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Daniel Glattauer

Traduttore: L. Basiglini
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2011
Pagine: 211 p. , Brossura
  • EAN: 9788807018671

Recensioni dei clienti

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    Rita

    10/09/2013 11.34.49

    Non avevo letto mai nulla dello stesso autore ad ogni modo, concorde con quanto detto da chi mi ha preceduto, ho trovato il romanzo debole sotto ogni punto di vista. Mi riservo, comunque, di leggere le altre opere di Glattauer e, magari, rivalutarlo. La leggerezza della storia, ad ogni modo, fa trascorrere qualche ora senza pensieri...

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    gisella

    02/02/2013 12.35.33

    Deludente! Nessun paragone con i precedenti. La trama è debole e la scrittura lenta e noiosa. Sconsigliato

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    laura

    10/01/2013 13.50.18

    Come suppongo altri lettori, ho comprato il libro spinta dell'entusiasmo lasciatomi dei precedenti che ho letteralmente divorato! Questo non mi ha fatto lo stesso effetto. Anche se pure qui ci sono un paio di mail galeotte... La storia è narrata da due voci: Katrin inquieto medico oculistico, disincantata e ironica, single convinta, alla soglia dei trent'anni e ossessionata dalla data del suo compleanno! e Max, giovane pseudogiornalista con un curioso e irrisolto problema con le donne che lo traumatizza fin dall'infanzia. E ovviamente Kurt! Il pigrissimo indolente cane di Max! L'evolversi dell' improbabile relazione fra i due avviene nelle settimane che precedono il natale, in maniera a volte forse un po' troppo lenta e farcita di particolari inutili che rallentano la lettura e qualche stereotipo di troppo. Tuttavia, una volta girata l'ultima pagina, ho pensato che forse non è così male e vale la pena comunque dargli una possibilità!

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    Monique

    12/07/2012 22.52.19

    Deludente la storia senza tensione. La scrittura è piana e scontata. Peccato, una lettura a zero gradi.

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    Andrea

    22/05/2012 09.07.25

    Bello, divertente, ironico, a tratti irresistibilmente comico; non capisco le basse recensioni lette, soprattutto non mi sembra così diverso e inferiore rispetto a 'Le ho mai raccontato del vento del Nord' e 'La settima onda'.

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    Gianna

    26/03/2012 19.46.35

    Attratta dalla pubblicità e dalla copertina, lo ammetto, speravo in un bel libro. L'ho sperato fin quasi i tre quarti della lettura per poi dover ammettere di essere di fronte ad un romanzo mediocre. Storia banale, quasi grottesca. Scrittura noiosa a tratti senza alcun senso logico, quasi a voler buttar giù per riempire il foglio. Insomma non lo consiglio se cercate una buona lettura.

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    la_Elena

    01/03/2012 10.40.42

    E' il primo libro che leggo di questo autore e devo dire che è scritto abbastanza bene, ma la storia in sè è piuttosto sciapa... carino, ma non ti lascia pressochè nulla; il finale, poi, è imbarazzante..

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    Paola

    24/02/2012 20.23.18

    Ecco, questo libro è la prova che si può scrivere di cose leggere in maniera intelligente. Una storia qualunque, personaggi di tutti i giorni in una città austriaca nei giorni che precedono il Natale. Eppure è tutto così ben descritto, divertente, ironico, privo di banalità o stereotipi. Uno di quei libri che divori, non tanto per sapere come va a finire, ma per il puro godimento che trai dalla lettura stessa. Mi appresto a leggere gli altri due.

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    claudia

    29/01/2012 10.28.59

    La prima parola che mi viene in mente è "pesante" ed è la quasi totale assenza di dialoghi ad appesantirlo. Inoltre non riesce a liberarsi della struttura "epistolare" dei primi due, con i quali ha in comune ancora una volta il ricorso alle mail (che però nei primi due libri erano la trama stessa del racconto) e il ricorso a questo postdatare continuo degli eventi. Così facendo niente accade se non sul finale del libro. Come per gli altri due. Fateci caso... Il voto è basso.

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    Laura

    23/01/2012 11.27.10

    Non ha la grazia né tanto meno l'originalità dei due precedenti libri di Glattauer. Il confronto tra Max e Katrin (e il protagonista inconsapevole Kurt cane letargico, "innamorato" di una pendola, che gli ricorda la sua terra d'origine) ed Emmi e Leo è per forza a favore dei secondi due. La storia epistolare raccontata nel "Le ho mai parlato del vento del nord" e ripresa ne "La settima onda" non può minimamente competere con quella sconclusionata dei due "perdenti" accomunati da tic e ossessioni. Le pagine in cui Max racconta il motivo della sua "fobia" e descrive Sissi la Cicciona valgono, però, la lettura del libro.

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    Moirax

    16/01/2012 19.07.09

    Che delusione rispetto ai due libri precedenti! Per quanto riguarda l'ironia, concordo, a tratti piuttosto irritante. Anche se penso sia una questione di lingua e senso dell'umore spesso differente da un paese all'altro. Solo il nome a cane l'ho trovato innovativo: Kurt. Pensate il resto..

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    Beppe

    12/01/2012 12.30.46

    Monotono, un'ironia a tratti fastidiosa e una storia davvero banale. Una delusione dopo le due opere precedenti dell'autore.

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    Ragnetto

    29/12/2011 16.05.04

    Non è malvagio! Certo, è completamente diverso dai libri su Leo e Emmi, però è simpatico e divertente, si fa leggere....

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    paola

    28/12/2011 15.56.00

    Non mi ha lasciato grandi sensazioni questo libro. Anche il tema non mi è sembrato accattivante. Peccato! Ero partita tutta entusiasta leggendo la presentazione....mai fidarsi!!!

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    robi

    27/12/2011 14.27.13

    Purtroppo questo libro è davvero deludente! come può un autore che sa esprimere i sentimenti d'amore tra un uomo ed una donna in modo così elegante, scrivere poi un libro tanto sconclusionato. E' un vero peccato. Speriamo nel prossimo

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    Enrica Marini

    05/12/2011 12.45.07

    Spiacente, ma stavolta non ci siamo proprio.Capisco che non era semplice dopo le vicende di Leo e Emmi, imbastire un'altra storia intrigante e divertente:allora quando non ci si sente "in vena", è preferibile far passare un pò di tempo e riflettere.Peccato lo avrei incluso volentieri fra i regali di Natale da fare, ma il rapporto contenuto/costo, anche se orrendo il solo pensarlo, non si giustifica.

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