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Giancarlo De Cataldo

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2012
Pagine: 131 p. , Brossura
  • EAN: 9788806211097

Giancarlo De Cataldo non ha tutti i torti: dopo il grande successo di Romanzo criminale, chi glielo fa fare di abbandonare i suoi eroi per dedicarsi a qualcosa di nuovo? Sono già passati dieci anni dalla prima edizione di Romanzo criminale; nel frattempo, il romanzo è diventato prima un film, diretto da Michele Placido e interpretato da alcuni dei più grandi attori del nuovo cinema italiano (Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Stefano Accorsi, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Elio Germano, solo per citarne alcuni), poi una serie cult.
Squadra che vince non si cambia. E dunque oggi i protagonisti di Romanzo criminale tornano in una storia che accompagna i personaggi dall'ottobre del 1976 fino all'incontro con Freddo e al rapimento del barone Rosellini con cui si aprirà la "carriera" della banda.
Giancarlo De Cataldo, dunque, ci regala il capitolo zero della banda criminale ormai più famosa d'Italia. A dominare la scena, ancora una volta, è Pietro Proietti, detto il Libanese. Lo incontriamo in carcere, a venticinque anni. È ancora un ragazzo di strada, ma ha già un grande sogno: diventare il Re della Roma criminale. Con lui troveremo i compagni di sempre: Dandi, Bufalo, Scrocchiazzeppi. E poi c'è Giada, ragazza di buona famiglia, con cui il Libanese è destinato a incontrarsi e scontrarsi.
Siamo a Roma, primi anni Settanta. Il Libanese si trova in galera per una questione di armi. Qui, dopo essere intervenuto in una rissa a favore del nipote di Pasquale 'o Miracolo, si avvicina alla camorra e inizia a conoscerne la struttura e l'organizzazione. Ma il Libanese non è uno che può stare alle regole di qualcun'altro. La sua meta è un'altra: mai servo di nessuno ma solo e sempre padrone di sé stesso.
Quando esce di galera, ad aspettarlo ci sono gli amici: Dandi, il Bufalo e Scrocchiazeppi. E un affare per conto di Pasquale 'o Miracolo: una nave di droga per Roma. Ma servono trecento milioni...
Roma: regina e un po' mignotta. Roma ha bisogno di un Re, e non può essere il Terribile, un contadino vestito a festa, con i suoi ridicoli abiti eleganti e i capelli unti. Proprio a una festa del Terribile, Libano incontra Freddo, un riccetto dall'aria decisa con cui si prospetta fin da subito chiaramente la condivisione di un destino comune, e Giada, una ragazza bellissima della Roma alto-borghese, che con lui sembra aver ben poco da spartire, ma invece... Le tenerezze di un nuovo amore fanno vacillare il Libanese. Come sarebbe cambiare vita? Mettere su famiglia? Ma per chi vi è cresciuto il richiamo della strada non può essere messo a tacere facilmente. E poi Giada è una rivoluzionaria, una che vuole cambiare il mondo ed è tutta presa dagli scontri che in quei mesi infiammano le strade di Roma. Ma è e resterà una figlia di papà. Insomma, a volte sembra più un problema che un piacere, perché è una ragazza che non sta al suo posto, al posto dove le donne devono stare. Intanto Libano sa che deve sbrigarsi a trovare i trecento testoni per 'o Miracolo e per entrare in affari con i camorristi. E proprio tra gli amici di Giada gli si prospetterà una soluzione...
"La vita o è tutto o è niente": Libano lo sa, perché la strada è stata sua maestra. O dentro o fuori: la strada non ammette ambiguità. Proprio dalla strada ha anche imparato che un vero guerriero si rialza sempre, tutte le volte che cade.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    ciro andreotti

    26/10/2015 20.10.11

    Prima di diventare "L'ottavo di Roma" il Libanese era un ventenne con sogni differenti da quelli di tanti altri ragazzi della sua generazione, un ventenne privo dei medesimi stimoli di rivalsa e lotta, come potevano essere quelli di coloro che nell'agiatezza delle loro vite giocavano a fare i rivoluzionari; non scordiamoci che siamo alla metà dei '70, ovvero nel pieno cuore pulsante degli anni di piombo. Pietro, Il Libanese, invece è mosso da altri generi di rivalsa e di pensieri che provengono anche loro dalla lotta a favore di chi è cresciuto però all'interno di una baracca alla periferia di Roma e fatica ad arrivare assieme alla madre alla fine del mese. Nel mezzo si incastonano le prime schermaglie con la mala proveniente da fuori Roma e una possibile storia di amore con Giada, una ragazza bella e ricca e con la voglia di cambiare il mondo dal suo piedistallo fatto di agio e privilegi. De Cataldo decide quindi di non abbandonare ancora i suoi personaggi più celebri, anzi proietta il lettore nella Roma del 1976, quando Il Libanese, Dandi, Scrocchia e Il Bufalo, personaggi che saliranno alle cronache letterarie e ancor più nella top ten di quelle cinematografiche, devono ancora assumere le sembianze di una banda, seppure nella mente del Libanese ci sia di già il desiderio di rivalsa, di comando e di gruppo, più precisamente di un gruppo in grado di prendersi l'urbe. Il libro, che altri non è che la genesi della Banda della Magliana e di Romanzo Criminale, è un nuovo tuffo nei cupi '70, sempre narrati con fare veloce, con poche righe capaci di incastonare una trama semplice e i pensieri di un personaggio complesso nella sua violenza e inquietudine, alla fine il testo risulta difatti maggiormente sfaccettato in termini psicologici del Romanzo Criminale datato 2002, un libro però per alcuni aspetti superfluo, perché incapace di aggiungere qualche cosa di nuovo a una vicenda ben delineata e completa. Un libro che però pare già perfetto e scritto per il cinema.

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    Hyeronimus52

    28/09/2014 12.37.34

    Un romanzo ambientato nel sottobosco della criminalità di Roma, tra delinquenti emergenti, privi di ogni morale, ossessionati da un unico sogno: diventare ricchi e famosi ad ogni costo; un libro che scorre veloce senza grandi pretese letterarie da leggere in vacanza come ho fatto io.

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    Franco

    04/05/2013 11.08.05

    Che delusione ! De Cataldo è un buon scrittore di noir. Ma questo libro che ripropone i personaggi di Romanzo criminale è davvero scadente sia nella storia che nel linguaggio. Veramente pessimo.

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    Umberto Mottola

    16/04/2013 18.43.10

    Scrittura agile, chiara, accattivante, però forse la storia è un tantino "ingenua" e inverosimile. I personaggi sono ben caratterizzati e quasi tutti simpatici. Mi ha deluso il finale.

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    xante

    11/02/2013 20.47.44

    De Cataldo cavalca la serie fortunata di Romanzo criminale, raccontando gli anni della formazione del personaggio più riuscito della banda della Magliana. Lettura leggera e gradevole. Ma, poiché il confronto è giocoforza con Romanzo criminale, non può andare oltre il 3

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    francesco

    28/10/2012 21.08.13

    una rampa di lancio di 130 pagine per un libro che non decolla mai... Pochi spunti nella trama. Una breve, brutta, cara, copia di Romanzo Criminale creata da un De Cataldo ormai Demiurgo privo di idee. Consiglio a tutti di leggere Romanzo Criminale e di astenersi da leggere questo prequel. E' come guardare il film Donnie Darko e poi incappare nel vedere il seguito S. Darko.... Ecco ho provato la stessa sensazione di insoddisfazione e di attesa frustrata solo in quell'occasione,

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    Isa-27 anni

    22/10/2012 09.40.08

    Ammetto che Romanzo Criminale è molto, ma molto più bello.. Però Romanzo Criminale è impareggiabile. Questo libro mi è piaciuto soprattutto perchè ti fa rituffa nel mondo della mala romana e nei suoi personaggi.. Non eccezionale ma consigliato!!

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    Attilio Alessandro

    17/09/2012 07.10.45

    Io l'ho trovato un bel romanzo, molto pasoliniano pur senza la sofferenza e la partecipazione di Pasolini, ma sempre un bel racconto di carattere. Buona pure l'ambientazione nel periodo storico della contestazione. Ora leggerò Romanzo criminale che non conosco.

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    Marina

    01/08/2012 07.50.49

    Passo falso. Il romanzo non tiene e non fa uscire l'autore dal bozzolo di Romanzo Criminale, di cui questo è uno spin off non riuscito. Mi dispiace, De Cataldo è piú bravo di così.

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    Andrea

    30/07/2012 08.55.54

    Purtroppo anche io mi devo allineare ai giudizi negativi. Libro veramente senza capo nè coda, storia che non c'entra nulla con il bellissimo Romanzo Criminale, ma sembra fatta solo per fare soldi sulla scia del successo precedente. Sembra fatto apposta per fare una nuova serie tv. Che delusione!

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    adepat

    26/07/2012 11.37.16

    pessimo.

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    Scream

    21/07/2012 16.41.43

    Una romanzata patetica che dà si la convinzione che il libro sia stato scritto con fini puramente commerciali. Epiligo scontato, che vuol aprire gli scenari di Romanzo criminale. Soldi buttati per quel che costa in Libreria.

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    Alfonsina

    05/07/2012 13.11.58

    Nel tentativo di ripercorrere il successo di Romanzo Criminale, De Cataldo si cimenta, in queste pagine, in un racconto fin troppo "leggero". Seppur scorrevole, com'è nel tratto tipico dello scrittore, il testo è privo di contenuti originali, al punto tale da insinuare nel lettore il dubbio che esso sia stato concepito a fini strettamente commerciali. Lettura comunque piacevole e poco impegnativa da consumare nell'arco di un unico e caldo pomeriggio estivo.

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