Editore: E/O
Collana: Dal mondo
Anno edizione: 2016
Pagine: 207 p., Brossura
  • EAN: 9788866327363
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    cristina

    02/02/2018 09:00:30

    Un romanzo che forse ho letto al momento giusto, con questo desiderio di sole, mare, e isole minori e isolamenti dal mondo. Scritto molto bene, scorrevole. Credevo che gli eventi politici di cui si accenna in quarta di copertina fossero molto più "presenti" e questo mi aveva un po' fatto dubitare sul fatto che potesse piacermi, invece sono narrati (mi riferisco ovviamente alla vicenda della strage di Piazza Fontana) in maniera addirittura interessante visto che mi hanno spinto a cercare qualcosa in più di quell'episodio). Speriamo in un nuovo romanzo dell'autrice.

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    BLOG Letture a briglia sciolte

    20/01/2018 09:16:06

    Un romanzo che attraversa quaranta anni di storia, attraverso due avvenimenti. Il primo è un episodio che non è riportato in alcun libro di storia e che in pochissimi sanno: nel 1976 Franco Freda e Giovanni Ventura, ossia i due imputati della strage di Piazza Fontana a Milano, vengono mandati al confino sull'isola del Giglio, causando negli isolani accese proteste e il blocco del porto, alle quali è seguita la condanna dei manifestanti. Il secondo - più chiacchierato - è quello del gennaio 2012, il terribile naufragio della nave da crociera Costa Concordia. L’autrice, che ha passato l’infanzia sull'isola del Giglio, racconta la storia di una famiglia inserendone i due eventi storici. La voce narrante è quella di Teresa, figlia minore di una mamma comunista - a sua volta figlia di una partigiana, nonna di Teresa - e di un goffo padre edonista. Teresa ha una sorella maggiore, Caterina. Ecco come Teresa descrive il confronto tra sé e sua sorella: "Caterina il sole, io nella sua ombra. Caterina che piange di rabbia, io che rido per niente. Caterina e le sue storie, io il suo pubblico. Caterina l'avvocato, io il cliente assolto. Caterina rossa, tra i rovi e l'erba secca, io mora, tra i papaveri e le ginestre. Caterina continente, io isola minore." Queste invece le prime parole con le quali Teresa descrivere l'isola: "Fino a metà ottobre sedici di minima, ventisette di massima, mare calmo, spiagge deserte. Solo cinque tipi di rumori: acqua contro scogli, acqua contro scavi, motori a scoppio, grida di uccelli, voci umane." Un romanzo intenso dove fa da sfondo la forza magnetica del mare e una natura selvaggia.

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    Antonella

    30/08/2016 09:26:59

    Una storia incredibile che rimane dentro in ogni sua pagina, con tutta la sua intensità. I sensi si lasciano trasportare dall'isola sullo sfondo che accompagna l'intera vita di Teresa. Il mare e la sua famiglia saranno sempre con lei. Poche pennellate per descrizioni stupende di personaggi e luoghi. E poi la Storia vera con l'impatto che ha sulle nostre vite. Una bella scrittura per un libro indimenticabile!

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Il romanzo d’esordio di Lorenza Pieri ha il pregio grande e raro, almeno nella narrativa italiana contemporanea, di parlare di alcuni eventi cruciali del passato, ma di farlo senza confinarli in un romanzo storico. Li cala invece nella vita quotidiana, in? una famiglia che per il fatto stesso di essere cittadina ?di questo paese, quegli? eventi li ha vissuti e ne ?è sopravvissuta. Lo fa,? cioè, nel modo che più ?somiglia alla realtà, traendo da quei fatti il materiale da costruzione per i suoi personaggi e servendosene per plasmare i caratteri e le aspettative.

Nel romanzo quindi seguiamo le vite di superstiti di una strage fascista, di chi si mobilitò contro le trame oscure degli anni di piombo, dei soccorritori dei naufraghi del più assurdo ed emblematico incidente di mare che si ricordi, quello della Costa Concodia. Perché è proprio al Giglio che è ambientato il romanzo e l’isola è, fin dal titolo, co-protagonista, una co-protagonista indifferente e inscalfibile, sul cui granito si dipana a tratti la vita dell’altra “isola minore”, Teresa, voce narrante e figlia piccola di una coppia stabilitasi al Giglio dal Continente. (…) Crescendo Teresa scopre che gli isolani non sono affatto isolati: la storia arriva anche lì come memoria indicibile di alcuni o materialmente, come nell’agosto del 1976, quando la Corte d’Appello di Catanzaro decise di scarcerare per decorrenza dei termini Giovanni Ventura e Franco Freda, imputati per la strage di Piazza Fontana, e ne dispose il soggiorno obbligato al Giglio. Gigliesi e turisti reagirono mobilitandosi per impedire lo sbarco dei neofascisti; i manifestanti furono processati per blocco navale, unici condannati in un procedimento collegato alla strage di Piazza Fontana. tra loro ci sono, nella finzione narrativa, i genitori di Teresa.

Isole minori è un libro che viene da lontano; Pieri ci si è dedicata per quasi un decennio proprio partendo dal presupposto che nemmeno sull’isola si è al riparo dalla storia. E in perfetta consonanza con questa idea motrice, nel gennaio del 2012, la storia si è schiantata sull’isola (…). Quando il romanzo era ancora in cerca di una sua forma definitiva quella forma si è imposta con la prepotenza del fatto reale e la sua autrice ha trasformato il naufragio in sostanza narrativa (…). In questo dimostra un sicuro talento. Più ancora lo dimostra, nella prima parte del romanzo dedicata all’infanzia di Teresa e di sua sorella, quando fa rimasticare alla loro fantasia di bambine lo strazio di Piazza Fontana sotto forma di una memorabile fiaba e l’assurdo di una strage fascista in un compito di scuola che serve alla sorella maggiore per tentare di schiacciare Teresa nel ruolo di “isola minore”.

Recensione di Michela Volante