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Claudio Rossi Marcelli

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Pagine: 188 p., Brossura
  • EAN: 9788804612971
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    Roberto89

    07/02/2014 14.30.08

    Quando si prende in mano questo libro viene da esclamare: era ora! La tematica della omogenitorialità viene finalmente affrontata attraverso una storia vera, con tutti i suoi aspetti difficili, comici o critici, ma senza speculazioni teoriche o ideologiche. E nel panorama italiano, dove questi temi sono avvolti dalla nebbia e sono raramente al centro di dibattiti costruttivi, questo volume è un'interessante fonte di informazioni. I due papà protagonisti della storia riescono a diventare genitori di due gemelle attraverso la gestazione per altri, grazie all'aiuto di una mamma americana "in prestito". Davvero interessante come questa situazione si adatti alla complicatissima e proibizionistica legge italiana. La storia è narrata con leggerezza, ma alcuni colpi sono ben assestati, come quando Claudio, il protagonista, risponde alla suocera che dice: "Povere bambine, non avranno mai una mamma!", e lui ribatte: "E tu hai fatto un figlio solo e lo hai privato per sempre di un fratello". Il libro si legge con piacere, anche se la parte più interessante è la prima, mentre andando avanti la narrazione si fa più oziosa e spesso diventa il pretesto per raccontare episodi slegati e non molto attinenti al tema di fondo. Inoltre si percepisce un po' troppo spesso, con un certo fastidio, il compiacimento del narratore nel raccontare quanto la sua vita sia altoborghese (nella Roma quasi patrizia dei Parioli), raffinata (a queste bambine-principesse viene sempre riservato il meglio del meglio) e costosa (nel trasferirsi a Ginevra, la coppia va "ovviamente" a vivere in un loft). E questo fa anche capire, e l'autore lo dice esplicitamente, quanto la strada per raggiungere questa genitorialità sia ancora riservata ai più ricchi.

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    Lady Libro

    28/07/2012 15.07.57

    Non vi è alcun dubbio che questo romanzo affronti una tematica molto delicata, ma la cosa che più mi è piaciuta è stato il modo in cui è raccontata: come un dato di fatto, una cosa normalissima priva di sentimentalismi estremi e drammaticità, ben accolta dal contesto sociale in cui è ambientata. Una frase in particolare mi è rimasta impressa: "I figli non sono di chi li partorisce, ma di chi li vuole, li tiene e li cresce". Tra comicità, affetto, accettazione e determinazione, non si può non amare questa piccola famiglia. Più si legge il libro e più sembra che questa realtà non sia così strana o difficile come uno pensa. I personaggi sono tutti simpatici e unici a modo loro, tanto che non sembrano reali, quasi fossero usciti da un romanzo vero e proprio. Tuttavia si vede che l'autore, nonchè narratore della storia scritta in prima persona, non è uno scrittore professionista perchè ci sono non pochi difetti stilistici: la cronaca degli eventi è molto confusa e disordinata (senza precisi stacchi si passa dal passato, al presente fino alle riflessioni personali e quindi si crea parecchia confusione), il tutto è narrato sotto forma di elenco che appesantisce un po' la narrazione impedendo che certe cose si imprimano nella mente e infine ogni tanto vengono piazzate frasi scritte dall'autore su Twitter, e successivamente riportate nel libro, che spesso non c'entrano niente con quello che si è appena letto. Questa cosa l'ho trovata un po'insensata. Nonostante ciò, lo consiglio. Leggere questo libro è un modo perfetto per vedere il mondo con occhi diversi, per dimostrare che certe realtà sono più belle di quanto sembrino all'apparenza.

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