Io sono vivo e tu non mi senti

Daniel Arsand

Traduttore: S. Prencipe
Editore: Codice
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 20 aprile 2017
Pagine: 266 p., Brossura
  • EAN: 9788875786618
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Descrizione
Lipsia, 1945. Klaus Hirschkuh, ventitré anni, torna a casa dopo una lunghissima prigionia passata a Buchenwald. Nessuno lo accoglie con calore e affetto. Nessuno ha pietà della sua magrezza scheletrica, delle piaghe sul corpo e nell'anima. Nessuno, neppure i famigliari, pensa che abbia diritto a qualche consolazione. Perché il crimine che ha commesso non è stato dimenticato: è finito nell'inferno di un campo di concentramento perché omosessuale, perché ha amato, di nascosto e disperatamente, un altro ragazzo, Heinz Weiner. Il giorno in cui i due amanti vengono denunciati sanno che la loro vita è finita. Heinz, non reggendo alla vergogna e al terrore per ciò che lo aspetta, si lancia dalla finestra prima di essere arrestato. Klaus accetta il suo destino, ma la Storia non avrà pietà di lui: cinquant'anni dopo, nel 1989, gli viene negata la possibilità di partecipare a un evento che celebra i sopravvissuti a Buchenwald, perché lui, in fondo, "se l'è cercata".

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Recensioni dei clienti

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    Giorgio

    29/08/2017 11:06:00

    Una voce che si alza per narrare orrori taciuti. Una voce che narra di tempi di tenebre attraversate da ultimi tra gli ultimi. Chi si infastidisce di fronte all'orgoglio gay o chi ironizza su di esso, dovrebbe leggere questo libro ma non lo faranno mai, non ne sono capaci. La stella rosa non è solo un simbolo di stoffa cucito su un abito in tempi oscuri ma un marchio che si continua a incidere nelle vite delle persone.

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    Flavio

    01/08/2017 14:05:57

    Accolto come un capolavoro in Francia, è il romanzo su una delle pagine più buie del Novecento ma ancor più il romanzo di chi è stato vittima delle stesse vittime nel campo di Buchenwald. Lo stile di Arsand è nervoso, spezzato, le frasi si riducono spesso a una parola, come se le parole si estinguessero incapaci anche solo a nominare ("là" è l'espressione più a lungo usata dal protagonista per indicare il campo, incapace di pronunciarne il nome). È la storia di un riscatto combattuto attraverso parole impotenti e mai ottenuto perché i triangoli rosa corrompevano l'immagine dei morti agli occhi della Germania post-nazista che non abrogò il paragrafo 175 fino al 1994. "Ben presto non ci saranno più testimoni oculari di quei tempi oscuri, e i tempi oscuri stanno tornando"

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