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Véronique Olmi

Traduttore: M. Balmelli
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2004
Pagine: 93 p. , Brossura
  • EAN: 9788806171346

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    eyeswideshut120

    05/03/2007 12.28.47

    100 pagine che racchiudono tanti sentimenti,forti emozioni e momenti di riflessione.Non conoscevo lo stile di Veronique Olmi,autrice e attrice del teatro francese anni 90,ma il suo piecè mi ha colpito,proprio come quando tra centinaia di libri mi è balzato sotto mano in libreria.La traccia teatrale si fa sentire,soprattutto per lo stile di stesura del testo,e la narrazione di una storia vera vissuta quasi in prima persona dall'autrice rende tutto molto intenso e angosciante.Una madre psichicamente malata e sola con i suoi figli di 9 e 5 anni,decide di portarli al mare che non avevano mai visto.E' inverno,c'è scuola,ma nulla impedisce la famiglia di intraprendere questo viaggio.Emerge spesso la difficoltà della donna di socializzare,la sua vergogna nei confronti del mondo.I suoi bambini stupiti dalle cose rimangono la sua forza,ma spesso la paura di deluderli manda in crisi la madre che però si ostina ad essere normale.Il mare burrascoso,la pioggia,il freddo non rendono la visita tanto attesa così piacevole,non rimane che il caldo di una cioccolata al cafè e un giro sulle giostre,i biscotti in camera e i giochi innocenti sul letto.Il tutto per ricordare ciò che ha caratterizzato la loro vita negli ultimi anni,e trovare il coraggio di un gesto estremo quanto inutile,che la madre capirà solo a fatto compiuto. Direi veramente molto struggente,angosciante e riflessivo e il modo in cui V.O. scrive realizza perfettamente tutti questi stati d'animo. Sicuramente una bella scoperta,cercherò altre opere di questa autrice

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    Valentina

    26/11/2005 22.51.30

    E' la storia di una mamma, è la storia di un amore folle, un amore di una donna per i suoi bambini, un amore triste e doloroso, è la storia di una madre ammalata di un male che oggi è sempre più comune purtroppo, un male che risucchierà ogni cosa, un male che lei non vuole riconoscere, di cui si vergogna, ma che i suoi bambini forse capiscono meglio di lei. Ecco alcuni frammenti: "Alle persone mormali ogni sera aspetta una ricompensa per aver superato bene la giornata. Di ricompense io non ne ho mai e il mio sonno è un coltello che taglia i fili cui mi aggrappo di giorno." "Quando la cose le capiamo sono buone, sono dalla nostra parte.Non appena si perde il filo, non appena smetti di capirle le cose ti fanno male." "Dove piange la gente? Me lo domando spesso..strano che per strada non si incroci mai qualcuno in lacrime. La gente telefona di più di quanto pianga. Se piangessimo di più ci odieremmo di meno." Davvero struggente....

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