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Stefano Pastor

Editore: Fazi
Anno edizione: 2012
Pagine: 397 p. , Rilegato
  • EAN: 9788864115498

Recensioni dei clienti

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    katia

    26/07/2016 00.09.18

    L'inverosimile lo metto in conto quando leggo questo genere di libri ma qui si esagera troppo. La credibilità dei protagonisti proprio non esiste. lento e noioso. Sconsigliato

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    Giuly

    18/11/2015 00.36.23

    Comprendo benissimo ciò che intendono altri lettori: questo libro fa paura, quella vera, quella che attanaglia la gola. L'angoscia e l'orrore sembrano trasudare dai muri delle abitazioni fatiscenti e spettrali del quartiere, l'intera storia ne è permeata. Adulti e ragazzi qui appartengono a due universi differenti, lontani anni luce l'uno dall'altro, il cui unico punto di contatto è un bambino mai cresciuto imprigionato nelle sembianze di un adulto. Il senso di impotenza e solitudine provato dai ragazzini abbandonati a loro stessi è opprimente, devastante, disperato, tale da lasciare scossi e sgomenti. Anch'io sono rimasta ipnotizzata da questo romanzo, e spero di aver modo di leggere altre opere di Stefano Pastor.

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    Olivia

    15/07/2014 11.58.57

    Nonostante le alte valutazioni che si trovano nelle altre recensione, non posso che dissentire. Si sente che questo è il primo romanzo dell'autore a causa di uno stile di scrittura ancora acerbo, ma il vero problema è la storia in sé e l'intreccio narrativo. Sebbene la prima metà del romanzo possa anche funzionare, nella seconda parte è uno sfacelo. Situazioni inverosimili e assurde costellano lo svolgimento della storia. Personaggi isterici, che agiscono in maniera sconsiderata e contro il buon senso. Non è un thriller, non è un giallo, non è un horror. E' un libro che cerca di avvicinarsi a uno (o a tutti e tre) di questi generi ma manca il bersaglio. Titolo fuorviante e non inerente alla storia. L'esordio narrativo di Pastor è un buco nell'acqua.

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    Federica

    20/05/2013 11.08.49

    Era da diverso tempo che non mi imbattevo in un libro realmente in grado di colpirmi. La premessa è che non lo considero assolutamente un horror, come pure è catalogato, quanto un romanzo di più ampio respiro. C'è l'orrore, certo, ma è quello della realtà spesso tristemente quotidiana. Non mi riferisco tanto agli assassini, che pure popolano la nostra cronaca nera ogni giorno, quanto ad una realtà di bambini abbandonati a loro stessi, nel migliore dei casi ignorati dai genitori e nel peggiore costretti a crescere in un ambiente famigliare violento e senza speranza. Prima de "Il giocattolaio" avevo letto molti altri libri, tra cui alcuni oggettivamente di livello superiore per pura scrittura. Questo libro stilisticamente non è eccelso: lo stile dell'autore è globalmente buono - scorrevole e diretto - però pecca di paragrafi spesso troppo brevi e un lessico fin troppo semplice. Ma, pur senza essere incantata da uno stile di scrittura fluido e complesso, sono comunque rimasta scossa da questo libro. Una sensazione che va oltre il giudizio tecnico, si tratta di puro sentimento. Non mi succedeva da anni di empatizzare in modo così intenso con dei personaggi: l'irrequieta e aggressiva Mina e il fragile Marco schiacciato da una realtà più grande di lui e ingiustamente oscura. Sono stata male per loro, ho seguito le loro vicende con crescente tensione mentre, con naturalezza, apprezzavo anche tutti gli altri personaggi e rimanevo piacevolmente sorpresa dai notevoli colpi di scena riguardanti l'assassino. Nonostante fosse notte fonda e crollassi dal sonno ho letto le ultime cento pagine una dopo l'altra, assolutamente incapace di contemplare la possibilità di posare il libro e finirlo il giorno seguente.

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    lauretta

    02/05/2013 09.53.35

    Un inizio lento, lentissimo, quasi sconfortante, poi il ritmo si fa un poco più intenso, non vengono risparmiati colpi di scena, ma le situazioni descritte non sempre sono credibili. Porta il lettore nel mondo dei ragazzini vissuti per strada, abbandonati a se stessi e ai pericoli in cui possono incautamente incappare, calcando un poco la mano su questi ultimi. Trovo che il titolo non si addica al contesto, anzi, a lettura ultimata, lo ritengo fuorviante.

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    francesco

    12/04/2013 16.14.36

    che bel libro.trama veramente originalissima comincia un pò piano ma più vai avanti e più ti coinvolge ed appassiona con un finale commovente e riuscitissimo.grandissimo pastor nel descivere il mondo dei ragazzi e dei bambini e il personaggio di peter è indimenticabile.l'autore è promossisimo.

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    debora

    12/02/2013 12.22.58

    l'ho letto tutto d'un fiato perche' e' molto scorrevole.un bel thriller davvero,ricco di colpi di scena.consigliatissimo

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    paolo

    20/01/2013 11.27.21

    Romanzo con trama ed intreccio inconsistenti che promette molto ma che alla fine risulta alquanto deludente.Per essere una fiaba x ragazzi e' troppo cruenta e mal si adatta ad un pubblico infantile.Per essere un thriller e' troppo puerile ed evanescente.Insomma un libro che non e' ne' carne ne' pesce e che si lascia presto dimenticare.

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    Mirko1717

    05/01/2013 08.58.26

    Se vi stancano le prime pagine NON FERMATEVI. Verrete ricompensati da una storia dura e a tratti inquietante ma sempre coinvolgente e ricca di situazioni non prevedibili. L'ultima affermazione del personaggio Marco vale l'acquisto del libro.

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    Recensione del Blog - Lost in a real good Book

    13/12/2012 21.18.59

    Era davvero tanto tempo che non trovavo una storia in grado di coinvolgermi sino a questo punto. La narrazione intrecciata tra il protagonista Massimo e tutti gli altri bambini suoi co-protagonisti permette al lettore di rimanere sempre in sospeso, sul filo del rasoio, aspettando un finale che viene ritardato soltanto da innumerevoli e inaspettati colpi di scena. Consigliatissimo.

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    caratina

    03/12/2012 11.28.48

    Non leggete questo romanzo, come ho fatto incautamente io, di notte, mentre siete da soli in casa: fa paura. Non è l'horror dei vampiri e degli zombie, è l'orrore delle nostre paure più profonde: in questo caso l'autore evoca il terrore più atavico di ognuno di noi, l'abbandono. Torniamo bambini, insieme a questi personaggi che si aggirano soli, indifesi, in un non-luogo che è quello dei sogni, in questo caso degli incubi. Gli adulti non ci sono, o sono pazzi, sadici, cattivi. L'unico adulto generoso e affettivamente presente è un disadattato, indifeso Peter Pan. E poi c'è una bambina troppo cresciuta, che è l'unica a essere consapevole del male e a difendere gli altri ragazzini. Persino il lieto fine è, a ben vedere, tutt'altro che consolatorio e rassicurante. Consigliato, assolutamente, se cercate una storia non ovvia, non prevedibile e ben scritta.

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    Leonardo

    28/11/2012 07.36.51

    Libro semplicemente bellissimo! Bella trama.

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    paola

    15/11/2012 22.24.00

    bellissimo thriller ,scritto benissimo, con molti sfondi psicologici. ottimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    federica

    31/10/2012 00.30.06

    bellissimo, letto quasi tutto d'un fiato. intriganti i protagonisti, inquietante la soluzione degli omicidi, un pò noiosa l'ultimissima parte. comunque, vivamente consigliato!!!

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    Tizianilla

    18/10/2012 17.26.47

    Suspance , giallo, noir e anche psicologico con messaggio sociale. Un lettura coinvolgente e molto emozionante.

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    Dario

    18/09/2012 08.26.54

    Un'agghiacciante fiaba nerissima che funziona perfettamente sia come horror che come riflessione sul significato di crescere e famiglia. Ambientazione e protagonisti delineati con mano sicura. Davvero imperdibile.

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