Il giovane Holden - J. D. Salinger - copertina

Il giovane Holden

J. D. Salinger

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Traduttore: Adriana Motti
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
Pagine: 242 p., Brossura
  • EAN: 9788806171766
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Gaia la libraia

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Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ciascuno vi ha letto la propria rabbia, ha assunto il protagonista a "exemplum vitae", e ciò ne ha decretato l'immenso successo che dura tuttora. È fuor di dubbio, infatti, che Salinger abbia sconvolto il corso della letteratura contemporanea influenzando l'immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore imprescindibile per la comprensione del nostro tempo. Holden come lo conosciamo noi non potrebbe scrollarsi di dosso i suoi "e tutto quanto", "e compagnia bella", "e quel che segue" per tradurre sempre e soltanto l'espressione "and all". Né chi lo ha letto potrebbe pensarlo denudato del suo slang fatto di "una cosa da lasciarti secco" o "la vecchia Phoebe". Uno dei grandi libri del Novecento che ha ancora tanto da dire negli anni Duemila.
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    Vincenzo Martines

    23/09/2019 19:16:57

    Un libro da leggere perché pietra miliare di un nuovo modo di raccontare

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    Tommaso Di Nella - Lawyer

    10/10/2014 09:56:54

    Un classico che ho letto con enorme piacere. Solitamente è difficile che accada con i classici. Peccato che Jerome David Salinger (New York 1919 - Cornish 2010) abbia scritto nella sua vita solo questo romanzo (oltre ad alcuni altri racconti di poca rilevanza letteraria). Sebbene questo libro sia uscito nel 1951, a tutt'oggi è ancora in auge, essendo riuscito, l'autore (che quando ha scritto il libro aveva trentadue anni, ossia il doppio del protagonista di questo autentico capolavoro), ad interpretare le inquietudini ed i disagi dell'adolescenza. Ci sono, poi, dei tratti del romanzo che ti mandano in solluchero! Per dirla come Salinger. Da leggere.

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    Alessio

    16/09/2014 11:21:21

    Il voto non eccellente è dovuto unicamente alla poca simpatia nutrita nei confronti del protagonista. C'è chi si rivede ed immedesima in Holden, ma egli è la più classica delle figure di sbarbatello troppo pieno di sé, paranoico e bisognoso di crescita. Irritante. Ma quando un autore riesce nell'impresa di coinvolgerti a tal punto, ha fatto magnificamente il suo lavoro, e l'antipatia che nutro verso Holden è testimonianza dell'ottimo lavoro di Salinger.

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    flavioalbanese90

    02/09/2012 19:07:59

    Avevo 15 anni quando lessi per la prima volta "A catcher in the rye" (perché è questo il vero titolo) e credo proprio che non lo rileggerò mai più, se non altro per mantenere intatte nella mia memoria le sue sensazioni di condivisione, incazzatura, tenerezza, pace e dissenso interiori: in poche parole il suo "essere adolescenti". Difficilmente scorderò Holden Caulfield e i suoi "vattelappesca"...

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    flavioalbanese90

    31/08/2012 13:10:27

    Avevo 15 anni quando lessi per la prima volta "A catcher in the rye" (perché è questo il vero titolo) e credo proprio che non lo rileggerò mai più, se non altro per mantenere intatte nella mia memoria le sue sensazioni di condivisione, incazzatura, tenerezza, pace e dissenso interiori: in poche parole il suo "essere adolescenti". Difficilmente scorderò Holden Caulfield e i suoi "vattelappesca"...

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    marcello ragone

    20/05/2012 12:29:06

    Un libro da leggere assolutamente bello proprio perche' tutto concentrato sul ragionamento interiore del personaggio,non ha bisogno di altro.

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    Rosario

    18/05/2012 14:55:35

    Devo dire che mi è piaciuto moltissimo,testo moderno,divertente,leggerezza e tante altre belle cose

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    elena

    21/01/2012 15:48:12

    Sono a pagina 44 da tre giorni, non riesco ad andare avanti... E' una noia mortale questo libro, privo di trama e di phatos; pieno di "vattelapesca", "gesù", "cristo santo" e "cristo santissimo".... io poi che sono atea... A parte questo, non lo consiglio a nessuno.

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    Christian

    18/07/2011 12:35:46

    Ho letto questo libro in due giorni e quando l'ho finito mi è dispiaciuto perchè mi è rimasto veramente nel cuore

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    Giuseppe

    22/01/2011 20:10:33

    A dir poco fantastico. Che a molti non sia piacuto è, per me, una cosa positiva: diffido sempre dei libri che piacciono a tutti. Mi fanno ridere quelli che puntanto le loro critiche sulla trama scarna. Non ci avete capito niente, fidatevi. Andate pure a leggervi il Corsaro Nero e simili, se volete quel tipo di colpi di scena. Qui parliamo di "altro", e quest'altro o lo si capisce o non lo si capisce. Questione di sensibilità. E via discorrendo.

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    Simone

    15/09/2010 20:17:47

    Un libro da leggere e rileggere. Divertente, spudorato, reale. Poca trama? Non serve, ognuno pùò associare la rabbia di Holden ai propri problemi personali.

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    Ianì

    21/02/2010 16:13:50

    Avrei dovuto leggerlo da adolescente e invece per farlo ho aspettato la morte dell'autore...non mi e' piaciuto per niente!

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    Dusk

    23/11/2009 03:54:34

    A dir poco deludente!!!capisco che questo libro abbia circa sessant'anni....ma è sopravvalutato...non capisco per quale motivo sia una pietra miliare....il linguaggio è irritante e ripetitivo, la grammatica improvvisata (ok, questo dipende dalla traduzione), trama assente, avventure prive di avventura come diceva qualcuno....flash back piatti....insomma che noia!!!generalmente non impiego più di una giornata per un libro di 300 pagine, ma questo ha richiesto un notevole sforzo....

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    Gemma

    16/10/2009 17:31:05

    troppo troppo noioso...tra tutti i "Vattelapesca", i "e compagnia bella" e gli "schifa" non ha trama, l' unica cosa che ci viene raccontata sono i ricordi di Holden. Pessimo...Non lo consiglierei a nessuno

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    OskarSchell

    02/07/2009 12:16:37

    "Catcher in the rye" ("Il prenditore nella segale"), ricorda un gioco di bambini che si divertono in un campo di segale che termina con un dirupo. Quando un bambino sta per cadere, c'è qualcuno che lo afferra al volo. Ho letto questo libro, ma non l'ho amato. C'è solo una cosa che vorrei chiedere a Holden: "Dove vanno le anatre quando ghiaccia Central Park"? Perchè forse lui, alla fine, ha trovato il suo catcher in the rye, il suo 'acchiappatore nella segale', quella figura paterna che curi le sue paure, le sue ansie, che dia una risposta alle sue domande: "Dove vanno le anatre del laghetto di Central Park d'inverno quando esso ghiaccia?", aiutandolo a divenire adulto.

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    Angelica

    25/06/2009 12:29:23

    Perchè questo libro è considerato un capolavoro? Il personaggio è odioso e del tutto privo di spessore, la scrittura è povera e ripetitiva ( ad un certo punto, per la noia, mi sono messa a contare le parole doppioni ) e la trama basata sul nulla. Vedendo tanti commenti positivi mi domando se non abbia frainteso il messaggio ed i significati di questo romanzo, considerato un pilastro della letteratura.

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    Ernesto

    25/06/2009 12:16:50

    Capolavoro. Si entra nella testa del protagonista, si percepiscono i suoi sentimenti. Volutamente sgradevole nel linguaggio? Lo credo bene!!!!!! Ma noi stessi, all'interno della nostra zucca, come ci esprimiamo? Bellissimo

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    Marcuzzu

    27/05/2009 05:01:26

    assolutamente un capolavoro.

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    Eleonora

    17/04/2009 19:00:11

    Io, che di libro vivo e che ho letto anche l' impossibile, devo ammettere che questo non mi ha entusiasmato così tanto.Certo, non riesco a capire come si possa definire una noia mortale, ma neanche un capolavoro della letteratura. Andiamo, non vi sembra che al giovane protagonista non vadano bene un pò troppe cose? Infondo uno che è stato sbattuto fuori tutte quelle volte dai migliori istituti americani non dovrebbe trovare un difetto terribilmente insopportabile in ogni singola persona. Nella vita bisogna anche sapersi adattare. Secondo me, è un pò complessato.

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    Fabrizio

    06/03/2009 18:14:06

    Chi crocefigge questo testo dimentica la datazione dell'opera! Per essere un testo con 60 anni sulle spalle è evidente la modernità della scrittura e degli argomenti trattati (inclusa la quasi esplicita trattazione del sesso!). E' un testo assolutamente seminale! Senza "Il giovane Holden" FORSE non avremmo Kerouac, Fante, Yates... Perlomeno come li conosciamo noi oggi. Fabrizio.

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  • J. D. Salinger Cover

    Narratore statunitense. Dopo gli studi universitari a New York, prese parte come sergente di fanteria alla seconda guerra mondiale. A differenza di altri prosatori della sua generazione, Salinger però non privilegia l’esperienza bellica, la trasferisce se mai in un privato simbolico. L’ambiente del romanzo che gli ha dato la celebrità, Il giovane Holden (The Catcher in the Rye, 1951, pubblicato in Italia da Einaudi nel 1961), è quello medio-alto borghese, con i suoi codici di comportamento, il suo conformismo, la sua assenza di valori; se la coppia borghese tende a riprodursi a propria immagine e somiglianza, sarà l’adolescente a tentare di distaccarsi per una propria ricerca di identità, rifiutando, come lo Huck Finn di Mark Twain, di «lasciarsi... Approfondisci
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