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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 668 p. , Brossura
  • EAN: 9788804585275

Recensioni dei clienti

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    Laura

    16/05/2016 12.23.23

    Genna scrive un romanzo biografico, alternando passaggi molto teatrali ad altri estremamente descrittivi. Questo continuo alternarsi di distacco e immaginazione, unito ad uno stile aulico e ridondante non convince fino in fondo. Le pagine più belle alla fine sono quelle dedicate ai sei milioni di ebrei sterminati dalla follia di un manipolo di uomini e da tutti coloro che ne eseguirono gli ordini.

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    francesco v

    20/09/2014 09.21.28

    lo stile di Genna e' sofisticato e tagliente, diretto, senza fronzoli, ed efficace per meta' libro. Alla lunga stanca, e soprattutto confonde: nella mono-tonicita' dello stile un suicidio ha lo stesso peso di una carezza o di un tetto innevato con il rischio di ricordare , alla fine, solo il tetto

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    assur

    09/07/2013 12.53.56

    Ottimo libro. Si fosse trattato di un autore straniero, sarebbe un best-seller.

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    jubanne

    17/09/2012 09.22.59

    Il romanzo è interessante. A mio avviso perde efficacia in alcuni punti in cui l'autore eccede con riflessioni personali che mal si sposano con la struttura complessiva del libro.

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    Michele Lucivero

    28/08/2012 10.31.50

    Ci sono dei romanzi che accompagnano un personaggio nella sua crescita fisica, intellettuale e spirituale e, solitamente, li si definisce romanzi di formazione; anche questo complesso lavoro di Genna, in qualche modo, è un romanzo di formazione, solo che invece di una crescita, vi è una inesorabile e profonda discesa negli abissi più infimi del male, della perversione, del disumano che fagocita lucidamente l'umano. Con un linguaggio asciutto, essenziale, a tratti estremamente crudo, Genna mette da parte la solita retorica sui soccombenti e prova coraggiosamente a seguire il delirio di onnipotenza che si abbevera alla fonte del male e s'infrange contro l'unico inesorabile destino di una morte che atterrisce: necrosi della carne e dello spirito. Genna non solo narra vicende note e meno note, descrive luoghi grigi e abbruttiti dal male, analizza personaggi con attenzione e cura, ma si lascia andare a intense riflessioni sull'uomo, sulla storia, sul tempo e ciò che emerge è un diffuso senso di pessimismo come gravame congenito dell'esistenza, come se il male avesse posto una inesorabile ipoteca su tutto il creato. Genna esorta il lettore a non trascurare il conato di distruzione che assilla l'uomo e a prendere atto di un consustanziale «principio di simmetria del male» che si serve di uomini e popoli interi e li avvolge in una spirale di autodistruzione in cui l'unico assente è il bene e l'autoaffermazione della vita.

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    Gondrano

    10/04/2012 19.10.01

    Una ricostruzione pazzesca, originale e totalmente coinvolgente della mente di uno degli uomini che (purtroppo) ha cambiato per sempre la storia dell'umanità. Un capolavoro assoluto di un autore di cui dobbiamo andare fieri.

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    Luca Arciprete

    12/02/2012 12.43.11

    Bellissimo. Genna si conferma uno dei migliori scrittori italiani contemporanei.Un lavoro mostruoso di ricostruzione storica.Genna ci mette del suo regalandoci un romanzo epico.

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    Alfio Parsi

    30/11/2010 15.15.21

    capolavoro assoluto

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    Vittorio Bonini

    12/10/2010 00.04.57

    Peculiarissima biografia del Fuhrer, scritta in modo per nulla convenzionale. Genna ci offre una densa, completa ed efficace scrittura teatrale (del resto, mi risulta che l'opera sia stata già adattata per il palcoscenico). Ritengo assai riuscita la metafora/immagine del lupo Fenrir e il frequente distaccarsi del narratore dal protagonista per esaminarlo, psicanalizzarlo, offrirlo al giudizio del lettore! La descrizione "a presa diretta" delle vicende umane (in particolare, quelle infantili e giovanili) di Hitler (ad esempio, i muti rapporti familiari e gli anni vissuti nel tugurio viennese per senzacasa, la Mannerheim) ben fanno capire e presagire al lettore come si sia poi arrivati alla tempesta finale (per non dire, alla soluzione finale) che si abbatterà sul mondo intero! Concludo consigliando vivamente la lettura di questa insolita (ma completa e corretta sul piano storiografico) biografia hitleriana, a cui ben si attaglia - secondo chi scrive - la definizione di lettura psicanalitica della vita di Adolf Hitler.

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    gianni

    08/10/2010 14.51.22

    Bellissimo romanzo di Genna. A parte il notevole flop di “Italia de profundis” per ora Genna non mi ha mai deluso. La scrittura di Genna è ipnotizzante, è in grado di coinvolgerti e portarti dove vuole lui, di estraniarti dalla realtà del momento e di farti vivere quello che racconta. Visto l’argomento del libro il tutto può risultare anche una esperienza un po’ scioccante ma il risultato è sicuramente di grande interesse. Il libro è dichiaratamente un romanzo e quindi non vorrei entrare in discussioni sulla perfetta aderenza storica degli avvenimenti e del quadro che emerge dal libro, anche se, pur non essendo io uno storico, l’aderenza alla realtà dei fatti mi sembra che sostanzialmente ci sia. L’opera quindi non ha la pretesa di essere un saggio storico e come romanzo è sicuramente un’opera notevole e meritoria. Quello che emerge è che è inutile voler spiegare come mai si sia potuti arrivare a fare quello che Hitler ha provocato di male al mondo intero; ma questo non per non voler affrontare il problema, ma piuttosto perché voler spiegare il come ed il perché è già probabilmente un voler trovare una giustificazione di quello che è successo e che invece non può avere giustificazioni di sorta. Certo poi se uno vuole si può stare a discutere se Hitler sia l’unico esempio di male assoluto che il secolo scorso ci ha presentato, ma allora sui esula dall’argomento del libro e dal contesto. Il libro, come solito per Genna, è sanguigno ed animale, è un cazzotto in piena faccia, e non può non far riflettere. Genna è il migliore giovane scrittore italiano, indiscutibilmente, sia per il modo in cui scrive sia per il coraggio e per la scelta dei temi affrontati nei suoi libri.

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    Gianca

    19/06/2009 16.27.05

    Con una prosa scorrevole l'autore ripercorre la vita socio-politica di Hitler. Un'analisi molto documentata ci accompagna in tutti gli anni del nazismo e dei suoi crimini fino al catastrofico epilogo. Non è nè un romanzo e nè un saggio, ma un lungo ed appassionante racconto del maestro Genna.

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    Arkadin

    31/03/2009 16.10.19

    Lugubre e lunghissimo viaggio nell'evento più profondamente devastante del secolo scorso. Scrivere un romanzo storico è da sempre difficile ma il maestro Genna ci riesce benissimo grazie al protagonista del libro Hitler. Un terribile e disgraziato signor Nessuno venuto dal nulla ma capace di insanguinare mezzo mondo con il suo abberrante e demoniaco (nel senso non solo dostejevskiano) progetto. Disegno che viene sventato a prezzo di inaudite sofferenze non ancora dopo 70 anni dalla fine della guerra perdonate da chi ha visto soccombere nella più indicibile sofferenza i propri cari. In questo devastante emotivamente incubo letterario la storia non diventa solo romanzo verità, ma in molte sue parti diventa fiaba nera dove il lupo cattivo delle favole (in questo caso della mitologia nordica) fa più volte capolino nella mente malata del protagonista suggerendogli appunto quei demoniaci disegni che nell'olocausto trovarono la loro maledetta realizzazione.

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    Alessandro Tiberi

    26/02/2009 11.14.18

    Ho letto interamente il libro e, a mio parere, è molto originale il modo in cui vengono affrontati gli "eventi" e sono molto interessanti i documenti riportati sui vari "steps" della vita di Hitler e della seconda guerra mondiale (come ad esempio le varie lettere spedite a casa dai soldati al fronte, ecc...). Purtroppo, come spesso accade, viene troppo a galla il pensiero politico e personale dell'autore

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