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Nicolás Gómez Dávila

Curatore: F. Volpi
Traduttore: L. Sessa
Editore: Adelphi
Edizione: 3
Anno edizione: 2001
Pagine: 192 p. , Brossura
  • EAN: 9788845915963
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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    27/10/2016 15.17.35

    "Sono in pochi a capire che quel che dicono sarebbe importante solo se a dirlo fossero altri".Quale somma verità!Che vale anche per ogni spreco di tempo a scrivere questa recensione,dato che ogni sillaba aperta al complimento,al riguardo, alla gratitudine,sarebbe certo più alta e degna se l'avesse modellata chiunque non fosse me.Allora mi dedico da solo un altro aforisma, fucilata tremenda a schioccare su me stesso una scusa per essermi perso in queste righe insolenti:"Gli illusi sono prolissi".Aprite a caso o voi che amorevolmente vi disponete a scorgere queste pagine:il caso vi darà lo stesso giustizia.Perché alla fine cosa afferma il poco se non la stucchevole paura con cui il molto va ad affrontare le sue inquiete riflessioni perdendosi in tomi e tomi e tomi fruttuosi come una forchetta nel brodo?E' sempre chi rovescia il tavolo che diverte e appassiona, quando si è capaci di concepire questa perla:"In politica aver ragione non consiste nell'occupare la scena, ma nell'annunciare fin dal primo atto i cadaveri del quinto".E questa è vita maiuscola,non un fiore fintissimo convinto di elargire con la sua prosa gli stessi effluvi di un collega autentico. Perché uno è Prosa, l'altro è Rosa,appunto (lepidezza botanica...chiedo venia).Sia come sia,si respira grandezza saltando di frase in frase,meraviglie e sorprese come ciottoli sulle acque della stupidità; un libro che risponde anche a ciò che non gli chiederete mai,così,per innata generosità,per un esubero di affetto verso ogni capillare terreno, compreso, in ultimo, la cosa chiamata uomo. Tremiamo:"Sconfiggere uno stupido è umiliante". Godiamo:"Al democratico la vittoria, al reazionario la verità".Preghiamo:"Pensando di aprire le braccia al mondo moderno, la chiesa ha finito per aprirgli le gambe".E abbandoniamoci all'elementare con questa gemma finale:"I libri più intelligenti dicono le stesse cose dei libri più stupidi, solo che gli autori sono diversi". Come vedete ci ho provato,ma alla fine ha parlato Gomez.

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    Yukio

    01/05/2015 11.55.27

    Aristocraticamente dissacrante! Ancora: anticonformista, intelligente, coraggioso, stimolante. Erroneamente presuntuoso. I suoi aforismi costituiscono un'arguta osservazione di ciò che è sottinteso, "implicito". Politicamente scorrettissimo; le gerarchie, "Inferiori" e "superiori" - in senso omnicomprensivo - questo è il mondo reale ed è "implicito". Quasi scontato ed il lettore ne è o ne diviene consapevole. Purtroppo la verità è scomoda, brucia; per esempio, l'egualitarismo è un'utopia: "Dicesi problema sociale la necessità di trovare un equilibrio tra l'evidente uguaglianza degli uomini e la loro evidente disuguaglianza". Essenziale, diretto, fulminante, quasi lapalissiano. Per chi lo critica "acriticamente" non valutando l'opera in toto, ma soffermandosi su due righe soltanto, dico: "quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito". Comunque, per riuscire almeno a comprenderlo, e quindi a valutarlo, è indispensabile togliersi ogni paraocchi ideologico. Concludo con un altro suo aforisma: "Ammettere di buon grado che le nostre idee non hanno motivo di interessare chicchessia è il primo passo verso la saggezza". Grande! Ho letto e riletto il libro ed ogni tanto me lo "ripasso". Decisamente non per tutti!!! "Nolite dare sanctum canibus, neque mittatis margaritas vestras ante porcos????.." Non gettiamo le perle ai porci???.

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    enrico

    30/11/2011 11.40.08

    E' un CAPOLAVORO, e come tutti i capolavori subisce giudizi opposti,perchè il capolavoro riflette lo stato evolutivo di un'anima, quindi ben venga anche chi gli da' come voto 1/1 perchè conferma lo status di OPERA SUPERIORE.

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    FrEr

    31/10/2009 23.36.55

    Uno dei suoi aforismi: "Nelle dispute l’inferiore ha sempre ragione perché il superiore si è abbassato a disputare". Superiore? inferiore? Già chi si crede superiore a qualcun altro è patetico; chi teorizza la categoria della superiorità ha seri problemi. Ricco di famiglia, viziato, e tuttavia arrabbiato col mondo, con la gente normale, perché con la loro esistenza, con il loro desiderio di avere anche loro qualcosa, inquinavano il suo puerile sogno di aristocraticità. Se proprio volete sentirvi inattuali leggete i frammenti di Nietzsche. Gómez Dávila era solo un povero conservatore egocentrico e insicuro, come spesso i conservatori.

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    patty

    07/10/2009 20.37.23

    Un libro per sempre, non mi stancherò mai di rileggerlo...da regalare a qualcuno di speciale

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    Herzog

    29/10/2007 14.46.16

    Aiuta a scampare allo zelo statuale impegnato a creare l'individuo migliore. Lancia una corda infinita nel pantano di perversioni e futilità ridicole in cui ci troviamo. Triste come una biografia(parole sue). Convinciamocene (Davila sfonda la questione): oggi non esiste nessuno per cui vale la pena lottare, ma solo qualcuno, a ogni angolo, contro cui opporsi. Arginare la stupidità e la volgarità con ogni mezzo. Da leggere per capire che andrà eternamente riletto. Immenso.Immergetevi.

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