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Sara Beltrame

Editore: Rizzoli
Collana: Scala. Sintonie
Anno edizione: 2001
Pagine: 218 p.
  • EAN: 9788817866996

Recensioni dei clienti

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    alex

    30/05/2005 18.11.03

    Io invece non sono riuscito a finirlo. La scrittura è quella di un harmony, appena appena un po' più ricercata. Ecco, ricercata ma vuota.

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    L. Lucentini

    04/06/2001 15.47.57

    Ho letto Il Grande Omi mentre andavo in treno da Torino a Napoli, l'intercity. L'ho finito prima di arrivare, ovviamente. Quando sono arrivato a casa, ho guardato il cd. Prima ho letto il libro e poi ho guardato il cd. Devo dire che in genere sono molto scettico riguardo questo tipo di operazioni (contaminare la letteratura di informatica da nuovo millennio e il contrario). Ma mi ha colpito invece questo nuovo modo di utilizzare questo tipo di supporto. E' molto interessante anche se restringe il campo evocativo della parola (dato che l'autrice scrive di persone che io mi immaginavo in un modo e poi, nelle fotografie viste dentro la play card, erano tutt'altro). Non avevo capito subito che cosa mi divertiva in questo gioco. L'ho capito dopo. Bel libro. Ne farei un testo teatrale, o un film visto che la scrittrice fa aanche lasceneggiatrice. L. Lucentini, Napoli.

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    Berenice Serafini

    13/05/2001 10.10.17

    13 maggio 2001 IL GRANDE OMI E' un libro sul dolore perché la cicarice lascia un dolore profondo e quello che c'é sulla pelle é dolore. Anche la ragazza si confronta con la morte, la delusione, tutti tatuaggi che noi non vediamo ma che esistono e ci lasciano delle tracce e questi sono indelebili, apparentemente puoi cancellare una cicatrice, ma a livello dei sentimenti, del cuore, dell'emozione, non si tolgono. Le ferite si rimarginano le cicatrici no. D'altro canto sono il simbolo della vita che scorre. Guarda l'ombelico. E' la traccia della sofferenza della nascita, la cicatrice della nascita, ma ti permette una vita autonoma. E' un libro che comunque non ti lascia indifferente, perché anche certe domande che i protagonisti si pongono possono essere degli spunti di riflessione. Non é una storiella.

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    G. Benetti

    09/05/2001 11.06.22

    Questo è un libro straordinario per molti motivi. Primo: è un libro d'esordio di una venticinquenne italiana. Secondo: E' il primo esordiente che Rizzoli pubblica. Un libro che Rizzoli non ha mai pubblicato nella storia di una casa editrice così canonica. Quando mai si è vista rizzoli stampare libri così "stralunati" con immagini e play card? Mai, a parte i libri di cucito o della pasta di sale! Terzo: Questo libro non ti costringe a fare niente, non ti costringe a pensare, non ti costringe a porti delle domande o a cercare delle risposte. E' un libro che ti porta via. Che quando lo chiudi ti pare di vedere le cose in maniera diversa, ti rimane impresso nella carne per un bel po' di giorni. Quarto: ci sono cento storie in 207 pagine. Ci vuole fantasia per scrivere quelle storie. Io conosco la storia del tatuaggio. Molte cose che l'autrice scrive sono rivisitazioni della storia del tatuaggio, Il Grande Omi non le ha mai scritte quelle lettere, di questo sono sicuro,ma forse se le avesse scritte davvero, le avrebbe scritte così, magari non con quel linguaggio ma di certo si sarebbe posto quelle domande. Amo Skin. Mi sono innamorato di lei. E' bellissima. E amo Joe, e la loro silenziosa storia d'amore. Credo che regalerò questo libro. Grazie. G. benetti.

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