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Vittorio Messori

Editore: Mondadori
Collana: Le scie
Anno edizione: 2005
Pagine: 166 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804545316

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    franco

    22/05/2016 01.10.24

    In questo volume Messori scrive una lunga premessa per presentare il Memoriale inedito che il Mortara, ormai sacerdote trentasettenne, scrisse nel 1888 per narrare la vicenda che ha caratterizzato la sua infanzia e l'esordio della sua vita religiosa, segnata dalle conseguenze di quell'atto voluto da Pio IX. E finché il giornalista si limita a narrare la vicenda e le ragioni del rapimento perpetrato dal pontefice, tutto va bene: si possono perfettamente intendere la logica e le motivazioni politiche e dottrinali che spinsero il Papa (ancora re e quindi anche sovrano temporale) a mettere in atto la sottrazione del bimbo Mortara ai genitori ebrei legittimi. Però, ad un certo punto, Messori perde la misura e inizia una lunga tirata ideologica contro i mali e le contraddizioni del liberalismo col corollario della consueta nefasta influenza massonica, che risulta stucchevole e in cui affiorano i toni tipici del revisionismo cattolico-conservatore, toni e argomenti ben difficilmente digeribili per lettori laici e ,credo, perfino per la maggior parte dei cattolici. Per intenderci, siamo lontanissimi dalla pacatezza di un padre Sale e molto vicini alla vis polemica di una Pellicciari: insomma il Risorgimento e tutto il mondo ottocentesco che si ribellò contro il rapimento del bimbo, visti come elementi di una nefasta congiura moderna ai danni della fede millenaria e del Sacro Pontefice. Qualche riflessione sorge poi spontanea anche sul Memoriale stesso, che Messori presenta come la prova regina per dimostrare che Mortara tanto poco subì un trauma dal rapimento infantile da diventare un fervente sostenitore del papa che lo fece rapire e quindi tutte le critiche coeve e postume sarebbero speciose e segnate da spirito anticlericale e antireligioso. Anche senza volere mettere in discussione l'autenticità del testo nel suo complesso, esso è tuttavia così agiografico e untuoso da far pensare che la mano dello scrittore sia stata spesso guidata da una volontà esterna.

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    Federico

    27/10/2005 12.25.09

    Il memoriale scritto dallo stesso Mortara e pubblicato per la prima volta in questo libro è fondamentale per comprendere un caso ottocentesco di cui si parla ancora oggi. Vivamente consigliato.

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