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Spesso la ricerca di un lavoro e il farsi di una carriera seguono percorsi ordinari, a volte segnati da svolte apparentemente casuali; più raramente impreviste concatenazioni di eventi aprono la strada a mestieri poco ordinari. È il caso di Umberto Guidoni: membro del Corpo astronauti europei dell'Agenzia spaziale europea, ha effettuato nel 1996 una missione di sedici giorni sullo Space Shuttle ed è stato il primo astronauta europeo a visitare, nel 2001, la stazione spaziale internazionale. Dalla sua esperienza nasce un piccolo libro composito, edito da Zanichelli nella collana "I mestieri della scienza", diviso in due sezioni principali: un'intervista a un astronauta, in cui racconta la propria vita lavorativa, e un breve compendio di astronautica, che sintetizza le tappe principali dell'esplorazione spaziale con un taglio storico e ingegneristico. Queste due sezioni sono corredate da note didattiche e da brevi appendici sulle parole e i personaggi che hanno segnato la storia dell'esplorazione umana dello spazio, per finire con una lista-tributo ad alcuni libri e film di fantascienza di ambientazione "spaziale".
Con uno stile colloquiale e didattico, l'intervista a Guidoni ne ripercorre la formazione e la carriera, partendo dal "sogno spaziale" acceso in un'intera generazione dallo sbarco sulla Luna e dalla laurea in astrofisica, nel 1978. Dopo l'università, tra collaborazioni, borse di studio per la ricerca sul plasma e lavori come insegnante arriva, finalmente, la sospirata posizione a tempo indeterminato come ricercatore al Cnr (trent'anni fa, come oggi, la difficile ricerca di un "mestriere" dei nostri laureati). All'Istituto di fisica dello spazio interplanetario, Guidoni si trova a lavorare al "satellite al guinzaglio" Tss, ideato da due scienziati italiani per lo studio della ionosfera e progettato per essere collegato allo Space Shuttle tramite un "guinzaglio" lungo venti chilometri. Quando viene deciso che alla missione partecipi anche un astronauta italiano, si apre quasi per caso per Guidoni una straordinaria possibilità, perseguita con impegno tra severe prove di selezione mediche, tecnico-scientifiche, corsi di pilotaggio su aerei supersonici, difficoltà con la lingua inglese gergale, voli parabolici corredati da nausea e vomito. Alla fine delle prove, due candidati vengono selezionati e si trasferiscono al centro Nasa di Houston, ma per la missione Tss viene scelto Franco Malerba, che diventerà così il "primo astronauta italiano". Per un banale errore causato da una vite troppo lunga e da un disegno non aggiornato, la missione Tss del 1992 fallisce e nuove prospettive si aprono per il futuro astronauta Guidoni e per una nuova missione Tss (anche quella, in realtà, non troppo fortunata).
Guidoni, oggi deputato al parlamento europeo, descrive in maniera diretta e concreta la vita "ordinaria" di un astronauta, divertentendo il lettore con numerosi aneddoti e dettagli su aspetti pratici e quotidiani della permanenza in orbita, cibi spaziali ed equilibri nella composizione degli equipaggi internazionali, effetti dell'assenza di gravità sulla fisiologia umana e pesantezza del corpo al ritorno a Terra. Cenni ad aspetti scientifici di fisica dello spazio si alternano a considerazioni sull'utilità della costosissima stazione spaziale internazionale, sulle prospettive future del turismo spaziale, sulla scoperta dei pianeti extrasolari e sull'esistenza degli extraterrestri.
Roberto Destefanis
Umberto Guidoni è uno dei pochissimi italiani ad aver viaggiato nello spazio. In questo libro racconta le sue esperienze ed emozioni, accanto al percorso di studi in astrofisica e al severo addestramento seguito per realizzare un sogno impossibile. Guidoni descrive la vita quotidiana all'interno dello shuttle e della stazione spaziale, dal distacco dalla Terra alla visione del nostro pianeta dall'oblò della navicella; la sensazione di leggerezza in orbita e di pesantezza al rientro; gli esperimenti e le prove scientifiche che ha potuto effettuare in assenza di gravità. Cominciata mezzo secolo fa, l'avventura umana nello spazio è oggi una grande industria. Dal primo volo di Gagarin si sono aperte nuove prospettive e inventate preziose tecnologie. Quando si tornerà sulla Luna? E quando il primo uomo metterà piede su Marte? Nell'impossibilità di fare previsioni ragionevoli, sta nascendo in questi anni il turismo spaziale.
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