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Scott Turow

Traduttore: S. Bertola
Editore: Mondadori
Collana: Omnibus
Anno edizione: 2010
Pagine: 427 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804600138

Recensioni dei clienti

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    lucia

    11/07/2013 14.48.37

    quando l'ho iniziato a leggere non sapevo fosse il seguito di presunto innocente (che ho visto ma non letto). bhè, a me è piaciuto, bel legal thriller, a tratti sorprendente. non capisco perchè in alcuni casi i miel "colleghi lettori" si siano espressi negativamente: cosa vi aspettate da un legal thriller?

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    Antonio

    30/11/2011 21.38.56

    Un libro piacevole, ma che non arriva mai a decollare pienamente. Forse un avvocato (possibilmente americano...) può apprezzare dettagli che io non ho colto

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    Pino Chisari

    26/06/2011 15.53.38

    Turow ha indubbiamente coraggio da vendere: ci vuole un bel fegato a tentare di scrivere il seguito di quel suo magnifico esordio e deve fare un gran lavoro di equilibrismo per portare avanti la storia. Che, nell'insieme, trovo un po' tirata per i capelli, senza quella fluidità narrativa ch'è invece caratteristica di tutti i suoi lavori e non solo del suo primo successo. Forse è vero che Presunto Innocente lasciava un pochino col sapore di incompiuto: ti veniva spontaneo chiederti come sarebbe continuata la vita di quell'uomo dopo che aveva scoperto cosa aveva fatto sua moglie. Ma la storia forse era bellissima anche per questo. Nel riprendere il discorso c'è però una conferma indubbia: Turow è e resta uno scrittore veramente eccezionale nello scavare l'animo umano.

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    Andy

    25/02/2011 22.41.54

    Ottimo sequel di presunto innocente. Trama ben congegnata ed equilibrata. Il finale lascia con un senso di giustizia...

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    paola augusta estella

    13/02/2011 11.33.04

    niente di meglio dopo presunto innocente...ancora meglio architettato!una folle ,lucida devastante pazzia

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    Raffaele Marando

    29/11/2010 19.00.14

    Riecco il cast di Turow in un "Vent'anni dopo" che l'avvocatone dell'Illinois ci serve con tutti i sapori che ci sono già piaciuti 22 anni fa. Ma stavolta la parte legal thriller si rivela troppo tecnica: da una parte le prolisse questioni farmacologiche e informatiche, dall'altra quelle, anche più complesse e contorte, della scherma dialettica tra le parti in causa, appesantiscono e rendono indigesta la pietanza. Squisite, invece, le parti narrate in prima persona da ciascuno dei protagonisti, gran bell'espediente che ci fa vivere la storia secondo punti di vista differenti, che è poi quello che avviene nelle aule di tribunale. Qui Scotty dà il meglio di sè per ciò probabilmente meritandosi l'entusiasmo del Re Stephen; ed infatti è davvero kinghiana la capacità di entrare nella psicologia di ciascun personaggio e farcelo diventare così familiare che quasi ci sembra strano che non esista in carne ed ossa. E tra le righe, come nella miglior letteratura americana, troviamo considerazioni che quanto più sono profonde ed interessanti tanto più sono buttate lì senza dargli apparentemente importanza. Insomma magari il Re esagera a definirla un'opera "preziosa", ma mentre ce l'avete in mano non proverete mai l'impulso di mollarla, garantito.

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    oriana

    02/11/2010 12.37.01

    .......bhè va da sè che Turow è un bravo scrittore del suo genere......però mi spiace ma questo testo riecheggia troppo del precedente, pur essendo il sequel. Speravo in qualcosa di diverso.........ma i ruoli, epilogo e quant'altro è copia del precedente........

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    giovanni

    22/10/2010 16.33.33

    avvincente. lo scrittere è bravissimo a rendere il clima del processo. intorno a metà/due terzi del romanzo c'è secondo me un allentamento della tensione, ma il finale recupera alla grande, con alcuni colpi di scena estremamente efficaci.

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    elda

    13/09/2010 14.06.28

    È un legal-thriller che si legge piacevolmente e si fa apprezzare per lo stile incisivo e la trama avvincente.

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    wehrkelt

    04/09/2010 18.18.46

    No, non sono d'accordo. Verissimo che Turow è di gran lunga il miglior scrittore di legal thriller (dopo Gardner, l'inventore di Perry Mason). Verissimo che nessuno sa descrivere i dibattimenti come lui. Ma il romanzo lascia un po' di delusione. Un po' quello che succede quando si incontrano, dopo tanto tempo, amici brillanti, spiritosi, simpatici....E che nel frattempo sono diventati un po' noioso... Intendiamoci, bel libro. Ma il finale è un po' prevedibile e deludente e la tecnica narrativa lascia qualche dubbio.

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    stefania

    04/09/2010 14.44.15

    bello, sì, ma non all'altezza del precedente "presunto innocente". sempre ben scritto, sempre avvincente, ma alla fine mi aspettavo di più. lo consiglio, ma solo dopo aver letto il primo (altrimenti molte cose come, per esempio, la personalità di barbara, che è fondamentale conoscere) non si capiscono appieno.

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    Clara

    02/09/2010 14.13.22

    Bello, bello, bello, un legal thriller da manuale. La trama tiene il lettore in sospeso, senza mai diventare noiosa o banale. Interessante anche la descrizione dei personaggi dal punto di vista psicologico, soprattutto in relazione a come ognuno sia cambiato rispetto al libro di 20 anni prima. Anche l'idea che i diversi protagonisti raccontino capitoli diversi é sviluppata in maniera magistrale. Insomma, da non perdere!

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    JOE

    01/09/2010 10.24.16

    Non posso non accodarmi alle recensioni precedenti. Turow nel suo genere è il migliore. Avvincente, profondo, bella caratterizzazione dei personaggi, bella la storia, sembra quasi di leggere un autore europeo. Scrive pochi libri, ma forse per questo sempre di alto livello. Da leggere.

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    luigi

    18/07/2010 19.10.07

    Signori, è inutile, quando si parla di Legal Thriller (con la "L" e la "T" maiuscole) non c'è Grisham o altre comparse che tengano: il maestro inarrivabile è sempre e solo lui: il grande SCOTT TUROW che più che alla quantità, prerogativa dei suoi imitatori, bada alla qualità e la cosa si vede eccome! Ancora un grande capolavoro! citando il giudizio di King "un opera letteraria preziosa" da leggere assolutamente!

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    Angelo

    12/07/2010 16.36.29

    Regolando i troppi conti in sospeso lasciati con i suoi personaggi e i suoi lettori, Turow firma il suo "Vent'anni dopo", riportando il vecchio Rusty Sabich al centro di un suo romanzo esattamente a 22 anni di distanza dal successo planetario di "Presunto innocente", capolavoro del genere legal che si era chiuso con l'assoluzione dell'imputato e con l'impunità della vera assassina, ora morta in circostanze misteriose nel letto coniugale. Un sequel che poggia la sua indubitabile forza sull'originalità delle tecniche e delle soluzioni narrative usate nella prima parte, un avanti e indietro a più voci nel tempo che serve a descrivere con efficacia lo spessore psicologico dei personaggi ed il loro travaglio interiore; ma che scade un po' nella seconda parte, proprio quella "legal", dove il mago del genere avrebbe dovuto dare il meglio di sè, e che invece risulta un po' troppo debole e macchinosa per essere realmente avvincente. Il risultato è comunque un libro che merita di essere letto e che si candida all'inevitabile trasposizione cinematografica. Ed il dubbio vero è: chi affiancherà Harrison Ford nel ruolo della sua nuova amante Anna?

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    luigi

    23/06/2010 17.12.25

    bellissimo,è il primo Turow che leggo,quindi non ero sicuro del risultato,e invece questo libro s'è rivelato un perfetto legal-thriller.Parte un pò a rilento perchè l'autore fa conoscere ciascun personaggio e quindi si "entra" in aula solo a circa metà libro,però da quel momento fino alla fine il romanzo è interessantissimo,intrigante,i colpi di scena non mancano,non ho dato il max dei voti perchè personalmente non ho trovato simpatico nessun personaggio.

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    Patrizia

    17/06/2010 22.09.27

    Letto tutto d'un fiato, lo aspettavo con curiosità, proprio pochi mesi fa avevo riletto "Presunto innocente" quasi 20 anni averlo letto la prima volta e l'ho apprezzato ancora di più. Questo Innocente è avvincente, intrigante, la narrazione a più voci fornisce i punti di vista dei diversi protagonisti, mi sarebbe piaciuto anche un capitolo "scritto" da Barbara, la moglie, peccato non ci sia. I caratteri dei personaggi sono ben descritti, l'antica rivalità tra Sabich e Molto anche. Qualche slabbratura qua e là, ma nel complesso un ottimo libro, peccato averlo finito.

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    massimo r.

    31/05/2010 22.02.17

    Peccato che scriva così poco! Turow è di gran lunga il miglior scrittore di legal-thriller, serio e documentato in ogni campo, e questo sequel (andatevi a rileggere Presunto innocente di tanti anni fa) è sicuramente all'altezza del precedente.

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