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Philip Roth

Traduttore: R. Montanari
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 151 p. , Brossura
  • EAN: 9788806182939

Recensioni dei clienti

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    Giuseppe Russo

    28/03/2014 11.16.36

    Tentativo di scrittura-limite, una prosa fatta solo di dialoghi e priva del narratore onnisciente, che sembra avere in mente l'episodio che Godard firmò per «Ro.Go.Pa.G.» nel 1963: lì si trattava di due amanti che ci mettevano un sacco di tempo per separarsi perché non volevano rinunciare l'uno alla voce dell'altro, qui di due che ci mettono un'enormità di tempo per simulare una relazione adulterina basata unicamente sul potere affabulatore delle rispettive voci, cui faticano a rinunciare. Tuttavia si nota un eccesso di autocompiacimento autoriale, che finisce per stancare. È come se ognugno dei due si nutrisse delle parole dell'altro - sia che riguardino avvenimenti presumibilmente accaduti, sia che si riferiscano ad avvenimenti solo desiderati o temuti - e questo rischia di far scivolare il tutto in un esercizio di onanismo scritturale. Preferisco il Roth cattivo e corrosivo, quello che si diverte (e fa divertire il lettore) nel distruggere i personaggi anziché nell'accarezzarli come se fosseri dei cuccioletti.

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    Lina

    21/08/2013 01.00.40

    divertissement letterario, con un pizzico di autocompiacimento di troppo.

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    Raffaele

    02/04/2012 19.56.47

    Devo necessariamente far prevalere l'obiettività alla grandissima ammirazione che ho per Philip Roth che considero uno dei più grandi del dopoguerra e, pertanto, mio malgrado, ammettere che questo romanzo non mi è piaciuto.

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    silvia

    22/05/2011 18.26.40

    Avevo letto altri libri di Roth, spinosi ma significativi, in questo caso invece ho faticato a portare avanti la lettura. A mio avviso si tratta di un'esperimento infelice, poche pagine svogliate e noiose.

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    gelsomina

    17/05/2010 16.23.36

    inganno come forma necessaria dell'adulterio, ma anche come gioco di specchi (il protagonista e' uno scrittore di nome Philip come l'autore) per confondere il lettore, che infine non sa piu' se ha ascoltato una storia immaginata o reale. Insomma, chi viene ingannato? i coniugi traditi dagli amanti del racconto o noialtri?

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    Francesco

    24/11/2008 10.59.10

    Libro molto bello, apprezzo molto quando uno scrittore con poche pagine riesce a toccare dei tasti sensibili. Credo che la forza di questo libro sia nella verità, io, il lettore può trovare in questo libro situaizoni vere, la realtà descritte molto bene. Linguaggio reale, fluente. Il rapporto di coppia è una cosa complessa, mutevole, in un momento ti sembra di aver capito tutto e di avere il controllo e appena dopo ti accorgi del contrario. L'inganno, le bugie, ne fanno parte.

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    Sergio Ditrani

    19/10/2007 23.42.12

    L’ho letto una prima volta in maniera superficiale, dopo dieci giorni l’ho riletto e fatto terribilmente mio: un capolavoro. Scrittura asciutta, elegante che esalta la natura del racconto: Roth ha un talento innato. Al centro vicende e conversazioni tra due adùlteri e tra ironia , momenti di pura gioia alternata ad ineludibile amarezza l’inganno diventa una necessità. Si ha l’impressione di come l’adulterio faccia parte della vita dei protagonisti, è tanto naturale quanto necessario…quasi ad essere di troppo le relazioni che ufficialmente hanno scelto di vivere. Incontrarsi in una stanza così il nascondiglio diventa un doppio controllo: da un lato permette che la relazione continui, dall’altro che non evolva. L’inganno dei due adulteri è parte di una serie di eventi che si incastonano perfettamente in una struttura essenziale ed esaltante. Continuo a rigirarlo tra le mani con la voglia di rileggerlo e ripenso alla poesia di Marvell citata in un dialogo tra i due e che forse più di tutto rappresenta lo stato d’animo dei protagonisti e ha preteso necessarie riflessioni: Il mio amore e' di nascita si' rara Quanto il suo oggetto e' strano e alto: Fu concepito dalla disperazione Sull'impossibilita'.

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    max

    18/09/2006 11.43.28

    [...]Sì. Questa è la vita: sempre una forma leggermente distorta di letteratura.[...] E' sufficiente questa frase tratta dal libro perchè valga la pena di leggerlo.

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