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Ferruccio Bertini

Editore: Liguori
Collana: Nuovo Medioevo
Anno edizione: 1998
Pagine: 200 p. , ill.
  • EAN: 9788820728106

scheda di Malaspina, E. L'Indice del 1999, n. 09

Il volume - numero 57 della collana "Nuovo Medioevo", diretta da Massimo Oldoni - raccoglie dodici contributi di Bertini (professore di letteratura latina a Genova, noto anche per i suoi numerosi e validi contributi nell'ambito della letteratura tardoantica e medievale), già presentati in riviste e atti dal 1975 al 1995. L'ordine in cui essi sono riproposti, con piccoli ritocchi e aggiornamenti, non è quello di pubblicazione, ma intelligentemente quello di un ideale percorso, di un'introduzione nel mondo delle raccolte medievali di favole, così che il libro costituisce anche una sorta di manuale, esaustivo o quasi, sul tema. Il primo articolo (Favolisti latini) funge da inquadramento preliminare, chiaro, stringato e con bibliografia essenziale, su Fedro e sui suoi continuatori, Aviano/Avieno e le raccolte in prosa e in poesia, sino agli Ysopets e Avionnets in volgare. Quattro contributi sono poi dedicati alla figura del monaco Ademaro di Chabannes, che nel 1025 realizzò una parafrasi in prosa di 67 favole per i novizi del suo monastero. Tra i contributi che seguono, relativi agli animali rappresentati nelle favole, al Within piscator di Letaldo di Micy, all'Ecbasis captivi e a Baldone, segnalo quello finale, con un interessante paragone tra la favolistica antica e i cartoni animati di Walt Disney, e, soprattutto, Il contadino medievale, ovvero il profilo del diavolo (una nuova interpretazione dei "Versus de unibove"), un esilarante racconto del quale Bertini con sapienza mette in luce la vera natura, attraverso l'individuazione di insospettate allusioni alla Scrittura. Bertini conferma quasi a ogni pagina i suoi interessi filologici, con esame e discussione di molti codici, dal Wissenburgensis ai Leidenses (Voss. Misc. 19 e Voss. Lat. 8. 15, trascritto da Ademaro, di cui sono riprodotte alcune carte) ad altri ancora; peccato però che un indice dei manoscritti citati non compaia accanto a quelli degli autori antichi e degli studiosi moderni.

(E.M.)