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Amartya K. Sen

Traduttore: F. Galimberti
Editore: Laterza
Edizione: 5
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: XVII-219 p. , Brossura
  • EAN: 9788842085751

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    sdrucciola

    22/05/2008 23.38.00

    Sono infiniti i passaggi che se ne potrebbero citare per gettare uno sguardo illuminante sul presente. I concetti espressi da Amartya Sen fino allo sfinimento sono chiari e cristallini. La tanto affannosa difesa dell’identità genera una violenza disumana dell’uomo sui suoi simili e prima ancora su se stesso. Perché se è vero che i gruppi che si raccolgono in base a un’identità, sia essa la razza, la religione ma anche la cultura, non possono che generare conflitti, è altrettanto vero che ridurre l’essere umano a una delle sue affiliazioni opprime prima di tutto la sua individuale e splendida capacità di essere molteplice. La questione torna a esplodere sul piano delle collettività. Là dove si inventa lo “scontro di civilità”, nella cattiva fede di chi generalizza tutto ciò che non gli assomiglia ma anche in quella buona e ugualmente pericolosa, di chi tenta di difendere l’altro ricacciandolo nella sua alterità. Perché in ogni tempo e sotto ogni cielo, sono esistite persone che hanno combinato nei modi più variegati la loro fede e le loro convinzioni politiche, la loro lingua e la loro cultura. Assegnando pesi, spostando l’ago della bilancia e trovando equilibri sempre nuovi che di certo non sono omologabili per venire incontro al nostro desiderio di classificazione. Nel libro c’è questo e molto altro, i motivi per leggerlo, oggi, sono davvero tanti.

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