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Tom Wolfe

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
  • EAN: 9788804582526
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Recensioni dei clienti

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    Rossella

    26/10/2012 00.20.59

    Bello, intrigante e divertente Scritto bene, una bella storia da leggere

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    ago

    19/03/2012 13.20.57

    Dopo aver letto IL FALO' DELLA VANITA', Wolfe non mi ha tradito. La storia della sua Charlotte è un altro affresco di romanzo sociale americano: non "leggero", ma appassionante e, a differenza di quanto si possa pensare a prima vista leggendo la trama, assolutamente realista. Da non perdere se amate i bei libri!

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    Miriam

    17/09/2010 20.26.32

    Un romanzo interessante sotto il profilo sociologico e psicologico di ogni personaggio. Fors un pò noioso per i capitoli particolarmente dettagliati riguardanti lo sport di uno dei protagonisti. Lo consiglierei ad un lettore che non si stufa alle prime pagine di un libro ma che cerca di arrivare fino in fondo per vedere se migliora, in effetti gli ultimi capitoli sono più scorrevoli e interessanti. Ho trovato inoltre interessante la figura di Charlotte le quali caratteristiche sono ormai lontane dalla maggior parte delle ragazze di oggi troppo prese dal proprio aspetto fisico per pensare ai veri valori.

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    CiammaiC

    07/10/2008 11.32.56

    Ho trovato i personaggi di questo libro ben delineati, perfino la figura Charlotte da più recensioni criticata, la trama piacevole e i temi trattati interessanti, come i richiami alla neuroscienza, o l'analisi del mondo universitario americano. Ma. Ma... Ma, ed è un ma grosso come una casa, la scrittura è totalmente priva di qualità. La scrittura, quella cosa che gli scrittori utilizzano per trasmettere le emozioni al lettore, utilizzando tecniche e vocaboli e quant'altro viene in mente. Le ripetizioni continue e inutili mi hanno sfinito. I commenti ai dialoghi, già abbastanza chiari, mi hanno depresso. Volevo dire allo scrittore "ho capito, ho capito, basta a ridirmelo di nuovo". Pagine e pagine inutili che non aggiungevano nulla di significativo alla storia che non vedevo l'ora che finissero. Lo scrittore, per descrivere la storia e i personaggi, ha utilizzato queste forme lunghe e ripetitive, senza un minimo di presa, che uno scrittore vero non può accettare. Certi vocaboli non ce la facevo più a rileggerli, come deltoide, cool... Sarebbe potuto essere un buon romanzo se fosse stato condensato con 500 pagine di meno (il libro è di quasi 800 pagine). Le ultime 200 pagine sono sicuramente migliori, quelle che mi hanno fatto mettere un punto in più, sembra che finalmente lo scrittore non voglia più continuamente ridirci le stesse cose, almeno meno rispetto a prima. Tutto questo dilungarsi e le ultime pagine invece mi consegnano un finale un po' ambiguo, non perché voluto, ma perché non espresso chiaramente, troppo striminzito, poco sviluppato. Come se anche lo scrittore si fosse scocciato di scrivere e avesse deciso di chiudere di fretta e furia.

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