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Wu Ming

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 201 p. , Brossura
  • EAN: 9788806225919


Quattro vite nella Grande Guerra. Quattro storie. Quattro strategie. Un unico obiettivo: fuggire dall’orrore.

Cent’anni fa l’Italia entrava nella prima guerra mondiale, la “Grande Guerra” che ha coinvolto tutta l’Europa (e gli Stati Uniti d’America) dal 1914 al 1918. Milioni di uomini hanno partecipato al conflitto, sebbene non tutti fossero felici di abbandonare la propria vita per difendere un ideale, la patria o, più crudamente, un pezzo di terreno, nel quale vi era scavata una trincea. Il nuovo libro del collettivo Wu Ming raccoglie quattro storie, di altrettanti protagonisti, ambientate tra il confine italiano e quello francese. Le vicende narrate hanno tutte in comune la volontà, da parte dei protagonisti, di sfuggire all’orrore della guerra, e ognuno in maniera diversa.

C’è chi non vuole passare le sue giornate in attesa della morte in trincea, e decide di arruolarsi in un reparto speciale per riscattarsi in un ipotetico futuro, che prevede la sopravvivenza; c’è chi vuole scampare in toto al conflitto, fingendosi pazzo e passando di ospedale in ospedale; c’è chi odia l’idea di morire in tempo di guerra, e cerca paradossalmente di vivere a ogni costo come se la guerra non esistesse; infine c’è chi teorizza l’invisibilità, in modo tale che utopicamente agli uomini venga impedito di combattere l’uno contro l’altro.

Lo stile di questa curiosa opera, definibile a malapena come “romanzo storico”, è plurimo, così come i punti di vista: si passa da un punto di vista interno, di chi combatte la guerra, a uno di tipo epistolare; da una narrazione surrealista a una di stampo saggistico. Il risultato è sorprendente: è la definizione di un orrore da ogni lato, attuata da coloro i quali non vogliono in nessun modo esserne protagonisti. Invisibili, appunto, ma con una sensibilità abbastanza alta da voler protestare contro una società che richiede di essere protagonisti a ogni costo.

Recensioni dei clienti

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    Giancarlo

    15/08/2016 17.57.49

    Pur apprezzando ampiamente, tutto il lavoro di Wu Ming (blog incluso), devo confessare che questo libro, sembra scritto nei ritagli di tempo. Sembrano quattro pezzi, scritti fra una Timira e un Point Lenana, in obbligo ad un qualche contratto editoriale. 200 pagine precise (non ci sarebbe nulla di male se non trasudassero espedienti per essere portate a casa quanto prima...) di cui poche veramente apprezzabili. Leggendo questo libro, ed il finale de "L'Armata dei sonnambuli" (pigro quasi come la scena dell'attentato nella serie comica "Boris",sebbene da loro spiegato con nobili intenti) direi che il fecondo collettivo, che ci ha regalato pagine memorabili, sta per sciogliersi. Appena le traiettorie soliste dei WM saranno consolidate, credo non avremo piú loro nuovi libri collettivi, negli scaffali (già questo non sembra collettivo...semmai una raccolta). E leggendo l'invisibile ovunque, al costo di 17.50Euro, potrebbe non essere un male. Grazie cmq.

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    Michele Lucivero

    29/05/2016 11.25.04

    Quattro racconti, quattro storie diverse, in qualche modo intrecciate, che si svolgono nel medesimo arco temporale e che hanno in comune lo sfondo ormai lontano del primo conflitto mondiale. Al tempo stesso non è fuori luogo leggere il testo come un unico romanzo, breve rispetto agli altri capolavori di Wu Ming, dove la Guerra diventa unica e sola protagonista con gli uomini che giocano certe volte la parte dei deuteragonisti, altre quella degli antagonisti. C'è, infatti, chi prende sul serio la lotta armata e si arruola negli Arditi e chi la guerra cerca di fotterla, con uno dei più astuti stratagemmi della storia del teatro e della politica mondiale, cioè simulando la follia. Non solo, ma la guerra si può anche assecondare, magari per farsi beffe di lei, vivendo la realtà con estrema sufficienza perché ciò che si coltiva è l'ebbrezza inebriante della surrealtà, infine c'è chi davanti all'assurdità di un massacro ingiusto e insensato di uomini all'attacco decide di lavorare per ingannarla. Il punto è che a voler vedere così le cose, la Guerra ne esce comunque vittoriosa perché la violenza praticata ti entra nel corpo e non ti lascia più; a simulare la follia si fa presto a perdere la bussola e a non saper più distinguere i piani; ad inebriarsi e a farsi beffe della realtà si rischia di andare in coma etilico troppo presto, incappando anche in una damnatio memoriae collettiva; infine a volerla ingannare, mimetizzando i combattenti, si rischia di agevolarla, renderla più subdola e spietata, inattesa. La Guerra, dunque, è l'invisibile e, purtroppo, è ovunque.

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    AdrianaT.

    19/01/2016 09.21.16

    Dopo il notevole 'Q', in questi quattro (come sempre) accurati racconti della Grande Guerra fra cronaca e fantasia, i Wu Ming mi hanno però raccontato cose che non mi hanno interessata: questo libro non mi ha lasciato nulla da conservare e nulla da dire - capita. Secondo me, rendono meglio sulla lunga distanza: confido in Altai e Manituana.

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    eros55

    08/01/2016 12.19.26

    WU MING un collettivo di autori che difficilmente mi ha lasciato deluso, non ultimo questo romanzo, se lo si può considerare tale, composto da 4 racconti sulla prima guerra mondiale. La difficoltà maggiore nel leggerlo è quanto sia storico e quanto sia romanzato.In particolare mi è piaciuto il quarto racconto sull'avvento del mimetismo militare, argomento sorprendente per come sviluppato. Peccato la brevità di tutto il libro, letto in un paio di giorni.

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    Marinella

    07/01/2016 09.20.12

    Una mosaico di 4 storie, una narrazione corale intensa e di grande efficacia, dove verità storica e immaginazione si confondono. Davvero interessante la questione del mimetismo militare. Una lettura consigliata, per capire e non dimenticare.

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    sere

    04/01/2016 16.58.52

    è l'ennesimo libro dei Wu Ming - in ogni loro formazione - che leggo.... consiglierei a tutti la loro lettura, sempre apprezzabili sempre interessanti e ... non saprei cosa aggiungere: a me piacciono, mi fanno anche spesso riflettere... questo libro in particolare ha saputo raccontare in modo delicato e però molto interessante ed istruttivo la grande guerra... perché la guerra poi non è solo combatterla... già con stella del mattino loro avevano affrontato il tema della grande guerra - anche se li si parlava delle conseguenze della guerra in vite non ordinarie o comuni- molto diverso sicuramente da Q, Altai, L'armata dei Sonnambuli con cui molti di noi li hanno amati, ma non per questo meno apprezzabile o interessante.. merita la lettura...

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    Antonio

    12/12/2015 16.44.21

    Appena letto! Il libro è composto da quattro racconti sulla prima guerra mondiale, ognuno dei quali è evidentemente scritto con uno stile differente dagli altri. A me, personalmente, mi ha colpito molto il terzo (soprattutto per la scrittura, pregevole). Dopo Q, questo è il secondo libro che leggo dei Wu Ming e devo dire che non sono rimasto deluso. Da appassionato di romanzi storici, un opera come questa è oro colato, un piacere unico: storie, fatti e personaggi in parte realmente esistiti, ambientati in uno struggente periodo storico. Non sono riuscito a capire se l'ultimo racconto ha una base di verità, ma questa è un'altra questione. Ottimo libro, comunque. Per gli amanti del romanzo storico, invece, imperdibile.

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