Good to Be Bad - CD Audio di Whitesnake

Good to Be Bad

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Artisti: Whitesnake
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 1
Etichetta: SPV Recordings
Data di pubblicazione: 30 settembre 2013
  • EAN: 0693723981321
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€ 11,50

Punti Premium: 12

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A dieci anni dall’uscita dell’ultimo studio album “Restless Heart” del 1997, tornano i WHITESNAKE, la leggendaria band dell’ ex-DEEP PURPLE DAVID COVERDALE.Il nuovo album “Good To Be Bad” arriva in tempo per celebrare il 30° anniversario della carriera del gruppo, e si annuncia subito come un’ opera degna di una delle più famose ed acclamate band del panorama HARD ROCK di tutti i tempi, un gruppo che vanta vendite per oltre 25 milioni di dischi. “Good To Be Bad” è un capolavoro di undici nuovissimi ed impetuosi brani HARD ROCK, dagli elementi HEAVY e SOUL di grande impatto, con tutti i principali elementi che hanno fatto grande il mitico album “1987”, uno dei più grandi BEST SELLER in campo HARD ROCK di tutti i tempi. David Coverdale stesso definisce il nuovo lavoro come “Un solido e muscoloso album rock, con alcune eleganti ballate al momento giusto”. A supportare la sempre potentissima voce dell’immortale David Coverdale provvedono egregiamente i due eccellenti chitarristi Doug Aldrich (ex-Dio, Hurricane) e Reb Beach (Winger, ex-Dokken), il batterista Chris Frazier, il bassista Uriah Duffy e il tastierista Timothy Drury (Yes, Eagles)!!!!!!Un album assolutamente da non perdere, per essere pronti a festeggiare il 30° anniversario del Serpente Bianco in occasione del tour europeo. (A cura di Audioglobe)
Disco 1
1
Best Years
2
Can You Hear the Wind Blow
3
Call On Me
4
All I Want All I Need
5
Good to Be Bad
6
All for Love
7
Summer Rain
8
Lay Down Your Love
9
A Fool in Love
10
Got What You Need
11
Til the End of Time
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    DarkKnight

    02/10/2008 09:47:06

    C’è poco da dire: si scrive “Whitesnake”, si legge “David Coverdale”, si pronuncia “Ultima leggenda dell’Hard Rock”. Per festeggiare i 30 anni d’attività da quando mollò i Deep Purple per creare la propria band, Coverdale sforna, dietro ad una copertina ruffianissima, una sfilza di brani che sembrano scritti negli anni ‘80 ed estratti dal cassetto solo ora. E pure la sua voce non è invecchiata. Il disco giusto per una riflessione: la storia “ufficiale” del rock tramanda che il pop metal anni ’80 sia stato spazzato via dal grunge di nuove band anni ’90 (Nirvana, Alice in Chains ecc.) perché troppo vuoto e superficiale. Eppure quegli svalvolati con parrucche cotonate e jeans attillati un messaggio ce l’avevano: la vita è dura, ma godiamoci il buono che c’è nel mondo e non scordiamoci di divertirci. Un messaggio superficiale ma molto più positivo di quello di quei filosofi in camicione di flanella che rigiravano il coltello nella piaga della depressione adolescenziale al fine di vender dischi. Lo dimostra il fatto che non solo i Whitesnake, ma anche i Bon Jovi, gli Aerosmith, i Van Halen, i Def Leppard, i Guns N Roses, perfino quei vandali dei Motley Crue, sono ancora in attività o comunque vivi e vegeti. I giovani venuti a far loro le scarpe sono finiti subito sotto terra dopo essersi sparati una fucilata in faccia o una pera di diosacosa in vena. Questi sono i fatti, non aggiungo altro. Le conclusioni su chi fossero veramente quelli commerciali, nichilisti e senza valori tiratele da soli.

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