Italia de profundis - Giuseppe Genna - copertina

Italia de profundis

Giuseppe Genna

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Editore: Minimum Fax
Collana: Nichel
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 10 novembre 2008
Pagine: 348 p., Brossura
  • EAN: 9788875211875
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Giuseppe Genna porta qui agli estremi l'operazione chirurgica su se stesso e l'Italia. Convoca i lettori in una sorta di Stonehenge fatta di storie. Si formano sotto i nostri occhi episodi di un'autobiografia impazzita, rivelazioni plausibilmente autentiche di quanto il personaggio "Giuseppe Genna" ha vissuto: il drammatico ritrovamento del cadavere del padre, in un'atmosfera lynchiana, una tardiva autoiniziazione all'eroina, l'esplosione dell'iracondia in una forma che guarda alla scrittura di Burroughs e l'intervento attivo e criminale nell'eutanasia di un caso simile a quello di Piergiorgio Welby. Fino all'avventura surreale in una estate solitaria presso un villaggio turistico in Sicilia, dove le tessere di questo racconto scomposto trovano una soluzione che è esilarante fino all'inabissamento finale. Fiction reale o realtà finzionale, questo libro pretende e concede un atto d'amore assoluto, formulato come appello al lettore, affinché sia cancellato l'autore e si ascolti l'inquietante risata con cui Genna stesso e l'Italia vengono seppelliti.
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    William Dollace

    16/09/2014 18:10:41

    Un rigor mortis l'incipit, un rigor mortis sviscerato sfoderato e sgranato come un rosario, la Scansione della disgregazione. Quattro videofilamenti colano dalla teglia in caldo, usare le presine prego Booktrailer 1. Coma. Placenta. Urla. "Gennnaaaa, E' quasi magia, Gennaaa" Immaginario collettivo frantumato, l'inferno coerente del silenzio, coerenza della fine, pastiche neo-tv-classico "bravo ! bravo !" in un log-in rabbits tutto goal-italiano con tanto di videorisate isteriche preregistrate e il dramma e il dramma e la nebbia Jazz De Profundis dipanata sui materassi della tv fra i gemelli Derrick e la catapulta infernale, il Divo, folle aggregate senza monte e sermone, Bignami iperperlustrati, politica effettata da copertina, la catapulta pop infernale e il Pasolini incendiario. Grande italia - Piccola Italia in 47's rooms - "Forse stiamo sognando o forse stiamo solo morendo" Campioni del mondo. Luce spenta luce accesa, persona non-persona, l'Empire emette il suo gas, i suoi tentacoli, le sue spire. I mille IO e una notte. Mille pacche sulle spalle un microfono qualche sorriso. L'io è l'isola che non c'è, un buco nero identitario elitario esploso. Mina vagante crivellata, metalivellamento globale del metalivello. Narcisismo inchiodato e incrociato nella vetrinetta circondata dalle cornici della materializzazione sensazionalistica. Moltiplicazione dell'IO. Virus dell'IO. Corpo scosso e rifrazione dello stesso IO. Azione e Ultim/azione. Apocalisse. Howl frammentato nella dipendenza, lampeggianti ambulanti scalfiscono il cielo notturno nelle allucinazioni neon sovrane, cuori che battono e sbattono fuori dai corpi come lampadine destinate ad estinguersi. E' il tramonto. E' l'Estinzione. E' l'oblio. È il ricordo di un io altrove in forma teatrodrammatica "Foravo il tempo con lo sguardo, incapace di capovolgersi in quel preciso momento" ?.. "Chi ero? Ora e allora. Chi eravate? Chi siete?"

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    Giacomo Coccolini

    22/05/2010 23:55:04

    Bellissimo. Dove trapela e, a volte, esplode una solitudine stellare. Brani di 'vita', dove l'uomo emerge senza schermi, il cervello è sempre all'opera, dove nel titolo Italia De profundis balugina in special modo soltanto la sua vita de profundis. In ogni senso.

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    rob.raffo

    09/01/2010 07:10:25

    Ho cercato di finirlo per due volte ma...ho deciso di venderlo. Bravo Genna, scrivi veramente bene...

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    parloschi

    03/12/2009 18:03:40

    genna é completamente pazzo ma certo non scemo!

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    Elisa

    24/01/2009 14:29:06

    Bravo! Scrittura intensa del caos in cui viviamo

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    matteo de andrade

    21/01/2009 23:42:37

    Un capolavoro. Il libro DEFINITIVO sull'Italia. Secondo me il miglior Genna di sempre. Da leggere, meditare, assorbire e diffondere.

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    Iannozzi Giuseppe

    19/01/2009 22:21:00

    Un libro senza né capo né coda: un copia taglia & incolla. In pratica: un pasticcio.

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    Marco

    11/01/2009 00:55:21

    Il primo libro di Genna che ho letto, forse è stato un errore. Se avessi cominciato da un suo romanzo, forse, avrei avuto una "storia" e non la biografia compiaciuta di un uomo che, dopo poche pagine, ho ampiamente capito. Anche se l'autore tende a rimanere nel mistero della finzione non-finzione, è chiaro come il sole il gioco di autocompiacimento cui sottopone il lettore: l'intero libro è un affermarsi del suo ego, secondo me, assai smisurato. Non vorrei sembrare eccessivo ma l'uomo Giuseppe Genna rientra in una categoria ben precisa: l'intellettuale che sa di esserlo e se ne vanta in continuazione, l'intero libro ne è la riprova. E l'uomo che compie una qualsiasi azione non per viverla, ma per dimostrare al prossimo che fa parte dell'essere un intellettuale. Persino quando racconta un'esperienza di droga (forse vera? forse no?), con lo scopo preciso di imitare Burroughs, la fa sembrare una cosa artistica, necessaria al processo di accrescimento culturale cui ambisce. Sarà simbolico? Sarà per amore, dice nel libro. Il festival del cinema di Venezia, cui è chiamato come giudice, è un altro modo per continuare la figura dell'artista incompreso, che giudica i film non in base alle sensazioni ma pensando a come il simbolismo di questo o quel film possa essere mal compreso dal pubblico ignorante, provocando in lui, sopraffino cultore, gaudio e compiacimento. Tutto ciò esposto con un lessico forbito si, ma inopportuno, mirato a dare ancora più vita alla figura di intellettuale cui brama avidamente. Leggendo il libro mi è sembrato che Genna abbia paura di non essere considerato tale (un intellettuale), l'intera opera è un continuo affermare sé stesso, noioso e ripetitivo. Genna dice di non amare il suo corpo, di odiarlo, ma solo perchè è troppo innamorato della sua mente. Ho capito il tipo.

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    sergio colombo

    09/01/2009 11:44:15

    Genna risulta sempre in qualche modo profetico e intensissimo nella sensibilità a pelle scoperta, ma questo lo rende febbricitante nello scrivere in piena. Uno scrittore dovrebbe asciugare e togliere, come i registi che Lui ama non fanno affatto. Comunque rimangono sempre impresse molte immagini e situazioni, da ricordare con inteso odio, come spesso è il suo. Forse manca il distacco seppur crudele dei fratelli Cohen.

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    nicola

    08/12/2008 12:31:49

    Libro bellissimo e importante, vivamente consigliato. Possiamo dire che in Italia abbiamo un nuovo grande scrittore. Inoltre colgo, nella scrittura genniana, i germi del proprio superamento e il preludio a nuovi sbocchi contenutistici e formali ancora più sorprendenti ed efficaci. Aspetto il prossimo.

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    fleur

    30/11/2008 13:26:31

    Questo secondo me è il miglior libro di Genna. Chi ha amato il "Dies Irae", ci troverà il completamento di un lavoro fatto su se stesso, sull'Italia e sulle posizioni poetiche che Genna ha pubblicato soprattutto in Rete in questi ultimi anni. E' una specie di autobiografia di cui non si riesce a sapere cosa sia vero o falso, ma non importa niente saperlo. E' un libro a nervi scoperti, per questo mi sembra importante. Lo consiglio, sinceramente, anche se immagino che molti polemizzeranno, capendo poco di quello che Genna ha fatto. Speriamo non sia l'ultimo, perché dà quest'impressione: il libro finale di uno scrittore.

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  • Giuseppe Genna Cover

    "Diplomato al liceo classico Berchet e non laureatosi alla facoltà di filosofia dell’Università Statale, il Genna ha iniziato a lavorare nell’editoria molto presto, grazie all’editore Crocetti, che lo ha arruolato nella truppa che operava all’uscita mensile dell’eroica rivista Poesia. Prima di tale esperienza, il Genna era passato sotto il magistero del poeta Antonio Porta, scomparso il 12 aprile 1989.Successivamente, viene chiamato a collaborare presso la Presidenza della Camera dei Deputati, con un incarico che concerne l’organizzazione di manifestazioni artistiche e un lavoro più tecnico che gli permette di studiare da vicino gli atti e il funzionamento di commissioni governative quali quella sulla P2, sulle stragi e terrorismo. Risiede... Approfondisci
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