Guida rapida d'Italia. Vol. 2: Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio.

Editore: Touring
Anno edizione: 2013
Pagine: 504 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788836560134
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 20,40

€ 24,00

Risparmi € 3,60 (15%)

Venduto e spedito da IBS

20 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Memling

    08/04/2009 22:25:00

    Pessima guida, per un unico semplice motivo: per quale motivo accorpare l'Emilia Romagna alle regioni del centro Italia? Svista unica, soprattutto per il TCI, che fin'ora aveva sempre accorpato, nelle precedenti edizioni, la regione al ben più affine Triveneto. L'Emilia Romagna, per ovvie ragioni storico - geografiche, ha molto più in comune con le altre regioni del nord che con quelle del centro Italia. Geograficamente parlando, i dati sono inconfutabili: Piacenza è alla stessa latitudine di Torino, Bologna è più a nord di Genova, Rimini alla stessa latitudine della Spezia. L'Emilia è la regione che vanta il più lungo tratto di Po sul proprio territorio . Metà della Pianura Padana si trova in Emilia Romagna. Ma è soprattutto sotto il punto di vista culturale (visto che di cultura si occupa questa pubblicazione), che l'associazione scricchiola: cosa ha a che vedere il romanico delle città emiliane con quello fiorentino o abruzzese? Per contro, come negare le affinità urbanistiche di città come Ferrara, Mantova, Parma, Lodi, Cremona, Piacenza? Il dialetto emiliano è di origine gallo-celtica, presenta le stesse radici e numerosissime spiccate similitudini di tutti gli altri dell'Italia settentrionale...cosa ha a che vedere con il "volgare" toscano, o, ancora meno, con i dialetti umbri e laziali? E dal punto di vista storico? Le città emiliane furono in prima linea nella Lega Lombarda, Reggio Emilia, fino all'unità d'Italia si chiamava "Reggio di Lombardia", non a caso. Questo per fare pochissimi, banali esempi. Quello che il Po unisce, l'Appennino divide. Sfido chiunque a negare il repentino mutare del paesaggio (e, in generale, delle caratteristiche dei luoghi) passando dalla Pianura Padana ai colli toscani o umbri. Spero che il TCI nella prossima edizione riveda questa collana, tornando all'antica, corretta suddivisione. A chi conosce bene l'Italia, irrita questo il grossolano errore; a chi non la conosce, dà una visione distorta della cultura, dell'arte, della storia e del paesaggio italiani.

Scrivi una recensione