I giorni dei giovani leoni - Gino Pitaro - copertina

I giorni dei giovani leoni

Gino Pitaro

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Curatore: C. A. Cecchini
Editore: Sacco
Anno edizione: 2011
Pagine: 184 p., Brossura
  • EAN: 9788863544473

€ 26,50

€ 27,80
(-5%)

Venduto e spedito da Multiservices

Solo una copia disponibile

spedizione gratuita

Quantità:
LIBRO
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

Mario, un giovane calabrese, studente in architettura che aspira al DAMS, è il tipico "fuori sede". Egli trascorre la sua vita tra università, lavoro al call center e amici. L'esistenza di Mario è costellata di piccoli e grandi avvenimenti che formano il vario mosaico della sua vita. Incontri ora illuminanti o significativi, circostanze avventurose e drammi determineranno nuove tappe del destino. Su tutto, l'ombra dei mali giovanili e delle corse clandestine in auto.
Gaia la libraia

Gaia la libraia Vuoi ricevere un'email sui tuoi prodotti preferiti? Chiedi a Gaia, la tua assistente personale

4,2
di 5
Totale 20
5
9
4
6
3
5
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Frankie Joseph

    19/03/2013 15:44:12

    Poteva essere uno dei diversi romanzi che parla di precariato, università e segmenti di vita successivi, e invece questo libro è un pò una voce fuori dal coro, nel senso che è qualcosa di più, sia in profondità che in situazioni e argomentazioni. Nel genere del romanzo di formazione rappresenta una novità interessante, non c'è dubbio. Lo scrittore ha l'età giusta per affrontare certi temi, in fin dei conti, tanto per fare un esempio tra i tanti possibili, chi appena laureato conosce un impiego fuggevole o di poco conto non sa ancora cosa significhi davvero 'precariato', per comprenderlo davvero bisogna avere una prospettiva di alcuni anni dietro di sè, e così vale per altre cose come l'università, le amicizie, le dinamiche lavorative, ecc. Pitaro ha quell'età e quello sguardo che gli permettono di scorgere appena dietro le sue spalle, e proprio per questo il suo contatto con le nuovissime generazioni è ancora più forte. Il call center poi è un'icona dei nostri tempi. Interessante il fatto che l'autore sia calabrese, come sottolineato: i call center sorgono come funghi ovunque, ma Catanzaro è la 'bangalore' o la 'tirana' d'Italia in questo senso.

  • User Icon

    Jack Clash

    07/11/2012 12:31:14

    Questo autore è nemico giurato dei luoghi comuni. Voglio dire che c'è il luogo comune che è una verità indiscutibile, come quando si dice lapalissiano, poi ci sono i luoghi comuni che sono delle falsità, che nascono dai gorghi della comunicazione mediatica, della vita, delle paure che ognuno di noi porta con sè. L'autore ha uno sguardo lucido e propone una serie di situazioni, di costruzioni del racconto e di considerazioni che abbondano nel romanzo, profonde, in qualche modo immediate e perfino disturbanti. Libro fortemente sconsigliato a chi ama i prodotti preconfezionati, per voi ci sono i supermarket del libro, potete accomodarvi negli store radical chic - quindi tenersi alla larga -, gli altri possono apprezzare. E non a caso, perché il romanzo lo si trova per motivi distributivi solo in qualche libreria, sui portali come questo o dal link della casa editrice. Un meritato successo underground! Clash79

  • User Icon

    simonetta paroletti

    17/07/2012 12:04:09

    Ho letto il libro di Gino Pitaro tutto d'un fiato e, pur essendo di un'altra generazione, ho ritrovato in questo libro molto del mio "tempo perduto": le serate, gli amici, i discorsi interminabili, i sotterranei e le stanze vuote, gli amori immaginati e quelli elettivi. Lo sguardo di Mario, il protagonista, penetra in profondità e descrive con efficacia ed ironia gli ambienti e le dinamiche sociali del call center (che si possono ritrovare in ogni ufficio) e dell'univesità (mi è piaciuto molto il capitolo sull'esame). Se fossi una scrittrice di romanzi vorrei scrivere proprio come Gino.

  • User Icon

    Simonetta

    02/07/2012 11:48:05

    I giorni dei giovani leoni di Gino Pitaro, è un romanzo realistico nel senso più tradizionale e felice del termine, ovvero portatore di una mimesi iniziatica che man mano dipana piccole ma incisive verità sugli aspetti cruciali di un periodo storico e della più circoscritta comunità che esso rappresenta. Riesce altresì ad interpretare il punto di vista, lo slancio vitale e il disagio generazionale trasversalmente e con magistrale acume grazie alla scanzonata ironia che centrifuga sapientemente il "trendy o il "vintage" con l' alienazione di un mondo del lavoro asfittico e sconclusionato, costretto ad avvalersi di espressioni come "operatori sovrastaffati" o di verbi quali "esternalizzare". Simonetta Ruggeri

  • User Icon

    Ddc

    18/05/2012 09:08:47

    Mario ama correre non solo con la mente, ma con tutto se stesso oltre il conformismo. Ne esce uno spaccato di vita giovanile non solo interessante, ma realistico. Realistico. Ecco questo libro, amatissimo e tenacemente voluto dal suo autore rappresenta chiunque abbia, nell'arco di una vita, a qualunque età ed in qualunque ambito, voluto essere rispettosamente e coraggiosamente "diverso", dall'altro, ma non da sè... Leggendo ed altrettanto tenacemente volendolo nella mia libreria, ho trovato quel che in buona parte è il senso della scrittura: darsi.

  • User Icon

    Alessandro

    30/04/2012 05:02:35

    Apprezzabile nelle intenzioni e nei contenuti !

  • User Icon

    Frahorus

    07/03/2012 16:19:30

    Fare la vita da studente universitario non è per niente facile come sembrerebbe agli occhi di chi all'università non c'ha mai messo piede, figuratevi di uno studente che lavora anche... E in un call-center! Mario, il nostro protagonista, è il tipico studente lavoratore, con tanta grinta e voglia di raggiungere i suoi traguardi: in questa bella storia narrataci con tanta simpatia e sincerità dall'autore conosceremo tutto il mondo che ruota attorno a Mario: le sue amicizie, gli studi, la vita lavorativa sempre più alienante e piena di gelosie ed invidie, le gioie e i dolori, il ritorno alla casa dei genitori, la malinconia della propria terra, l'amore... I giorni dei giovani leoni è un vero e proprio romanzo di formazione, di quelli che, quando lo leggi, spesso esclami: caspita, mi è successo anche a me! Consigliatissimo senza ombra di dubbio, scrittura impeccabile e scorrevole, l'autore riesce a farci apprezzare e ci esalta la forza di volontà del giovane Mario che, nonostante le sconfitte della vita, bisogna sempre rimboccarsi le maniche e ripartire con quell'ardore giovanile che dà appunto il titolo del romanzo.

  • User Icon

    Marina Crisafi

    16/02/2012 11:53:25

    Un romanzo sui generis, in cui ognuno di noi può ritrovarsi. La storia di Mario è infatti la storia di mille altri giovani di oggi, alle prese con i sogni e le speranze cui fa da contraltare la vita vera. Quella trascorsa tra esami universitari e lavori precari. L'abile mano di Gino Pitaro, muove il protagonista del romanzo, attraverso flashback ed esperienze reali, coinvolgendo il lettore e trasportandolo all'interno delle sue stesse avventure. Ruotano intorno a Mario personaggi pennellati ad arte, che sembrano prendere vita dalle pagine del libro. Su tutto dominano gli scorci della splendida terra di Calabria, metafora di sicurezza e di rifugio dalle avversità. Assolutamente da leggere!

  • User Icon

    Umberto

    02/02/2012 01:25:36

    La storia di uno studente che ogni giorno si deve misurare con mille difficoltà tra un lavoro senza prospettive e gli accadimenti della sua vita, ottimo il modo con cui l'autore descrive nei minimi particolari le sue vicissitudini , i suoi pensieri e le location che si alternano pagina dopo pagina. Una minuziosità di particolari degna di uno stieg larsson. Un buon libro che come opera prima presenta al pubblico dei lettori Gino Pitaro un nuovo giovane autore italiano.

  • User Icon

    principessadighiaccio

    18/12/2011 19:08:32

    E' un libro in cui ognuno di noi può trovare e ritrovare parte, attimi della propria vita reale ed immaginaria. Mario studente fuori sede ma simile a molti studenti residenti, lavoratore infaticabile in un ambiente lavorativo poco gratificante che tanto chiede e poco dà. Ricordi del passato ed eventi appena accaduti, progetti per il futuro e speranze a volte mal riposte, molte persone conosciute ma poche veramente amiche...il tutto narrato in modo accattivante per coinvolgere il lettore e portarlo all'interno della vita di Mario, che poi è anche la nostra vita. Assolutamente consigliato per ridere con un accenno di lacrime, per riflettere senza deprimersi troppo!!

  • User Icon

    Francesco Vaccaro

    01/12/2011 11:03:08

    Veramente un bell'esordio per l'autore, il libro è molto scorrevole e godibile,soprattutto ha il merito di descrivere minuziosamente aspetti della vita vissuti anche da me, universitario e lavoratore in un call center quando ero anch'io un giovane leone :) Mi sono ritrovato per questo in molti passaggi del romanzo che racconta varie sfaccettature dei nostri tempi,facendo un ottimo spaccato del quotidiano, raccontandoci della "guerra" che i giovani combattono per costruirsi un futuro. Lo consiglio vivamente e aspetto trepidante un nuovo romanzo dell'interessantissimo Pitaro!

  • User Icon

    The critical reader avant-garde

    16/11/2011 10:56:28

    Condivido complessivamente le recensioni espresse qui, aggiungo inoltre che lo scrittore sembra essere quello giusto al momento giusto, ovvero per temi, interessi, proposte e ricerca espressiva Pitaro le indovina davvero tutte. Se poi si pensa che dietro non c'è nessuna regola di marketing tutto ciò è davvero notevole. Metaforicamente parlando lo scrittore è come uno di quei tennisti in stato di grazia che giocano in profondità, affondando con decisione i colpi agli angoli del campo, sfoderando volée, lungolinea, pallonetti. Intendo dire - con un paragone che per spirito l'autore probabilmente apprezzerebbe - che Pitaro trova argomenti, situazioni e dinamiche che sono tra i più intensi e coerenti ai nostri tempi, sapendo anche giocare d'anticipo, offrendo emozioni inedite. Sa rendere ricca e interessante una trama appena discreta, ma riesce a scrivere con parole vere, nuove eppure semplici, trovando spunti originali. Avreste mai pensato che in un romanzo di formazione giovanile si sarebbe trovato spazio per il dissesto idrogeologico così attuale? Eppure lo scrittore trova il modo di inserire il tema, e in modo per nulla artificioso, anzi quanto mai azzeccato. Di certo l'autore rappresenta una novità. Pitaro è una specie in evoluzione all'interno del movimento letterario dei cannibali...L'autore per certi versi si può definire un "cannibale bulimico", mentre per altri sviluppa temi emergenti mostrando di essere più di qualche passo in avanti, quasi un veggente-sensitivo. E tale definizione ha un valore letterario; molti grandi scrittori sono stati capaci di anticipare i tempi. Se Pitaro è semplicemente un buon scrittore o un grande scrittore lo dirà il tempo. Non sarebbe male un film ispirato a questo libro, con un "Antonio Albanese" più giovane però. Difficilmente però I giorni dei giovani leoni vincerà qualche premio letterario, anche se sarebbe auspicabile, ma certo è un libro che entra nel cuore e nella mente dei lettori, anche con una certa fluidità.

  • User Icon

    Renato

    28/10/2011 21:46:56

    Un libro,un romanzo, una lettura scorrevole... L'autore è riuscito con sapienza ed eleganza a descrivere "i suoi primi quarant'anni" raccontando la sua gioventù, intrecciandola con la quotidianità di oggi: un ragazzo calabrese, uno studente del DAMS ed anche impiegato in un call center, con le speranze e le angosce che il passare degli anni fanno maturare cambiando la visione del mondo di ognuno. La storia potrebbe anche essere la sceneggiatura di un film che racconta la società di oggi con le speranze e le ansie dei giovani, magari interpretato da Antonio Albanese nella parte di "Mario"... I giorni dei giovani leoni parla di noi, delle nostre esperienze ma soprattutto delle nostre emozioni, con ispirazione e tanta voglia di raccontarsi. Lo stile è moderno e la lettura scorrevole: un libro da leggere!

  • User Icon

    Giacomo

    17/10/2011 15:49:18

    Descrive abbastanza bene il periodo universitario che molti di noi hanno vissuto o stanno vivendo.Scorrevole la lettura ,abbastanza semplice il linguaggio,i capitoli scorrono piacevolmente.

  • User Icon

    Canemacchina

    03/10/2011 13:13:11

    Lo scrittore sicuramente è interessante, contestualizza gli avvenimenti negli ultimi anni, attraverso la sua maturità di quarantenne, sviluppando e intrecciando con una certa abilità alcune tematiche che sono tremendamente attuali,attraverso i suoi venticinquenni. Lo scrittore farebbe parte della generazione dei "cannibali", in senso letterario, quindi realismo, ibridazione di generi letterari, cultura pop, avanguardie, ecc. Di questa generazione fanno parte Culicchia, Ammaniti, Brizzi. Curiosa coincidenza: il libro d'esordio di Brizzi "Jack frusciante" uscì alla prima uscita dal gruppo dei RHCP del famoso chitarrista, mentre questo esordio "capita" nella seconda definitiva uscita del chitarrista, quasi come a chiudere un cerchio con un esordio maturo, ma Pitaro è comunque uno scrittore con una precisa personalità. Interessanti anche alcune analogie, non volute, dato che il libro è uscito prima, con un certo immaginario emergente, anche cinematografico, penso a Gipi con "L'ultimo terrestre" oppure al film "Drive", e perfino alle recenti scoperte scientifiche (come i neutrini), cose che addirittura lo scrittore si permette in qualche modo di anticipare, ecc. Che dire: Pitaro non è una moneta di cartone, non è neanche una moneta di cioccolato, il suo romanzo si fa leggere, sa essere dolcemente tagliente, anche se qua e là c'è qualche errore e qualcosa che poteva essere registrato, ma quasi normale in una prima edizione. Paradossalmente ciò riesce a dargli ulteriore verità, all'interno di una sua sensibilità profondissima, caustica, eppure "fanciulla". Dirò di più, si tratta di uno scrittore vero e anche l'intento didattico e introspettivo in sostanza diviene talvolta un "difetto apprezzabile", da non correggere, almeno in questo caso, dato che è dotato di una scrittura scorrevole. Si vuole far capire, e questo è un dono di umiltà e semplicità non indifferente.

  • User Icon

    Emanuela

    18/09/2011 20:46:18

    Questo libro ha un titolo fin troppo accattivante, questo il motivo che mi ha spinto all'acquisto; insieme al fatto che fosse proposto da uno scrittore giovane ed italiano....qualità a mio avviso rare di questi tempi... L'ho letto in poco tempo: il racconto è sereno e decisamente fluido; ma quello che mi lasciava la voglia di tornarci era "quel mondo", la minuziosità con cui veniva descritto, un mondo "di tutti i giorni" che l'autore è riuscito a descivere con cura senza mai annoiarmi (qualità che io personalmente amo nella lettura)Decisamente consigliato.

  • User Icon

    fenu maria antonietta

    11/09/2011 13:40:15

    Alcuni ricordi infantili, apparentemente trascurabili,...................mentre il resto dei vani venne adibito a magazzino. Queste sono le frasi d'inizio e fine del libro.... nel mezzo tutto un mondo! Mondo che io ho letto tutto d'un fiato, ma ammetto che talvolta ho dovuto rileggere qualche pagina, non perchè non mi fosse chiaro ciò che ci stava scritto, ma perchè , a mio parere il modo di scrivere dello scrittore riesce a far vedere ciò che scrive, praticamente io non ho solo letto, ma ho anche guardato il libro , e alcuni punti li ho voluti rivedere. Ho provato delle emozioni, mi sono rivista io , gioie, dolori, crisi interiori , pazzie, nostalgie. Che dire "bravo PITARO " Spero di leggere presto un nuovo lavoro.

  • User Icon

    Betty Love

    02/09/2011 11:01:05

    Lo ammetto, ho letto questo libro per una banalissima curiosità: l'autore porta il cognome del mio ragazzo, che è un cognome relativamente poco diffuso. Da questa banalità è nato quello che è stato un buon acquisto. Il libro è interessante, un mix di originalità e tradizione, nel senso di un'opera che parla di giovani e meno giovani, rivolta a tutti. Da studentessa universitaria di lettere, l'aspetto che va rimarcato secondo me è che l'autore è meridionale (calabrese): voglio dire che è comunque uno scrittore nuovo, ma considerando la letteratura di autori nati in Calabria e in generale nel sud, si vede spesso che questi parlano di una dimensione antica della loro terra: "u paisi" (il paese), le grandi emigrazioni, "La Merica" (l'America), le tradizioni, ecc. La letteratura calabrese poi è fin troppo alvariana (da Corrado Alvaro), mentre l'autore, che con verità (e astuzia?) riesce a reinterpretare una certa mitologia del sud, parla di generazioni, storie e temi che sono poi quelli di chi è giovane, un giovane italiano ed europeo. Ciò rende questo scrittore, figlio di una certa globalizzazione, ancora più interessante, anche se un pò "disturbante", ma autori di questo tipo servono come il pane.

  • Opera prima dell'ottimo Gino Pitaro. Secondo me... -IN GENERALE: libro ampio e "pulito", data la mole, sia in Scrittura che in Revisione, senza errori sintattici (salvo un paio di locuzioni, in fondo trascurabili, che mi sono suonate "stonate") e che si fa, nonostante la mole, leggere fino in fondo. Prevedibile in un opera prima, c'è un ampio portato autobiografico, peraltro sapientemente "aggiustato" ai tempi d'oggi (è l'Autore-narratore ad essere nato nel '70). -PREGI: a)il realismo con cui viene descritto il mondo di ambientazione; b)la nostalgia per l'ambiente delle radici; c)l'assoluta condivisibilità dei convincimenti espressi a livello sociale, morale, di rapporti umani; d)la "dolcezza" (che è poi quella dell'Autore) del protagonista, la cui unica "spada" è solo qualche risposta ironica (quando non la reprime); e)la tenerezza quasi "mistica" delle pagine "passionali"; f)gli improvvisi colpi di "poesia" che illuminano qua e là una storia in fondo "normale". -DIFETTI: Ne rilevo fondamentalmente due: 1)il "troppismo" (parlare di troppe cose), in fondo tipico e fisiologico delle opere prime , che tende ad aprire troppi fronti, senza poi concluderne molti; 2)quello che chiamerei, mi si conceda il termine, "esibizionismo stilistico": la scelta lessicale e sintattica fa più volte pensare a "guardate quante cose so, quante parole strane conosco, quanto sono abile a costruire periodi complessi e articolati" a scapito della "pregnanza" delle azioni e del racconto. Se è vero che il romanzo è, per definizione, il luogo letterario ove esprimere i pensieri, è anche vero che la forma che l'Autore ha scelto per farlo mi sembra, in un numero di occasioni troppo elevato per poterlo ignorare, più adatta alla saggistica che alla narrativa. E ciò "pesa" un po' sull'immediatezza. - CONCLUSIONI : ci sono luci e ombre, ma la partenza è accettabile e consente di aspettarsi una valida maturazione espressiva nelle opere future.

  • User Icon

    Newstar78

    23/08/2011 15:56:49

    E' un autore particolare. Il romanzo è abbastanza canonico nel genere del romanzo di formazione giovanile, ma è singolarmente illuminato da un certa originalità, da spunti poetici e da descrizioni realistiche notevoli: call center, università, condizione giovanile, ecc. Un libro tutto sommato positivo, ma non per questo conciliante. L'autore indugia qua e là in una certa introspezione, ma nel complesso non guasta, infatti diceva Truffaut che le grandi opere "respirano" grazie anche ai loro difetti. Lo scrittore, conosciuto casualmente in un convegno, è un "tipo strano", ma proprio questi soggetti sono capaci di illuminare la scena letteraria e artistica con qualcosa di nuovo. I giorni dei giovani leoni è in parte un romanzo nuovo, nel quale si intravedono "lampi di genio" oppure una certa originalità espressiva e sensibilità, ma se c'è del genio non si può dare un voto canonicamente troppo alto, perché il talento vero sfugge alle categorizzazioni. Libro consigliato.

Vedi tutte le 20 recensioni cliente

Mario, un giovane calabrese, studente in architettura che “aspira” al DAMS, è il tipico “fuori sede”. La sua vita trascorre tra università, lavoro al call center e amici. L’esistenza di Mario è costellata di piccoli e grandi avvenimenti che formano il vario mosaico della sua vita. Incontri ora illuminanti o significativi, circostanze avventurose e drammi determineranno nuove tappe del destino. Su tutto l’ombra dei mali giovanili e delle corse clandestine in auto.

  • Gino Pitaro Cover

    Gino Pitaro nasce a Vibo Valentia, nel suo percorso svolge varie attività, tra cui quella di redattore e di documentarista indipendente.Nel 2011 il suo esordio con I giorni dei giovani leoni (Arduino Sacco Editore), poi è la volta di Babelfish, racconti dall'Era dell'Acquario (Ensemble, 2013) e Benzine (Ensemble, 2015).La Vita Attesa è il romanzo per Golem Edizioni pubblicato nel 2019.L'autore vive in provincia di Roma. Approfondisci
Note legali