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Il giardino di Barok-Taar

Claudio Foti

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Editore: Tabula Fati
Collana: Malacandra
Anno edizione: 2006
Pagine: 32 p., Brossura
  • EAN: 9788874750924
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    Roberto La Paglia

    21/01/2010 16:21:15

    Finalmente un fantasy che si distingue per la sua originalità, pur contenendo al suo interno tutti i luoghi e le atmosfere tipiche del genere. Un viaggio in un mondo immaginario che non ci risparmierà colpi di scena, nel quale magia, eroismo e arcani misteri si fondono insieme, abilmente esposti dalla penna fluida e attenta dell'autore. Sicuramente una idea innovativa e geniale...consigliatissimo.

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    Alessandro Forlani

    12/09/2008 12:50:59

    Un bel libretto, una sorta di racconto lungo ambientato su Athom un mondo immaginario. Un mondo cupo e fosco simile in parte a quello di Conan. La magia nera la fa da padrone e la fine è quantomeno insolita e particolare per i libri di questo genere. Originale.

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    Valentina Mancini

    29/10/2007 09:42:36

    Atmosfere gotiche, possessioni demoniache, scene raccapriccianti da cinema splatter, sono gli elementi che fanno de "Il giardino di Barok-Taar" il classico racconto fantastico a cui non sono estranee contaminazioni horror. Nel regno di Atom, nella cittadina di Barok-Taar, un dissoluto sovrano chiamato Kighermoor, consumato dalla noia e esaltato dal potere, usa ogni mezzo per piegare i sudditi alle sue volontà. Il suo fedele servitore, il negromante Naahag lusinga il suo desiderio di perversione attraverso la creazione di un giardino dove il re conserva le parti più preziose delle sue vittime, che fungono così da innesti per piante infernali. Un intreccio originale, una scrittura fluida, giocata sul realismo delle immagini e sullo stravolgimento della struttura della fiaba, creano il giusto equilibrio fra il tangibile il e il visionario. Il lieto fine non si sviluppa nello scontro manicheo fra bene e male, ma nell'affermazione del subdolo e dell’astuto, prodotti dalla magia nera, sulla violenza efferata. Nell’economia del racconto ha la meglio non chi si lascia vincere dalle passioni umane, per quanto abominevoli esse siano, ma chi, sfruttando a suo favore gli indugi e le ansie altrui, conserva il sangue freddo realizzando il suo vendicativo disegno. La suspence, il crescente insinuarsi del dubbio e la lenta rivelazione di verità agghiaccianti trascinano il lettore verso un esito terrificante quanto sottilmente previsto.

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