Traduttore: A. Pastore
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 476 p., Brossura
  • EAN: 9788865590225
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Recensioni dei clienti

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    Cristina

    02/03/2017 17:17:29

    Un vero e proprio saggio filosofico espresso in maniera garbata e poetica dal gatto di casa , acuto osservatore degli umani , interessante anche il confronto tra occidente e oriente , finale struggente e malinconico .

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    Alex

    27/10/2016 22:59:45

    Lessi il libro nella ormai lontana estate del 2007, con accanto il mio adorato felino domestico. Ricordo d'avergli dedicato alcuni mesi di lettura, e particolare dedizione: non è un libro da leggere a cuor leggero, ma con pazienza si deve ascoltare, ed osservare con occhi attenti e sornioni, tutta l'amarezza di un mondo che cambia, troppo in fretta, quello dei primi del '900, e ahimè il nostro, ora più che mai. Ma di sì rapidi cambiamenti non è facile accorgersi se non attraverso lo sguardo di una creatura altra che, come si sa, accompagna le civiltà dalla notte dei tempi, nella consapevolezza, inconscia e innata tipica dei gatti, di sapere quando è giunta l'ora di allontanarsi. Il gatto che nel libro è anche la voce della saggezza antica e remota di cui l'essere umano ha tanto bisogno, per non affogare nell'acqua. Da leggere, con amore.

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    stefano

    27/05/2014 16:56:25

    Un romanzo triste e malinconico. Un atto d'accusa contro l'uomo, la società, le abitudini e la mentalità giapponese. Lo stile è meticoloso, la prosa lenta e bisogna entrare in sintonia con l'autore per comprendere il suo punto di vista. Il gatto osserva, guarda, specula, analizza, i membri di una tipica famiglia del sol levante ai primi anni del novecento, con i suoi riti e le sue particolarità, dubbi, ma è una creature in balia degli eventi e delle situazioni nonostante si sforzi di essere sempre se stesso. Il finale, l'unico possibile, del resto, lascia l'amaro in bocca.

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    roberto

    22/01/2013 15:11:55

    Uno scrittore straordinario, capace di grandi profondita' nella descrizione di eventi e personaggi comuni, banali, modesti, ma occorre un atteggiamento Zen per apprezzarlo come merita e entrare nello spirito della psicologia giapponese.

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    FabioMit

    13/01/2012 17:59:09

    Stucchevole, prolisso, irritante, noioso, frammentario, terribilmente vuoto. In poche parole un'autentica voragine di 510 pagine. Trama inesistente, dialoghi insulsi, personaggi sbiaditi senza arte nè parte. Talmente esasperante da farmi sentire sulla pelle i prodromi dell'orticaria. Mente-gatto chi ha raccontato. Mentecatto (io) che ho letto.

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    Maunakea

    10/06/2011 15:01:17

    Strano, aveva tutti gli ingredienti per piacermi ed anche le recensioni erano tutte positive, è piaciuto a molti... e invece, noia... mah sarà un periodo in cui non trovo nessun libro che mi coinvolga granchè. Non sono riuscita ad appassionarmi alla pseudo sotia od a divertirmi alle chiacchere ironiche degli pseudo intellettuali del tempo, quel che rimaneva è, appunto sonno profondo... non finito.

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    Maunakea

    10/06/2011 15:00:55

    Strano, aveva tutti gli ingredienti per piacermi ed anche le recensioni erano tutte positive, è piaciuto a molti... e invece, noia... mah sarà un periodo in cui non trovo nessun libro che mi coinvolga granchè. Non sono riuscita ad appassionarmi alla pseudo sotia od a divertirmi alle chiacchere ironiche degli pseudo intellettuali del tempo, quel che rimaneva è, appunto sonno profondo... non finito.

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    diablo

    16/11/2010 17:52:37

    Un libro con alti e bassi. folgorante in alcuni periodi, piuttosto noioso in altre. comunque un libro da leggere per capire un periodo storico chiave per il giappone moderno.

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    renza

    11/11/2010 15:36:10

    Ho letto "io sono un gatto" lo scorso anno. Naturalmente per me che sono un'appassionata gattofila l'immagine della copertina é stata folgorante, lo scrittore giapponese e la trama hanno fatto il resto. L'ho letto nel giro di una settimana; una meraviglia scritto benissimo e in maniera scorrevole.L'io narrante, è un gatto senza nome, che ci raconta il giappone e la sua cultura, i giapponesi con le lore peculiarità e i gatti giapponesi. Lo scittore ha fatto una cosa per me sorprendente, tutto quello che ci viene raccontato é accaduto sotto gli occhi del gatto, non c'è un solo episodio al quale non è stato presente il gatto. Tutto il romanzo è scritto con un'ironia che (forse sbaglio visto che non avevo mai letto altri romanzi di Soseki Natsume e credo fosse peculiare della sua personalità )rende leggera la lettura di oltre 500 pagine. Un libro che consiglio a tutti i lettori che, oltre che amare la scittura con la s maiuscola, amano le altre culture fuori da noi ma dentro di noi, perché sono le diversità che ci rendono ricchi .

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    gianni

    18/10/2010 09:49:14

    Curioso e bellissimo romanzo giapponese dell’inizio del secolo scorso. Per me è stato una vera e propria scoperta. Il libro mi è stato regalato recentemente per il mio compleanno, e con entusiasmo mi sono, dopo qualche giorno dato che dovevo finire prima il libro che stavo leggendo al momento, dedicato alla lettura di questo libro. La costruzione del romanzo è molto particolare in quanto la storia viene narrata da un gatto, dal punto di vista con cui un gatto vede gli esseri umani. La particolarità del romanzo non finisce però qui dato che la storia è formata quasi esclusivamente da dialoghi tra i vari protagonisti umani del romanzo, intervallati ogni tanto dalle riflessioni sempre argute del gatto del titolo. La società che viene presentata nel libro è forse un po’ lontana dall’attuale società occidentale, tenendo conto che agli inizi del secolo scorso il Giappone aveva interrotto da poco il suo isolamento ed iniziato quindi un periodo di apertura alla cultura occidentale. Alcune cose e situazioni descritte nel libro possono quindi sembrare cose molto lontane da noi, ma proprio per questo forse possono risultare ancora più interessanti. Nel complesso il libro è estremamente interessante (ad esempio nelle riflessioni sulle diverse concezioni del mondo e della vita che sono prevalenti nella cultura occidentale od in quella orientale). Ne consiglio la lettura a tutti.

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    maupes

    30/08/2010 16:06:48

    Kinnosuke (questo il suo vero nome) Soseki è uno scrittore che le note biografiche narrano essere vissuto fra il 1867 ed il 1916. Uno spirito innovativo per una nazione, il Giappone, che proprio in quegli anni tentava di uscire dal suo ‘splendido’ isolamento. Soseki ha vissuto 3 anni a Londra ed in seguito ha insegnato letteratura inglese all’università Imperiale. Chi non conosce in anticipo queste brevi note farà fatica a comprendere l’originalità di ‘Io sono un gatto’, già a partire dal titolo e dall’idea che in questo racconto l’io narrante è proprio un… gatto, che osserva il suo padrone (chiaramente riconoscibile nello scrittore stesso) con distacco, ironia e spirito critico, nell’ambito della sua vita quotidiana ed i rapporti con alcuni amici e conoscenti che consuma all’interno della sua misera casa. Una trama quindi interamente costruita su una serie di aneddoti e metafore, spesso spiazzanti per il lettore occidentale, di dialoghi a volte surreali e citazioni di personaggi storici e della letteratura del Giappone, che permettono però di conoscere alcuni aspetti delle abitudini e cultura di quel paese, punteggiata da una serie infinita di ere, che prendono il nome dalle dinastie che si sono succedute nel tempo. Nonostante l’inevitabile staticità, il racconto però procede fluido ed anche se a volte ci si chiede cosa ci possa essere di interessante in vicende tutto sommato insulse, bisogna riconoscere che l’autore, lasciando al gatto il ruolo del super partes anche un po’ filosofo, abbia trovato una formula perlomeno curiosa, per comporre una sorta di saggio sui pregi e difetti della natura umana. Man mano che il racconto procede però, il ruolo della terza ‘persona’ affidato al gatto viene sostituito da quello dello scrittore con stringenti ed accorate considerazioni su vari argomenti dell’essere ed i mutamenti del tempo. Nel finale torna alla ribalta, ironicamente, il proverbio ‘tanto va la gatta al lardo…’, a conferma che in termini di presunzione non siamo poi così diversi ad ogni latitudine e natura.

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    AGT

    25/02/2010 17:35:41

    E' un libro stupendo.Mi ha isegnato tantissimo:sul Giappone,si,ma anche e soprattutto sugli uomini,su quanto possono diventare ridicoli... E' straordinaria la capacità di Soseki nel catturare l'attenzione del lettore per cosi' tante pagine e con un argomento che in apparenza può sembrare strano:un gatto che racconta ciò che vede attorno a sé e ne trae le sue 'filosofiche' conclusioni,il tutto nel Giappone del 1905.Un velo di amarezza avvolge le ultime pagine e da' un senso ancora più profondo a tutta l'opera.L'ottima traduzione rende ancora più piacevole la lettura.

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    Lucia

    06/01/2010 14:52:40

    E' un libro anomalo, non solo perchè la voce narrante è quella di un gatto o perchè siamo agli inizi del XX secolo in Giappone ma soprattutto perchè non c'è praticamente azione ma quasi solo conversazione. E come ha fatto Natsume Soseki a far combinare tutti questi elementi ed a scrivere l'intero racconto (tra l'altro molto lungo) senza mai annoiare o rimanere "pesante" per me rimane un piacevolissimo mistero!!!

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    Giulia

    14/06/2009 16:38:13

    Le trasformazioni del Giappone di fine Ottocento-inizio Novecento viste attraverso gli occhi di un gatto attento e molto acuto. Il fatto che sia proprio un gatto a raccontarci la follia dell'umanità che si dispiega inesorabilmente davanti ai suoi occhi,che sia proprio un gatto ad elencarci tutti i nostri difetti in quanto uomini,rende il libro originale,accattivante e geniale. Numerose sono le riflessioni contenute in quest'opera (con le quali mi trovo più o meno d'accordo). Nelle ultime pagine del libro,il gatto senza nome diventa metafora della condizione umana e ci parla lasciandoci un sapore amaro in bocca. La meticolosità con cui l'inconsueto narratore ci descrive la vita della casa in cui abita costituisce l'elemento geniale dell'opera: infatti,è proprio in questo modo che prende forma una critica spietata ed amara nei confronti della nostra società e dei lati negativi ed oscuri dell'umanità tutta.

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    carmela

    26/03/2009 11:52:32

    con tutto il rispetto, mi sono annoiata nella lettura e l'aspetto surreale l''ho trovato ridicolo.

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    ANNALISA

    04/07/2008 10:45:31

    Un libro che unisce l'amore che ho per il giappone e l'adorazione per i gatti! Un libro abbastanza impegnativo ma che merita veramente! Spettacolare ed originale la visione della vita da parte del gatto! Molto ma molto realistica!

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    Pontmercy

    10/02/2008 22:04:26

    <<Io sono un gatto. Un nome ancora non ce l'ho.>> Così inizia questo libro, pubblicato in Giappone nel 1905, e attraverso gli occhi e le orecchie di questo gatto ci fa vivere per 491 pagine nella casa di un professore di inglese dell'era Meiji. Nel libro non c'è praticamente azione, solo conversazione, attentamente ascoltata dal gatto e riportata fedelmente, a volte anche felinamente commentata, con tratti che possono ricordare - molto alla lontana - L'Ingenuo di Voltaire; molto arguti i confronti che fa il gatto tra felini e umani: sempre questi ultimi fanno la figura degli incivili. Attraverso la quotidianità fatta di visite di amici al professore, l'umanità appare sotto una luce molto sarcastica con vistosi difetti che molte persone, piene di se stesse e delle loro professioni, portano in se senza rendersene affatto conto, anzi, pensando che sono elementi di superiorità nei confronti del prossimo. Quasi come nel teatro No, i caratteri negativi sono portati all'eccesso e usati per creare una serie di malintesi o di conflitti, abbiamo il ricco che crede di poter tutto in forza dei soldi, la di lui figlia che sebbene mostruosa è oggetto di ammirazione di molti in virtù dei soldi; i poveraci del quartiere che si fanno facilmente corrompere dalla forza economica. In casa del professore si avvicendano però la principali vittime del sarcasmo del gatto (e dell'autore) ovvero sedicenti uomini colti che mascherano la loro insipienza chi con menzogne inverosimili, chi con arroganza o chi crede di essere un genio e per fare la propria tesi di laurea in fisica si ritrova a limare sfere di vetro. il libro sebbene scritto più di un secolo fa e molto lontano dalla nostra società ha una sconcertante attualità: molto dei caratteri dei personaggi è perfettamente riscontrabile nel nostro contesto sociale.

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    fiorilu'

    06/12/2007 23:09:38

    traduzione splendida di questo capolavoro della letteratura giapponese! consiglio vivamente questo libro a tutti gli amanti della cultura giapponese e dei gatti! la borghesia giapponese dell'inizio del '900 viene qui immortalata in modo molto accattivante e preciso dal narratore felino ("il professore"). una traduzione che aspettavo da tempo!!! Complimentissimi sen-sei!!

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    Sarah

    12/11/2007 23:00:26

    adoro i gatti e con un titolo del genere non potevo non leggere questo romanzo, mi èpiaciuto un sacco il punto di vista del gatto sul mondo che lo circonda, originale, un po' prolisso come romanzo, un po' dispersivo, ho apprezzato le prime pagine di ogni capitolo con la prima persona del micio, il resto l'ho trovato un po' noioso e non si apisce che è ambientato all'inizio del 900.

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    Flaminia

    29/10/2007 16:36:32

    Questo gatto tagliente senza nome e senza peli sulla lingua ci racconta la vita del suo padrone e dei suoi amici in chiave ironica e perplessa, ma incredibilmente acuta, descrivendo con un pò di malinconia le assurdità dell'era contemporanea. Un libro da cui si può trarre qualcosa, e che personalmente non avrei voluto veder finire. Un libro che ti può accompagnare una vita con le sue riflessioni. Senza contare che mi ha fatto letteralmente morire dalle risate, è stato una delle mie letture migliori in toto. Davvero buona lettura!

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