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Pontus Ljunghill

Traduttore: R. Zatti
Editore: Guanda
Anno edizione: 2012
Pagine: 402 p. , Rilegato
  • EAN: 9788823500914

Stoccolma 1953. Come di consueto John Stierna è seduto alla sua scrivania, intento a redigere la sua ultima relazione relativa a una vecchia indagine. Aveva chiesto di essere trasferito al Museo del Crimine nove anni prima e ora, nel suo ultimo giorno di lavoro, si appresta a concludere la sua carriera senza troppi clamori. Sebbene infatti manchi ancora un anno alla pensione, il poliziotto è convinto che sia giunto per lui il momento di abbandonare il lavoro. Avrebbe trascorso il resto del suo tempo nella tranquilla cittadina di Visby, nel tentativo di lasciarsi il passato alle spalle. Stoccolma, 3 settembre 1928. Un giovane sconosciuto avverte la polizia di aver ritrovato il cadavere di una bambina barbaramente uccisa in un cantiere navale abbandonato da anni e di proprietà del comune. Lì il ragazzo era solito cercare scampo durante le notti più fredde, e anche quella sera, come altre volte, era arrivato fin là. Contrariamente a quanto accadeva di solito però aveva trovato la porta aperta e salendo le scale si era trovato davanti un cadavere barbaramente ucciso. Spaventato dal rumore di alcuni passi era stato costretto a nascondersi dietro uno scaffale: una figura alta e magra, avvolta in un mantello e con un cappello in testa, si era introdotta nella stanza con l’intento di recuperare una borsa in cui era contenuti alcuni oggetti. Come spesso accadeva, l’assassino era tornato sul luogo del delitto, ma il buio pesto aveva impedito al testimone di vederlo in viso.
Il caso era stato affidato a John Stierna, giovane commissario della Divisione anticrimine che, dopo essersi recato sulla scena del delitto, osservato il cadavere e raccolto tutti gli elementi a disposizione, aveva dato inizio alle indagini. La vittima era stata identificata in una bambina di nove anni di nome Ingrid Bengtsson, scomparsa pochi giorni prima. L’assenza di un pista privilegiata e la scarsità di indizi utili facevano brancolare il commissario nel buio, mentre una valanga di dubbi e di domande continuavano a tormentarlo. Com’erano arrivati lì la vittima e il suo assassino? Perché la piccola aveva deciso di seguirlo? Possibile che l’uomo non avesse lasciato alcuna traccia? Ma soprattutto chi avrebbe potuto commettere un omicidio così efferato ai danni di una bambina? Perché?
Le indagini erano andate avanti senza esito per mesi e poi per anni, e nella carriera di Stierna quella storia terribile, di cui non era riuscito a venire a capo, era rimasta come una macchia scura, un mistero irrisolto che avrebbe continuato a pungolarlo per il resto dei suoi giorni.
Ora, dopo venticinque anni e a pochi giorni dall’archiviazione definitiva del caso, un giornalista aveva bussato alla porta del commissario ridestando in lui l’eco di una promessa fatta alla madre della bambina e mai mantenuta: catturare l’assassino. Questa era forse l’ultima possibilità che la vita gli concedeva? Sarebbe riuscito a fare condannare l’uomo che aveva ucciso Ingrid prima che il processo cadesse in proscrizione?
L’invisibile sancisce un esordio esaltante: un thriller di impianto classico scritto con uno stile elegante e ricercato, pacato ma al tempo stesso ricco di suspense, in cui la narrazione procede avanti e indietro nel tempo, obbligando il lettore a compiere dei salti continui fra passato e presente, fra il 1928 e il 1953. Inoltre, la storia impone alla voce narrante di seguire di volta in volta i pensieri del commissario Stierna e quelli del misterioso assassino, che, invisibile, si insinua anche lui sin dall’inizio fra le pagine del romanzo.
Nel suo primo libro Pontus Ljunghill mette a frutto tutta la sua abilità ed esperienza di giornalista e criminologo: l’ampia caratterizzazione di luoghi e personaggi e l’articolazione della trama risultano infatti quanto mai convincenti e realistiche.

Recensioni dei clienti

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    ales

    10/09/2013 11.11.46

    Un bel romanzo senza dubbio, scritto bene e in quello stile tipicamente svedese che ha preso il largo negli ultimi anni imponendosi con forza nell'editoria. Un giallo poliziesco diverso dai soliti Deaver e simili, ogni tanto ci vuole. Per nulla scontato, da leggere sicuramente.

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    Pupottina

    21/06/2013 19.58.19

    Un bel giallo alla svedese maniera, con un inizio strepitoso e il profilarsi di un'indagine che non riesce ad approdare a molto, fino all'inaspettato e fulminante finale. È sicuramente un romanzo ben scritto e la strategia narrativa punta proprio sul sorprendente finale. Pontus Liunghill in L'Invisibile ha scelto di narrare la storia su due piani temporali diversi, quello dell'omicidio e dell'indagine e quello, a distanza di anni, quando il detective, ormai pensionato, si trova a ricordare quella particolare vicenda criminale per assecondare il lavoro di un giornalista che si occupa di crime story del passato. Una sorta di cold case con un leggendario detective che non riesce ad abbandonare un caso irrisolto. Un'indagine, ambientata negli anni Venti e che, di conseguenza, non possiede la complessità scientifica delle squadre di CSI e delle mirabolanti riprese audio-video, ma si basa di quel lavoro poliziesco classico, costituito da interrogatori, indizi, alibi e testimoni. Misterioso e, per suo stesso volere, "invisibile", l'assassino agisce sotto gli occhi di probabili testimoni che non notano la sua presenza. È un bel personaggio, una mente criminale descritta a tutto tondo e che appare da subito interessante agli occhi del lettore. Un romanzo d'esordio riuscito. Una detective story classica in un'ambientazione d'epoca molto suggestiva. Una lettura piacevole.

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    Sophie

    20/02/2013 08.40.12

    Deludente, la storia è un po' banale e il protagonista è convenzionale e già visto. L'autore scrive bene, ma questo non è uno di quei libri che ti lascia con il fiato sospeso e non vedi l'ora di leggere per sapere come va a finire la storia.

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    Gaia

    08/01/2013 12.26.03

    Sicuramente l'inizio appare avvincente e stimola la lettura.. Con il proseguire delle pagine tende ad inabissarsi e diventare un pò monotono e prolisso. Si ha una ripresa verso la fine e il colpo di scena nelle ultime due pagine... Tutto sommato una lettura piacevole, ma non un libro che regalerei.

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    francesca

    11/11/2012 00.27.57

    è la prima volta che leggo un autore svedese quindi non so dire se il suo stile è rappresentativo della "categoria", se mi si passa tale espressione. Nel complesso non è male, ma neanche cosi appassionante, se si escludono le ultime 50 pagine. Di certo non è un libro che mi ha lasciato col fiato sospeso o con la voglia di finirlo prima possibile.

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    PAOLO

    10/11/2012 11.49.11

    Bella detective story che svela l'identita' dell'assassino a sorpresa all'ultima pagina.

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    valerioboing

    01/11/2012 10.53.34

    un ottimo giallo, nel solco dei "giallisti svedesi", per chi ama il genere.Da non perdere.

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    Massimo

    23/10/2012 14.50.14

    un libro con un impianto solido, nel solco della letteratura gialla scandinava, accompagnato dalla solita ossessione per il male che si nasconde, che nasce dalla normalità, dalla quotidiana ineludibile lotta con la vita, con la solitudine che limita, nasconde fino all'invisibilità, ma che rimane irrisolto, incompleto nella conclusione e nella soluzione del dramma: troppo distante la crudeltà del male e l'ossessione del protagonista rispetto alle motivazioni, alle ragioni e alla storia del responsabile; deludente il colpo di scena finale, quasi scontato nella sua banalità.

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