Il gioco bugiardo

Ruth Ware

Traduttore: V. Perna, S. Puggioni
Editore: Corbaccio
Collana: Top Thriller
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 11/01/2018
Pagine: 429 p., Rilegato
  • EAN: 9788867003891

72° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Thriller e suspence - Thriller

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    Silvia

    24/04/2018 18:07:47

    Mah che dire? Ho comprato questo libro d'istinto quando l'ho visto sugli scaffali della fornitissima libreria che frequento, ma devo dire che non mi è piaciuto per niente. La storia poteva essere convincente ma si perde in mille episodi irrilevanti, non ha ritmo nè colpi di scena. L'ho terminato a fatica. Non lo consiglierei

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    NADIA3

    29/03/2018 15:01:57

    E' un manuale su come si deve trattare un neonato tra poppate, strilli, manine e profumo di pelle calda o un giallo pseudo claustrofobico con situazioni a dir poco improbabili? Mah sicuramente senza tutte le divagazioni da puericultrice e ripetizioni inutili l'autrice avrebbe risparmiato almeno cento pagine ai poveri lettori.

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    Journey

    08/02/2018 13:39:42

    I libri di questa autrice si assomigliano tutti molto, lo stile è piacevole, i personaggi e le ambientazioni cupe e inquietanti anche ... tuttavia a mio avviso è troppo descrittiva, si sofferma spesso e volentieri in varie lungaggini che hanno poco senso e annoiano un po' ... inoltre la storia è buona, ma niente di particolarmente memorabile. Piacevole lettura, niente più. Non si possono dare i mezzi voti comunque è un 3.5

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    Giuly

    23/01/2018 18:08:18

    Quattro adolescenti unite da un'amicizia esclusiva e da un segreto inconfessabile che le terrà ancorate al passato, invischiate in una ragnatela di bugie e sensi di colpa, e che le trasformerà in adulte incompiute. Ognuna troverà rifugio a modo suo: chi nell'alcool, chi nella religione, chi nell'apparente sicurezza di una famiglia. Finché un macabro avvenimento le porterà a ritrovarsi insieme. Confesso di avere un debole per Ruth Ware, per il suo stile lineare e senza fronzoli, per le sue ambientazioni particolari ed opprimenti, per i suoi personaggi torbidi ed inquietanti. Se proprio dovessi trovare il pelo nell'uovo direi che io personalmente avrei tolto un po' di spazio a Freya (tutte quelle descrizioni di strilli, poppate, capricci, dormite ecc. in un thriller mi sono sembrate superflue e piuttosto noiose) ed ho riscontrato alcune volte il mancato uso del congiuntivo; nel complesso però l'ho trovata una lettura molto avvincente.

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