni. Attuali per tematiche ma anche e soprattutto per un linguaggio pulito, essenziale, diretto, scevro da qualsiasi manipolazione stilistica che possa interferire con la narrazione e la presentazione dei fatti e dei personaggi. Una lettura senza tempo, affascinante e illuminante, per alcuni versi addirittura innovativa nonostante si tratti di pagine scritte un secolo fa.

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