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Piero Chiara

Editore: Mondadori
Edizione: 18
Anno edizione: 1998
Formato: Tascabile
Pagine:
  • EAN: 9788804455097

Recensioni dei clienti

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    paolo

    29/05/2016 14.31.07

    Libro giallo leggero leggero con finale piuttosto insipido.Voto medio.

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    angelo

    16/09/2013 16.58.16

    Ingredienti: una moglie irrequieta uccisa in un piccolo paese, un marito cornuto guidato da grande astuzia, un ispettore dotato di buona volontà e fiuto, un giallo che termina a con un punto interrogativo. Consigliato: a chi vuol esplorare i sofisticati meccanismi di bovarismo e cornutismo, a chi vuol vedere come complicità e rivalità unite insieme possano inceppare gli ingranaggi della giustizia.

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    Stefano Vaglio Laurin

    14/07/2013 12.39.41

    Un affresco del piccolo sogno borghese ambientato nella citta' di provincia italiana descritto in maniera raffinata da Piero Chiara. Vizi privati e pubbliche virtu' di una middle class che oggi, a distanza di quarant'anni dal momento in cui il libro venne realizzato, e' in stato di dissolvimento. La vicenda narrata e' decisamente verosimile, al di la' di alcune situazioni filoromanzesche necessarie affinche' la storia non perdesse il suo profilo di giallo all'italiana . Come ne " La stanza del vescovo " Piero Chiara riesce a far riflettere il lettore su debolezze e illusioni della societa' contemporanea regalandoci anche qui un finale a sorpresa; ma non e' un finale che offra una soluzione del caso, l 'autore pare lasciare al lettore la responsabilita' di decidere chi abbia condiviso gli ultimi istanti di Giulia . Un destino drammatico per la bella moglie dell' Avvocato Esengrini al quale la " Giustizia non rende giustizia " . Ma cio ' non succede solo nei romanzi gialli .

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    Anna

    24/06/2011 14.20.22

    Geniale! Un giallo appassionante, breve e con colpo di scena finale

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    franz

    20/02/2010 23.25.43

    ragazzi, un chiara stile simenon. il commissario scaccialepre come maigret e personaggi splendidi, tratteggiati senza sbavature, trama bellissima e ritmo incalzante. finale strepitoso, piemno di ironia. chapeau!

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    aurely

    15/03/2009 01.04.04

    Risente un pò del fatto di essere stato scritto "per il film", ma resta un gran bel libro.

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    Ros

    20/04/2008 17.59.53

    Ricordavo assai vagamente lo scenggiato televisivo del '70, anzi più che vagamente, ne rordavo giusto il titolo perchè all'epoca avevo dieci anni. Così, un pò per nostalgia, un pò per curiosità, ho acquistato quello che per me è il primo romanzo di Piero Chiara. Ho trovato un bel giallo, con un finale insolito e una scrittura godibile. L'unica pecca, se così si può chiamare, l'atmosfera e la storia decisamente un pò datate.

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    Renzo Montagnoli

    17/05/2007 18.57.39

    Esiste il delitto perfetto? Non pochi autori del genere “giallo” hanno affrontato questa ardua prova, con risultati più o meno soddisfacenti, o credibili. Piero Chiara, che non è possibile definire un autore di genere, ha voluto provarci, mettendo anche a frutto la lunga frequentazione degli ambienti giudiziari derivante dal suo lavoro e ne é uscita così, più che un romanzo, una presceneggiatura, perché lo scopo originale era di realizzare un adattamento televisivo, che poi si concretizzò nell’opera con lo stesso titolo trasmessa in cinque puntate nel 1970 dalla radio-televisione italiana e che ebbe grande successo. Indubbiamente il fatto che sia stato scritto in funzione di uno spettacolo televisivo fa sì che in questo lavoro si avverta meno la mano felice dell’autore, così bravo a descrivere con sottile finezza gli ambienti di una certa provincia italiana negli anni del dopoguerra. E in effetti la narrazione si presenta necessariamente schematica, pur non mancando la consueta abilità nel figurare i personaggi, ma con un tono più distaccato, quasi di cronaca giornalistica. Come in tutti i gialli che si rispettano c’è il commissario di polizia, uomo accorto e capace, ma veritiero, e non un mostro di bravura. Proprio per questo appare più funzionale alla trama e finisce con il dare risalto all’abile piano architettato da un omicida di notevole intelligenza. Sì, perché l’enigma non viene sciolto neppure alla fine, tanto che il processo penale si concluderà con un’assoluzione per insufficienza di prove. La lettura è veramente appassionante, perché poco a poco ci si lascia coinvolgere dallo stimolo pressante della ricerca della verità, a cui si viene indirizzati in modo mirabile. Tuttavia, quando si crede di aver fatta piena luce sulla vicenda, altrettanto razionalmente ci viene proposta una soluzione di uguale validità, a cui possiamo prestare anche fede, ma che viene a complicare terribilmente le cose, tanto che alla fine il verdetto assolutorio ci sembra la più logica delle conclusioni.

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    Francesco Scianna

    18/11/2006 21.41.01

    Leggere Piero Chiara è sempre molto piacevole. Ci si trova immersi nei suoi paesaggi, nella sua Luino e ci si immedesima ora nell'investigatore Sciancalepre, ora nell'avvocato, ora nella vittima. Non è certamente un giallo tipico, paragonabile per bellezza a "La Stanza Del Vescovo", ma comunque è un buon giallo, con una bella storia ed un finale originale (forse prevedibile solo per chi in qualche modo si intende di affari giudiziari).

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    moneo

    27/12/2004 11.01.26

    E' il primo libro di Chiara che leggo. Sembra scritto un po' di corsa....è un po' piatto....il finale però è originale....anche se un po' frettoloso.....insomma....

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    Maurizio Froldi

    09/11/2001 22.09.01

    Curioso tentativo (peraltro riuscito) di giallo lombardo. Il finale infrange le norme base del giallo tradizionale, ma chi legge Piero Chiara cerca Piero Chiara, non le norme base del giallo tradizionale.

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