Traduttore: F. Salvatorelli
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 416 p., Brossura
  • EAN: 9788845926099
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Descrizione
"Chi vuoi immergersi in un mondo in apparenza effervescente e animato da sceniche ironie, che ci proietta dietro le quinte di quell'America della Depressione a cui il cinema ha dato tante versioni, mettendo in passerella vivaci donnine del palcoscenico e gangster truci, legga questo libro di memorie in cui si sbizzarrisce il talento di Gypsy Rose Lee: la leggendaria spogliarellista Gypsy... Gypsy ci è presentata con la spregiudicatezza della mitica Mae West, sbrigativa come Bette Davis. Il suo destino consiste nell'attraversare, come un turbine, le sordidezze e le effimere estasi del mondo dello spettacolo americano, sempre riscattandosi con uno humour che rimanda ai fratelli Marx." (Alberto Bevilacqua)

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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    Alessandro

    06/07/2015 16:55:12

    Un racconto suggestivo, scritto e tradotto benissimo, che trasporta il lettore nelle atmosfere dell'America degli anni '30 con la giusta dose di raffinata ironia. Ottima lettura estiva.

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    Romolo Ricapito

    24/05/2013 18:23:08

    Un assoluto capolavoro questo libro che va letto piano piano per gustarselo tutto, fino in fondo. L'ho acquistato dopo avere visto in teatro Gypsy, con Loretta Goggi, show tratto appunto da questo romanzo di Vita Vissuta . La prima parte è incentrata tutta sulla madre della regina del burlesque (Rose) e sull'altra figlia, s , June. Poi emerge la personalità di Louise (Gypsy) maggiormente riservata rispetto a quella della sorella minore e meno ribelle. Destinata ad essere a vita una comprimaria, senza nessun talento, grazie alla sua intelligenza e prontezza di riflessi diventerà comunque una star. Gli aneddoti sono infiniti; il personaggio che emerge con maggiore ironia è quello della madre, una donna piena di risorse , ricca di personalità, ma anche autorità che, se da un lato lancia le figlie nello spettacolo (ma in realtà nel sottobosco dello show biz) dall'altro le condanna all'apprendimento on the road della vita, negando loro un'istruzione regolare. La descrizione di mille stanze d'albergo disadorne, squallide, dei viaggi rocamboleschi ,fino ad arrivare ad accamparsi in una tenda nel bosco è qualcosa insieme di esilarante e coinvolgente. In fin dei conti Rose è la classica madre chioccia , ma che è fornita di un ingegno e di senso pratico come nessuna. Apprezzabile ,all'interno della narrazionem è l'uso degli animali a livello spettacolare; scimpanzè e maialini diventano una sorta di animali domestici portati sia in scena che all'interno delle stanze in affitto. Verso la fine è narrata anche la storia di un pitone appartenente a una collega di Gypsy. In questo contesto, lo spettacolo risalta come un mondo ancora artigianale e dai risvolti umani, in contrasto con quello di oggi, troppo legato al divismo preconfezionato e ai soldi. E' ben spiegato il ruolo del burlesque all'interno della società americana e di come Louise -Gipsy Rose Lee divenne una star senza mai spogliarsi, ma solo alludendo alla nudità.

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