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Javier Marías

Traduttore: G. Felici
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2012
Pagine: 306 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806210441

Recensioni dei clienti

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    Simone Bachechi

    06/07/2015 01.19.42

    Della serie, niente è come sembra. Con una scrittura densa, agglutinante, fatta di monologhi interiori fuori e dentro il campo dell'io narrante con una maestria tecnica raffinatissima e del tutto particolare, con digressioni, salti mortali della coscienza e con un andamento che sfiora il genere del thriller sentimentale senza volerne fare parte, Marias fa una anatomia implacabile del sentimento più potente e corrosivo, l'amore, l'amore in tutte o molte delle sue sfaccettature. Una grande opera da un grande scrittore che ha ormai raggiunto la piena maturità per un prossimo Nobel, questa è una previsione e un auspicio.

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    Cristina

    16/11/2014 19.09.37

    Un po' mi ha deluso e annoiato, lo ammetto, ma soprattutto l'editing di questo libro è mostruoso... Addirittura i nomi dei personaggi non sono scritti sempre allo stesso modo, ci sono errori ovunque... ops! Povero Marias, gli altri suoi libri mi erano piaciuti, forse è colpa dell'editor di turno? mah!

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    Enzo

    26/08/2014 16.51.03

    Sarebbe forse stato un libro da 5, dunque per me eccezionale - quantunque via siano, dopo le interessantissime pagine iniziali, lungaggini oserei dire di scarso valore che, per fortuna, s'interrompono verso gli affascinanti risvolti -, se non avessi letto altri libri di Marias. Più precisamente "Domani nella Battaglia Pensa a Me" e "Un Cuore Così Bianco". Affermo ciò perché nel recente Gli Innamoramenti ho ritrovato pressoché gli stessi temi, diversamente trattati, già incontrati negli altri due romanzi, sublimati in "Un Cuore?" che mi è piaciuto immensamente. Così ritorna l'incipit di una morte imprevista, improvvisa e che si rivela più misteriosa di quanto si credesse, e giù con le dissertazioni sulla nera incappucciata e sull'elaborazione del lutto da parte dei cari; l'amore e i trabocchetti sentimentali delle relazioni amorose; l'implacabile sospetto; l'istigazione seguita addirittura da ripetute citazioni del McBeth, già menzionato ad oltranza in Un Cuore Così Bianco il cui titolo omaggia proprio l'opera shakespeariana; tutti temi conosciuti rimescolati in una variante più debole. Resta comunque un ottimo romanzo.

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    Annarita

    29/07/2014 23.04.47

    Marias ama sviscerare l'animo umano, le motivazioni più recondite di ogni nostra scelta, gli infiniti bivi di fronte a cui in ogni momento della vita si trova qualsiasi uomo o donna. A volte esagera, però è bello essere condotti per mano nella profondità della psiche, accompagnati e guidati dal filo della logica altrui, cosicchè si possano superare le proprie resistenze e difese. E' vero, gli spunti sono così tanti da risultare spesso troppi, eppure non posso fare a meno di leggerlo e rileggerlo per il piacere di pescare a piene mani nell'intimità di uomini e donne diversi da me e tuttavia proprio uguali a me. Quante domande e quante risposte ordinate l'una appresso all'altra secondo la semplice armonia della logica. Marìas insegna che la verità può anche essere menzogna, che non esistono realtà assolute, cose giuste e cose sbagliate. E lo fa con il suo solito stile, raccontando una storia avvincente, intrigante, costruita con un ritmo lento, un piccolo passo dopo l'altro, in una maniera assolutamente incisiva.

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    zia dahlia

    20/07/2014 18.54.02

    L'ho trovato avvincente, nonostante il ritmo lento e le riflessioni che scavano dentro l'animo dei protagonisti. Bello e consigliato.

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    Alessandra

    02/06/2014 15.25.48

    Libro non facile per le continue digressioni e per il ritmo lento, a volte lentissimo. Ma, detto questo, è sicuramente una lettura appagante, con una storia che intriga e ipnotizza al tempo stesso. La lentezza qui rappresenta, forse, un pregio. Assolutamente consigliato.

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    misselisabethbennet

    11/04/2014 10.10.01

    Il voto sarà sempre troppo basso per questo libro. Mi unisco al coro di molti altri: CAPOLAVORO. Analisi retrospettiva del sentimenti da brivido... stile e scorrimento perfetto... l ho riletto una seconda volta subito dopo averlo finito.....

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    vic

    03/01/2014 17.03.33

    a pag. 112 mi sn arreso.stanco annoiato e infastidito.prolisso e ripetitivo.lento da sfinire. mi perderò il finale.e dire che "Domani nella...." mi aveva affascinato.che peccato.

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    g. russo

    06/11/2013 10.04.25

    Capolavoro, Javier Marias nella sua massima forma. Di tale profondità che finita la lettura, ho voluto subito rileggerlo.

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    antonio

    01/10/2013 18.56.19

    Capolavoro. Punto.

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    Massimo F.

    29/09/2013 11.59.52

    Mia prima lettura di questo autore. Trama tanto scarna, quanto incisiva. Piccoli passi della storia ognuno dei quali accompagnato da riflessioni profonde, interessanti e abbondanti, molto abbondanti: forse un po' troppo tanto che la fluidità del racconto ne risente, generando una inevitabile fatica e stanchezza da parte del lettore.

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    Lucio

    25/07/2013 11.12.20

    Lo spunto è interessante, ispirato addirittura: giustizia e felicità, passato e presente. La giustizia non assicura la felicità, così come rimanere ostaggi del passato non aiuta a vivere il presente. Anche in questo romanzo la professione della protagonista (editore) illumina le intenzioni dell'autore: i libri custodiscono le cose passate, che è bene rimangano al loro posto; chiarirle non giova a nessuno, la ricerca della verità non contribuisce alla felicità del presente e del futuro. Ciò detto con riferimento al contenuto del romanzo, bisogna anche dire che la lettura delle prime cento pagine del libro andrebbe imposta ai detenuti, come pena accessoria sicuramente deterrente per la commissione di ogni tipo di reato. Le digressioni di "Domani nella battaglia pensa a me" e di "Un cuore così bianco" erano intelligenti (anche se a volte farraginose) e caratterizzavano positivamente lo stile di Marias, uno stile complesso, forbito, ma apprezzabile. Tutt'altra cosa deve dirsi per "Gli innamoramenti". In questo caso, leggere può equivalere ad un atto di fede, che si è disposti a professare solo perchè si sono molto amati i precedenti romanzi. La fatica nella lettura non può mai trovare giustificazione.

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    Micaela

    17/07/2013 22.59.55

    Che dire, a mio avviso Marias e' un autore che o si ama o si odia. Dopo aver letto e apprezzato 'Domani nella battaglia pensa a me' ho con qualche perplessità' approcciato 'Gli innamoramenti' trovandolo ancora più intrigante. Marias non scrive racconti, e valutarlo sulla trama di un suo romanzo e' da superficiali. Marias sfrutta gli accadimenti per entrare nella psiche dei protagonisti e vivere attraverso i loro occhi stati d'animo, emozioni, passioni e ossessioni. Ci dimostra ancora una volta che tutto è relativo, che nulla e' in assoluto, che non esiste giusto o sbagliato, ma solo ciò che è giusto per ognuno di noi. Ribadisce che la vita e' a seconda dei punti di vista tutto e il contrario di tutto. Uno viaggio nell' animo umano questo e' secondo me ogni libro di Marias.

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    Zuckerman

    29/05/2013 13.18.45

    Chi ha fretta non legge Marìas.

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    aldo.lanciano

    21/05/2013 11.38.16

    Confesso che dopo essere arrivato, a fatica, a pag. 110, non ce l'ho fatta a proseguire e mi sono arreso. Anni fa avevo letto "Domani nella battaglia pensa a me" e non ricordo di averlo trovato così noioso come Gli Innamoramenti. Sinceramente non capisco il successo di questo libro nel quale, ad esempio, l'Autore impiega decine di pagine per descrivere un dialogo immaginario che una persona deceduta avrebbe potuto avere da vivo con un altro soggetto o che, in questo come in tutti gli altri casi, pensa che un dialogo tra due persone possa essere svolto con uno scambio di veri e propri discorsi o meditazioni, ciascuno dei quali si prolunga in pagine e pagine del libro. Probabilmente, visti i vari commenti favorevoli espressi su questo sito, deve essermi sfuggito il senso profondo che alcuni hanno attribuito allo stile dell'Autore. A me è sembrato solo noioso.

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    francesco v

    06/03/2013 15.15.40

    Forse il suo libro più facile, e per questo anche meno incisivo. E' vero, a volte un po' prolisso, con una trama che sarebbe possibile riassumere in due righe. Ma Marìas non è un tour all'Hermitage. E' una stanza. Una stanza da abitare, in cui scoprire cose nuove stando fermi e guardandosi intorno; e dentro. Certo, se la stanza non piace si fa bene a uscire. Io resto

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    cesare

    25/02/2013 15.10.43

    per chi come me ama in un romanzo i dialoghi questo risulta una lettura assai defatigante , estremamente nioiosa, Javier Marias non sarà mai più un mio autore da seguire.

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    enrico.s

    25/02/2013 09.25.05

    I lettori entusiati di Marias sono tanti ...io non sono tra questi. Avevo letto anni fa "Un cuore così grande", ricavandone un vago senso di noia e fastidio, specie per la scrittura inutilmente ridondante. E' passata parecchia acqua sotto i ponti, ma Marias è rimasto petulante come una volta. Chissà perchè si sente in dovere di spiegare ogni minimo pensiero o azione dei suoi personaggi. Nulla ha imparato dal suo (e mio) amato Shakespeare, evidentemente. Tante parole per dire cose tutto sommato banali e che chiunque abbia almeno un paio di vicende sentimentali alle spalle ha vissuto direttamente.

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    Leonardo

    08/02/2013 18.05.29

    L'inimitabile affonda il filo della sua lama ammaliante con la consueta sapiente maestria scandagliando i nostri più che mortali sentimenti, sezionando ventagli di filamenti che non permangono anche quando erroneamente crediamo tutt'altro Tracce che paiono indelebili vanno bel presto scolorando, sbiadiscono in una nebbia indistinta Passiamo come ombre inconsistenti e intercambiabili, figurine frammentarie e insignificanti Levatura assoluta=semplicemente e ossessivamente l'irraggiungibile Marias

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    claudio

    07/02/2013 14.34.57

    Anche se è un pelino sotto di 'Nella battaglia pensa a me' e 'Un cuore cosi' bianco' è comunque un libro molto interessante.Il suo modo di scrivere cosi' dettagliato e le continue riflessioni lo rendono un pochino ostico nella lettura ma la bellezza e l'intrigo della storia premiano l'insieme e rendono il libro molto accattivante.Bello.

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