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Questo romanzo è come una passeggiata lenta in una Berlino ovattata dalla neve, dove ogni passo affonda nel passato e ogni sguardo cerca qualcosa che non si vede più. Cees Nooteboom ci porta dentro la testa di Arthur Daane, un documentarista olandese che vive sospeso tra il lavoro, le chiacchiere con amici eccentrici e lunghe camminate solitarie. Non è una trama incalzante: qui si viaggia più nei pensieri che nella geografia o nei fatti. Arthur filma frammenti di realtà, raccoglie immagini di cose che stanno per sparire, come se volesse salvare l’invisibile. Il tono è malinconico, ma mai pesante. Nooteboom scrive con eleganza, ma senza ostentazione. Le sue frasi sembrano fatte per essere sottolineate, lette due volte, lasciate sedimentare. I dialoghi tra Arthur e i suoi amici sono brillanti, pieni di filosofia, arte, religione, ma anche di ironia e leggerezza. - [...] "Non sei tu a decidere dove si situa il limite della tua immortalità." "L'immortalità non esiste." "Sì, va bene, ma metaforicamente parlando. Omero, chiunque egli fosse, non poteva sapere nemmeno lui che un giorno sarebbe stato letto su una navicella spaziale." - Il cimitero, la neve, le rovine, le cicatrici: tutto parla di memoria. Non quella nostalgica, ma quella che interroga, che cerca di capire cosa resta dopo che tutto è passato. "Il giorno dei morti" non è un libro da divorare, ma da assaporare; è per chi ama le atmosfere sospese, le domande senza risposta, e le città che parlano anche quando tacciono. "Camminava tra le tombe come tra le rovine di un pensiero antico, cercando non i nomi, ma le assenze, non le date ma le pause tra di esse."
Cosa resta incollato sotto quelle che Benjamin chiamava "le suole della memoria"? Qual è la vera formula dei ricordi? Due domande, fra le tante, che si affacciano subito lungo i passi di un uomo troppo graffiato dal dolore, un uomo "a cui sono toccate brutte carte", come a moltissimi, e che nel romanzo non fa che esplorare le proprie cicatrici, misurarne il calore, il taglio, l'ignota direzione verso cui lo portano, noncurante e disilluso nel suo vagare come un auslander in una Berlino ombrosa, come metafisica, da poco ricomposta nelle sue due anime spaccate. Le risposte saranno altre domande, inquietudini umide nella sporca tinozza della storia e destinate a restare ignote, insieme agli abiti del caso, alle tasche dell'intenzione, agli incomprensibili enigmi della vita che nessun vento può asciugare in una calma che ne riavvii il percorso. Lunghi incontri come in un Simposio rifatto: uno scultore, una storica, un filosofo, e lui, Arthur, un cineasta, un uomo che maneggia le immagini, le cura, le accarezza. Ed è questo il suo scontro, quel tentare di far affiorare il misterioso, il non visto che pure esiste racchiuso nel guscio dei giorni, "far sentire contemporaneamente il tempo e l'atemporalità". Sollevare il masso dei tanti nonsensi, della morte, e ridare alla solitudine una parvenza di comprensione, far rifiatare ciò che continua, le lancette interiori, perché "gli orologi nelle stanze delle persone sole vanno più lenti". Entra allora la parola come risorsa a snidare il già tracciato e il caotico, l'informe e il fatale, e sarà questa la forte impronta del libro, quella di un lungo e poetico saggio sulla sostanza del vivere dove anche i morti (stupenda trovata) avranno le loro pagine per parlare. Cosa può smuovere dunque quel grigio brusio di silenzi senza bussola? Forse una donna, un istante di luce nell'impazzita metrica della sorte. Se anche lei però non si rivelasse una "specialista in addii". L'indefinibile elevato a incanto. Libro splendido.
Confermo l'esperienza unica nel leggere questo libro, solo glii amanti sensibili della vita si immergono in queste pagine, in una conversazione lunghissima tra amici da lasciare a bocca aperta l'autore afferma che il genere umano non riesce ad immaginarsi un futuro lungo come il nostro passato, tutto deve finire con noi, è impossibile immaginarci come un mucchietto d'ossa in una vetrina di un museo, lo consiglio caldamente come verso santiago e molti altri suoi libri.
Recensioni
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