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Volume rilegato in piena tela editoriale con sovraccoperta, vii-364 pagine riccamente illustrate con XXIV tavole a colori applicate e 250 riproduzioni in bianco e nero fuori testo. Indice generale consultabile nelle nostre immagini. Copia in ottime condizioni -- Gli studi su Giorgione - che il Vasari (1550) colloca tra i massimi « rinnovatori della pittura» - occupano una larga parte della bibliografia veneziana del Rinascimento. Dal 1900 al 1968, più di venti opere monografiche e qualche centinaio di articoli stanno a testimoniare l'interesse sempre crescente verso il pittore più problematico dell'arte italiana. Indubbiamente, parte del « mistero di Giorgione » dipende dalla qualità della sua poesia, intima e di difficile comprensione, ove non si sappia considerare l'ambiente filosofico e letterario entro cui si venne svolgendo. Dipende inoltre dalla sua straordinaria forza di novità: come quella che davvero sostituì alla poetica umanistica belliniana il sentimento naturalistico e idillico, che trovava fondamento nella filosofia neoplatonica e nel risveglio dei sensi, con cui si apre il Cinquecento a Venezia. Ma soprattutto il mistero di Giorgione sorge dalla scarsità delle sue opere certe: un esiguo catalogo attorno a cui fin dal Seicento venne fiorendo il mito, cioè si addensarono i frutti di un « giorgionismo », che dal geniale innovatore traeva ogni possibile frutto. Il fatto che tra i giorgioneschi si trovassero artisti della forza di un Tiziano, di Sebastiano, del Palma, mise in crisi da sempre la critica, che ancor oggi discute, su posizioni di totale contrasto, per la destinazione di interi gruppi di opere fra Giorgione o qualcuno dei suoi compagni di viaggio. Terisio Pignatti - che giunge a questo lavoro da una vasta produzione critica specializzata, tra cui la monografia giorgionesca edita nel 1955 - si è proposto la revisione completa della materia; ha rivisto tutte le pitture e i disegni; ha riconsiderato tutta la documentazione, le fonti e la bibliografia (per la prima volta elencata in completo); ci ha dato infine un catalogo. quanto più possibile informato e obbiettivo dell'opera autografa del maestro. Al «suo» i Giorgione, egli aggiunge comunque il catalogo critico di tutte le opere attribuite dagli altri studiosi; le copie; le opere varie da rifiutare; le opere perdute. Tutte le opere sono illustrate, con dovizia di particolari (di cui 24 a colori) e di riferimenti.
.<p>Volume rilegato in piena tela editoriale con sovraccoperta, vii-364 pagine riccamente illustrate con XXIV tavole a colori applicate e 250 riproduzioni in bianco e nero fuori testo. Indice generale consultabile nelle nostre immagini. Copia in ottime condizioni -- Gli studi su Giorgione - che il Vasari (1550) colloca tra i massimi &laquo; rinnovatori della pittura&raquo; - occupano una larga parte della bibliografia veneziana del Rinascimento. Dal 1900 al 1968, pi&ugrave; di venti opere monografiche e qualche centinaio di articoli stanno a testimoniare l'interesse sempre crescente verso il pittore pi&ugrave; problematico dell'arte italiana. Indubbiamente, parte del &laquo; mistero di Giorgione &raquo; dipende dalla qualit&agrave; della sua poesia, intima e di difficile comprensione, ove non si sappia considerare l'ambiente filosofico e letterario entro cui si venne svolgendo. Dipende inoltre dalla sua straordinaria forza di novit&agrave;: come quella che davvero sostitu&igrave; alla poetica umanistica belliniana il sentimento naturalistico e idillico, che trovava fondamento nella filosofia neoplatonica e nel risveglio dei sensi, con cui si apre il Cinquecento a Venezia. Ma soprattutto il mistero di Giorgione sorge dalla scarsit&agrave; delle sue opere certe: un esiguo catalogo attorno a cui fin dal Seicento venne fiorendo il mito, cio&egrave; si addensarono i frutti di un &laquo; giorgionismo &raquo;, che dal geniale innovatore traeva ogni possibile frutto. Il fatto che tra i giorgioneschi si trovassero artisti della forza di un Tiziano, di Sebastiano, del Palma, mise in crisi da sempre la critica, che ancor oggi discute, su posizioni di totale contrasto, per la destinazione di interi gruppi di opere fra Giorgione o qualcuno dei suoi compagni di viaggio. Terisio Pignatti - che giunge a questo lavoro da una vasta produzione critica specializzata, tra cui la monografia giorgionesca edita nel 1955 - si &egr
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