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John K. Galbraith

Traduttore: A. Guadagnin, D. Rancati
Collana: Superbur saggi
Anno edizione: 2003
Formato: Tascabile
Pagine: 188 p.

31 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Economia e diritto - Economia - Storia economica

  • EAN: 9788817100984

Recensioni dei clienti

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    vitaliano bacchi

    27/03/2015 14.43.07

    E' un'opera datata, risalente ad una preistoria dell'analisi economica razionale in cui più valse la battuta che l'idea di sistema e di ricerca della sua razionalità in funzione delle variabili cardinali del sistema(equilibrio, tendenza ecc.). Se si pensa di uscire dalla lettura del libro con una idea razionale delle ragioni del crollo del 1929, ci si sbaglia: il libro descrive ma non spiega le ragioni sistematiche della crisi e cioè le sue cause efficienti e l'effetto che sul sistema ebbero eventi anteriori che, posti a sistema, sono risolutivi di incognite che devono essere capite per poter trarre conseguenze certe. In economia ci sono sistemi come quelli di Lawrence Klein che formalizzano tutti gli eventi del sistema in equazioni per cui il rischio ricorrente ed inevitabile è di capire l'equazione ma non la realtà che si propone di rappresentare. Ci sono anche, e Galbraith è uno di questi, autori nei quali cercare il sistema è inutile perchè non c'è, ne prescindono nella loro analisi che diventa per ciò più giornalistica che razionale, più mondana che sistematica. Galbraith cioè fa vedere nella sua opera la congiuntura finale di una crisi del ciclo più con l'effetto di F.S. Fitzgerald che con quello di Keynes. A pag. 138 valorizza la tesi psicologistica del Fisher sulla causa psicologia della flessione del mercato; a pagina 160 sposa le teoria di Dice sulla psicologia di massa nelle decisioni di investimento e consumo. A un certo punto la domanda crolla e ciò determina il resto e cioè la disoccupazione il crollo dei valori di borsa la crisi dei valori fondiari e industriali insomma la "grande depressione" che la carente analisi razionale dell'opera fa vedere su uno sfondo sociale suggestivo perchè letterario, ma che lascia incognita la dinamica reale del sistema in seguito all'evento che lo destabilizzò:la crisi dei consumi. La causa ricorrente e regolare di tutte le crisi cicliche

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    Alessandro

    04/08/2012 20.19.17

    Un libro di economia che si legge come un giallo. Un giallo in cui tutti sono colpevoli, però.

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    Luca

    10/10/2008 18.07.52

    Un libro illuminante. Galbraith trascina il lettore in una dimensione nella quale si percepiscono rigorosamente le cause del grande crollo dei mercati finanziari del 1929. Il testo è self-contained; inoltre, il linguaggio non è molto tecnico e quindi può essere letto anche da coloro i quali non si sono mai avvicinati allo studio dell'economia politica. Alla luce del grande crollo del 2008 si capisce come il genere umano, offuscato da un velo di oscura avidità, non apprenda in alcun modo dai propri errori. Ciò conduce gli individui ad attuare comportamenti speculativi opportunistici nel breve periodo, alimentando quindi la probabilità di crisi finanziarie. Da leggere, anche in una sera.

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    Riccardo

    22/05/2003 16.43.06

    Alla fine del 1999, l'economia mondiale viveva un momento di grande euforia: la Borsa andava a gonfie vele, le azioni crescevano, il denaro correva a fiumi... Di lì a pochi mesi quel mondo di carta e di illusioni sarebbe crollato come un castello di sabbia.....

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