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Martha C. Nussbaum

Traduttore: F. Lelli
Editore: Il Mulino
Collana: Voci
Anno edizione: 2008
Pagine: 108 p. , Brossura
  • EAN: 9788815127013
Il puro caso di nascere in una nazione povera condiziona in larga parte le chance di vita di ogni essere umano, poiché i beni materiali fondamentali, come acqua pulita, alimentazione adeguata, servizi sanitari, sicurezza e salute per le madri, sono distribuiti nel mondo in maniera diseguale. Tuttavia, la maggior parte delle contemporanee teorie della giustizia non si pongono il problema perché concepiscono lo stato-nazione come unità di riferimento. D'altra parte, neanche le teorie morali e del diritto internazionale pongono il problema suddetto al centro del dibattito, poiché sono fondate su una concezione dei diritti umani che corrisponde all'idea tradizionale dei doveri di giustizia. Un'idea secondo cui essi hanno a che fare con il dovere di non intraprendere guerre di aggressione e, nei confronti degli individui, con il divieto di tortura e di stupro. Più in generale, un'idea secondo cui tutti gli individui hanno il dovere di rispettare gli altri esseri umani e di non comportarsi ingiustamente nei loro confronti. A giudizio di Nussbaum, una dottrina dell'aiuto materiale anche al di là dei confini delle singole nazioni non si è sviluppata a causa dell'influenza del pensiero di Cicerone che, nella sua opera De officis, ha introdotto la distinzione tra doveri di giustizia e doveri di aiuto materiale. Soltanto i primi, per Cicerone, sono molto rigidi e richiedono alti standard morali di tutti gli attori nel loro agire oltre i confini nazionali. I doveri di aiuto materiale, invece, consentirebbero molta elasticità, dandoci la libertà di preferire chi ci è più vicino e più caro. L'opera di Cicerone, e la distinzione che egli opera tra doveri di giustizia e di aiuto materiale, ha avuto un'enorme influenza sul pensiero di scrittori quali Grozio, Smith e Kant, punto di partenza per le moderne riflessioni sul diritto internazionale. Analizzando le ragioni della distinzione operata da Cicerone, Nussbaum mette però in evidenza come essa sia da rifiutare con fermezza, trovando le sue radici in una dottrina filosofica, lo stoicismo, secondo cui i beni materiali sono ininfluenti per la felicità degli esseri umani.
Giulia Bertolino