L' ipotesi di Copenhagen. Sulle orme di Mosè

Oscar Caplan

Editore: Fazi
Anno edizione: 2009
Pagine: 712 p., Rilegato
  • EAN: 9788864110547
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Recensioni dei clienti

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    luca

    13/09/2011 14:21:44

    Leggete questo libro è fantastico. Trama ben studiata ed avvincente. Bella introspezione dei personaggi. Ottima la preparazione scientifica. Prova limpida e scorrevole. Un vero faro nella paccottaglia pseudo religiosa che riempie gli scaffali delle librerie in questi ultimi anni.

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    mikele

    26/01/2011 12:46:05

    Uno dei libri più avvincenti degli ultimi anni....ma Caplan che fine ha fatto? quando un prossimo libro? Spero davvero presto è stata un'esperienza bellissima sfolgiare queste pagine

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    SCIC63

    06/10/2010 20:49:50

    Quando ho preso tra le mani per la prima volta il libro “L’ipotesi di Copenhagen – Sulle orme di Mosè”, sono stata quasi intimorita dalla grandezza del volume e ho pensato “chissà se riuscirò a finire di leggerlo” . Una volta iniziato, tuttavia, in breve sono giunta alla fine. La trama è avvolgente, piena di colpi di scena, con dovizie di riferimenti storici di antiche civiltà, che si agganciano, anche se in qualche tratto con un po’ di surrealismo, a situazioni attuali. Il coinvolgimento di associazioni ecclesiastiche e di poteri occulti non è una novità nella letteratura recente, ma trovo che in questo libro ciò sia descritto con una tale semplicità e naturalezza da far sembrare il tutto una realtà. Il crescendo degli eventi finali, poi, con continui colpi di scena di finte alleanze, intrecci fra i protagonisti e rapidi cambiamenti di ambientazione, crea una piacevole ansia e un frenetico desiderio di arrivare a scoprire la conclusione di tutto. È mia convinzione che questo libro potrebbe essere tradotto in una magnifica testimonianza cinematografica.

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    racso

    07/09/2010 13:51:10

    Ci sono libri destinati a segnare una svolta profonda, e l'ipotesi di Copenhaghen è uno di quelli. Ai miti della Bibbia e delle tre religioni monoteiste, il romanzo di Caplan sostituisce una risposta affascinante e credibile a domande quali: Cosa c'era al tempo zero? Da dove vengo? Chi sono? Dove vado? C'è una vita dopo la morte? La risposta non si trova nella Bibbia ma all'incrocia tra le teorie di Bohr e Einstein e l'esoterismo egiziano. La cosa sorprendente è che non solo L'ipotesi di Copenhaghen non ci impoverisce spiritualmente, ma al contrario ci fa scoprire una religione nuova, rincorrendo un raggio di luce e portandoci ai confini dell'universo, là dove non ci sono confini. Un libro davvero indimenticabile, poiché ci fa scoprire la magia nascosta dentro di noi.

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    francesca formelli

    06/09/2010 18:52:42

    L"ipotesi di Copenhaghen è molto di più del solito thriller. Ci fa scoprire i misteri dell'universo e delle nostre origini, fornendo una risposta avvincente alle domande che l'uomo si pone da sempre. Un romanzo indimenticabile.

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    Emiliano

    02/09/2010 16:30:22

    Un libro che si poteva scrivere in metà delle pagine e anche meno. Inutili e pesanti, secondo me, i capitoli ambientati nell'antico Egitto. Dimenticabile.

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    alessandro

    24/03/2010 15:46:51

    l'ipotesi di copenhagen lo trovo scorrevole e avvincente, spesso caratterizzato da qualche ironia.Resta complicato avere a mente tutti i personaggi. Esiste un autore che in calce descrive i ruoli di tutti i protagonisti. Straordinario nelle descrizioni storiche e bibliche. Segnalo un unico difetto: si tratta di un testo troppo pesante ci si potrebbe fare ginnastica. Voto 7.

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    francesca53

    22/03/2010 22:26:32

    Un libro avvincente dall'inizio alla fine, tanto da rimpiangere che il romanzo sia di sole 700 pagine. Oscar Caplan ci guida attraverso tremila anni di storia, dall'Egitto esoterico di Akhenaten ai giorni nostri, con tappe nella Biblioteca di Alessandria, nella Firenze dei Medici, nel Duomo di Siena, nei monasteri del Monte Athos e infine nel deserto del Nord dell'Arabia Saudita(l'antica Terra di Midian), con una sosta importante nel mondo di Bohr e Einstein, un mondo dove uno arriva a destinazione prima ancora d'essere partito. Con uno stile letterario forte e distinto, Caplan ci fa scoprire il mistero della vita nascosto dentro di noi, a un crocevia tra esoterismo, relatività e misticismo orientale. Grazie all'archeologia biblica, alla storia e all'analisi filologica dell'antico ebraico e dell'egiziano ieratico, l'autore spazza via la Bibbia, dimostrando con fatti inoppugnabili e con una logica stringente che nel libro più venduto del mondo, da sempre, non c'è una sola parola di vero. Eppure L'ipotesi di Copenhagen, invece di inpoverirci culturalmente, ci propone una religiosità nuova e intrigante, che mi ha riportato alla mente la musica e certe immagini di 2001 Odissea nello Spazio. Un cinque con lode a Caplan, ma uno zero senza appello a Fazi Editore. Mesi fa, nella metropolitana di Roma, ho letto lo slogan: "Se ti piace Dan Brown, amerai Oscar Caplan", una pubblicità che mi ha disgustata, tanto che mi ero ripromessa di non leggere mai il libro. Domanda a Fazi Editore: cosa c'entra Dan Brown, uno scribacchino che scrive solo clichè da supermercato, con Oscar Caplan, un autore che affascina il lettore per la profondità dell'analisi introspettiva e per quella sua sottile ironia, sempre presente? Un vero peccato che un libro della statura di L'ipotesi di Copenhagen sia stato dato in pasto al pubblico con una pubblicità di così bassa lega. Un consiglio a Oscar Caplanm se mi posso permettere: che cambi editore.

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    BigPaul56

    18/03/2010 12:10:54

    Semplicemente stupendo! Letto tutto di un fiato. Certo a un certo punto ti sembra di aver perso il filo, per i tanti collegamenti e i riferimenti storici, ma la parte finale (le ultime 200 pagine) sono un crescendo mozzafiato di situazioni, ma soprattutto di considerazioni filosofiche veramente interessanti. Consigliato alla grande.

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    Sydbar

    28/02/2010 08:35:20

    Davvero una buona lettura anche se lo stile dell'opera chiede anche alcune pause e riflessioni. Il contenuto è davvero variegato ma assolutamente sorretto da un'ottima trama, poi mi sono sentito davvero fortunato perchè alcune particolarità di alcuni monumenti sia in Italia che in Egitto, menzionati nel libro, li avevo sia notati che fotografati non più di un anno fa in alcuni viaggi da me fatti. Bellissimo il risvolto esoterico. Diciamo che nel complesso il libro risulta piacevole alla lettura soprattutto per gli amanti dell'esoterismo, dell'arte egizia e delle tre grandi religioni monoteiste. Non capisco perchè in alcune recensioni si faccia riferimento ad altri scrittori, per me questa è un'opera ben scritta da Caplan. Consigliata la lettura a chi ha voglia di varcare la soglia di un confine con l'infinito. Capirete leggendolo il perchè di questo mio ultimo consiglio. Buona lettura. Syd

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    ernesto ardoino

    26/01/2010 16:28:14

    Primo libro letto di caplan e grande sorpresa in positivo.Nonostante il genere ormai inflazionato la trama le idee ed i vari parallelismi sono decisamente intriganti,personaggi ben caratterizzati come anche i dialoghi farciti talora di una simpatica ironia.Da sottolineare la cura di particolari storici e scientifici descritti in modo comprensibile anche ai profani senza cadere nella facile prolissità.Da consigliare agli appassionati e non solo; i temi seppur fantasiosi lasciano fantasticare sulla loro eventule ed affascinante ipotesi.Per gli amanti della ragion di stato,del super razionale a tutti i costi rivolgersi altrove....a coloro che comprano i libri leggendo la trama va bene così.

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    marcello

    25/01/2010 09:55:59

    Direi illeggibile. Mi dispiace essere cosi cattivo ma non posso fare altrimenti. Da una settimana ho iniziato questo libro e a fatica sono arrivato alla centesima pagina. Troppe date troppi nomi troppo tutto.di Dan brown ce n'e' solo uno Caplan mi sa che devi cambiare genere. rimpiango i 20 euro spesi ma io questo libro lo metto da parte. Leggere e' e deve essere un piacere e questo libro e' davvero il contrario. Scusate lo sfogo.

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    lisa

    25/01/2010 08:55:51

    Pensi di avere tra le mani un poderoso thriller che forse si dipanerà fra il cupolone e Copenaghen. Invece, pagina dopo pagina, ti ritrovi un amico che ti racconta una storia avvincente, ti porta per mano nella “Storia” vera molto ben documentata. Ma soprattutto questo amico ti ripropone gli interrogativi ed i dubbi che tanto spesso ti sei posto e hai lasciato sospesi. E con razionalità e pensiero positivo ti indica l’orizzonte.

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    rod

    24/01/2010 09:45:10

    Non ci sono mezze misure nel giudizio dei recensori: o 1 o 5. Questo libro o lo si ama o lo si odia, ma certo non lascia indifferenti. E’ riduttivo definirlo thriller perché la godibilissima ed incalzante avventura del protagonista, alla ricerca delle cause che hanno portato alla morte del fratello, in realtà è solo il filo che unisce una approfondita e ben documentata ricerca archeologica, storica, esoterica e scientifica . Le molteplici forze esterne che plasmano ed interferiscono nell’avventura sono le stesse che hanno interferito, interferiscono ed interferiranno nella vita di tutti noi: opus dei, massoneria, servizi segreti, gruppo bildenberg (l’organizzazione che controlla la finanza e l’economia mondiale). Il tema e la trama del libro possono, ad un primo e superficiale approccio, risultare inquietanti per il credente ebreo, cristiano o mussulmano. In realtà , contengono un profondo messaggio di fede che si trova all’incrocio tra la relatività di Einstein, il pensiero zen e il Libro dei Morti della teologia egiziana. Una fede basata sulle magiche possibilità del nostro Universo e sul mistero della vita, nascosto dentro di noi. Profondo e avvincente. Da non perdere Voto 5/5

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    l'indiscreto

    13/01/2010 14:28:50

    non credo che si debba svelare la trama di un libro quando si scrivono i propri pensieri .. detto questo credo che Caplan abbia scritto un buon libro che deve essere letto senza la pretesa di confonderlo con la verita'. romanzo e' romanzo rimane, con errori e omissioni come di solito una storia inventata prevede. leggetelo.

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    fabio80

    12/01/2010 12:29:28

    Questo libro di Oscar Caplan è semplicemente splendido. Un romanzo che apre all'esoterismo tradizionale e ai misteri egizi come nessun'altro nel genere fino ad ora ha fatto. Dan Brown ha semplicemente preso un libro di Laurence Gardner e ci ha infilato qualche coriandolo di immaginazione e di Opus Dei: non sono d'accordo con chi paragona i due autori, sminuendo Caplan. Ha qui infatti affrontato magistralmente una ricerca immensa e corretta nel mondo dell'archeologia, dell'esoterismo,della fisica quantistica, della storia delle religioni, e delle società segrete, tessendo una trama avvincente e complessa, ricca di momenti al cardiopalma.. E i personaggi.. Alla fine del libro mi sono sentito orfano. Chiunque sia anche solo vagamente interessato di esoterismo troverà in questo libro molto per cui entusiasmarsi: si dà uno sguardo nel Sancta Sanctorum dei misteri egizi, si incontrano Ficino, Pico e la polvere di proiezione, Mathers, Akhenathen e la sua iniziazione, il grande mistero celato dietro alla Manna biblica, pratiche meditative (anche se il monastero in Nepal si chiama Kopan non Kopal), una nobildonna chiaroveggente che abita sotto un ponte sulla Senna, la Fonte Eterna.. Per di più tutti gli elementi sono introdotti con coerenza con la Tradizione,è palese la lunga e accurata ricerca dell'autore. Anche la Massoneria è trattata con cognizione e senza le classiche trovate sensazionalistiche che fanno ridere chiunque la conosca da vicino. Secondo me questo libro è il primo potenziale best-seller che abbia le carte in regola per entrare persino nelle librerie esoteriche. Cosa rara, anzi, unica.

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    Paolo

    07/01/2010 14:28:38

    L'ipotesi di Copenhagen colpisce al cuore il monoteismo, dimostrando con fatti incontrovertibili che la Bibbia è un mito nato durante la cattività dei giudei a Babilonia. Mosé era un faroone egiziano e YahWeh un dio vulcano adorato dai Keniti della Terra di Midian. Caplan, attraverso un percorso tutto suo, arriva alle stesse conclusioni di Freud e a quelle di noti archeologi quali Finkelstein. Tutti noi, sia quelli che vanno in Chiesa che quelli che hanno smesso d'andarci, siamo cresciuti con i miti della Bibbia: miti che, noi volenti o nolenti, si sono radicati nel nostro subconscio,anche se "nella Bibbia di vero non c'è un accidenti di niente", come dice il professor Hofman di Losanna. Eppure il libro di Caplan non mi ha impoverito: tutt'altro, poiché l'autore, attraverso i tre personaggi principali, ci fa intravedere un dio diverso, nascosto dentro di noi, e lo fa in modo intrigante. Caplan ci fa percorrere tremila anni di esoterismo, partendo dalla morte sospetta di Pico della Mirandola e da una misteriosa "polvere bianca" che Theo scopre nel Duomo di Siena. Sfrecciando attraverso una successione di scene incalzanti, ci riporta ai tempi di Akhenaten, dimostrando che la manna biblica,i coni di Pane Bianco degli alchimisti egiziani e i "coni del tempo" di Einstrein sono la stessa cosa. Grazie ai "mondi paralleli" del continuo spazio-tempo e all'interpretazione di Copenhagen, i tre protagonisti cambiano profondamente: Théo ritrova se stesso grazie al "dio delle opportunità perdute", monsignor Guzman grazie ai "suoni neri" del duende di Lorca e Akhenaten grazie alla luce della Festa delle Lucerne. E anche il lettore si sente cambiato, grazie alla magia dell'"ipotesi di Copenhagen" proposta da Théo. Caplan ci dimostra che "Dio"- un Dio che non ha niente a che vedere con le favole della Bibbia- è distante solo un salto quantico. L'ipotesi di Copenhagen è un libro che ci arricchisce come esseri umani, facendoci scoprire la magia nascosta dentro noi stessi. E'un libro magnifico.

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    Fabio

    07/01/2010 09:13:29

    L'ipotesi di Copenhagen è un'autentica ricerca esistenziale,da Akhenaten ad oggi."L'osservatore influenza la realtà osservata",ha detto Bohr:partendo dall'"interpretazione di Copenhagen" Caplan ci fa scoprire un Dio diverso,nascosto nel nostro DNA. Questo romanzo si distingue da qualunque thriller io abbia mai letto. Nelle librerie ho letto lo slogan:"Se ti piace Dan Brown, amerai Oscar Caplan". Sbagliato.L'ipotesi di Copenhagen è molto di più dei libri di Brown e quello slogan fa torto a Caplan.L'autore dimostra una ferrea padronanza degli argomenti trattati, tanto da chiedersi di quali fonti egli abbia disposto.Chi è Oscar Caplan?È uno pseudonimo?Chi si nasconde sotto questo nome?Cosa è che lega il Gruppo Bilderberg all'Opus Dei: le informazioni che l'autore ci fornisce,non solo su Bilderberg ma anche sull'operato della Chiesa Cattolica in Sud America durante gli anni della Teologia della Liberazione,ci danno una visione completamente diversa,e,temo, molto più aderente alla realtà,del pontificato del Papa Slavo (Giovanni Paolo II),e ci fanno capire l'influenza di un'organizzazione come l'Opus Dei sulle politiche del Vaticano.I fatti sulla scoperta della tomba di Tutankhamen e al "papiro mancante"(che racconta la vera storia dell'Esodo biblico)non possono essere il frutto dell'immaginazione dell'autore:Caplan è arrivato a studiare i diari di Carter e a recuperare le lettere di lord Carnarvon,che dimostrano l'esistenza del papiro.Dov'è finito il papiro? Negli archivi dell'M16 o in quelli del Gruppo Bilderberg?Se lo scenario di Caplan dovesse riflettere la realtà,due miliardi di credenti capirebbero d'essere stati beffati,ma non solo questo:ci troveremmo di fronte a un nuovo ordine mondiale,con uno Stato di Israele spazzato via dalla carta geografica. Quali sono le fonti dell'autore?Esperienza personale?L'ipotesi di Copenhagen è un libro destinato a suscitare domande e polemiche, poiché, diversamente da da un Codice da Vinci(basato su una beffa), qui ci troviamo di fronte a fatti inconfutabili.

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    wallenquist

    04/01/2010 21:48:16

    Sono concorde con chi dice che questo libro è una immane fesseria.Sono stufo di leggere storie scarnificate zeppe solo di pseudostoricismo,anticlericalismo,servizi segreti,massoni e quant'altro, ha ragione chi sotto ha scritto "strano che non ci sono gli UFO" Questa prostituzione dei pensieri denigra la letteratura, per fortuna me lo hanno regalato, io non finanzio certe industrie,faccio presente che sono iscritto alla facoltà di fisica e non mi piace pensare che alcune teorie, ben descritte dall'autore, siano così vendute come carne da macello.Beh se l'autore voleva affascinare poteva fare prima a fare il ricercatore, visto che è un chimico, ma forse la SCIENZA vera non PAGA, perchè non sta sotto padrone, meglio quindi lucrare descrivendo le ultime teorie della fisica quantistica.Leggetevi un libro di fisica, quello si che vi arricchisce, oppure ci son tanti libri divertenti o tanti altri gialli di autori meno conosciuti e letterariamente più validi, io di queste cospirazioni millenarie ne ho piene le scatole, ma dico voi non siete stufi?Non è bastato il Codice Da Vinci?Scusate la polemica, adesso siete pure liberi di insultarmi.

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    Mike

    04/01/2010 10:45:27

    L'ipotesi di Copenhagen è un thriller teologico che mina alle fondamenta le tre religioni monoteiste, dimostrando con l'archeologia, la filologia e la la storia che la Bibbia è solo mito, come lo sono Mosé e il Dio dell'Antico Testamento. Cio' che mi ha colpito è l'abilità con cui l'autore è riuscito a coniugare narrativa,storia della religione, esoterismo e fatti storici, collegando epoche distanti come la Firenze neoplatonica di Lorenzo de' Medici e l'Egitto della 18.a dinastia,e personaggi distanti come Pico della Mirandola e il faraone Akhenaten. Nonostante il romanzo sia denso di dati storici, archeologici e religiosi, Caplan riesce a tenere sempre desta l'attenzione del lettore e non solo questo: il suspense segue una curva crescente, tanto che finito un capitolo si è talmente curiosi di sapere "come andrà a finire" che si continua con quello successivo, anche a tarda notte. Nonostante il romanzo dimostri che la Bibbia è una bugia che dura da 2.500 anni, sorprendentemente il romanzo è un affascinante atto di fede nella magia dell'universo e dei misteri nascosti dentro noi stessi. Caplan ci guida alla scoperta di una fede diversa, a mio giudizio più affascinante di quella della Bibbia, e lo fa fondendo l'esoterismo di tremila anni, le idee di Freud e la fisica quantistica di Niels Bohr. Le parole con cui Caplan ci propone la differenza tra "ipotesi di Copenhagen" e la "intrepretazione di Copenhagen" di Bohr sono estremamente intriganti, poiché ci fanno scorgere la divinità nascosta dentro noi stessi, all'incrocio tra un corriodoio del tempo e uno dei "mondi paralleli" della fisica quantistica, distante un salto quantico dal mondo a tre dimensioni che ci impedisce di comprendere i misteri del cosmo. L'ipotesi di Copenhagen è Un libro avvincente come pochi, destinato a un sicuro successo, anche se tra molte polemiche.

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