Johnny il seminatore - Francesco D'Adamo - copertina

Johnny il seminatore

Francesco D'Adamo

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Editore: Fabbri
Collana: Contrasti
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 26 gennaio 2005
Pagine: 145 p., Rilegato
  • EAN: 9788845110214

Età di lettura: Da 13 anni

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Johnny è un giovane soldato. Quando torna da Laggiù, dove ha fatto il pilota di guerra, il paese lo accoglie come un eroe. Ma lui non si sente un eroe. Lui è tornato perché non vuole più fare la guerra. E questo non piace a tante persone, a tutti quelli che sono convinti che invece la guerra è giusta, legittima, giustificata. Ma non c'è guerra che sia giusta. È il pensiero di Johnny e dei pochi che sono disposti a schierarsi dalla sua parte. Età di lettura: da 13 anni.
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    Bookman 101

    23/06/2013 13:25:02

    Bellissimo.Un libro che fa capire davvero cos'è giusto,cos'è sbagliato,ma soprattutto cos'è la morte e la guerra.Un Francesco D'Adamo come non ce lo si aspetta mai.Grande prova d'autore.

D'Adamo ha costruito un racconto in cui realismo e simbolismo, visionarietà e metafora si intrecciano per darci il senso dell'inutilità, malvagità intrinseca, distruttività assoluta (anche delle coscienze e dei mondi interiori) della guerra, smascherando l'ipocrisia, il falso perbenismo, l'indifferenza, il menefreghismo che si agitano intorno a questo fenomeno. Johnny, il bello, il più bravo a scuola e nello sport, il figlio che tutti vorrebbero avere, parte per la guerra Laggiù, tra gli evviva del paese. Quando torna è un altro: Laggiù non ha portato Democrazia, Pace, Libertà, ma ha bombardato nemici con la barba lunga e le ciabatte, ha "seminato" due milioni di mine destinate a donne, vecchi, bambini, pecore. Ora il paese gli si rivolta contro, gli dà del vigliacco, del traditore. Johnny è come "un foruncolo sul didietro e i foruncoli vanno eliminati", è costretto a (o decide di) andare via. Il romanzo è duro, intenso, non consolatorio, come una mano che ti afferra e ti stringe le viscere. Anche se rischia di apparire un po' costruito, pedagogico. Nella postfazione l'autore dà alcune informazioni sconvolgenti su tutti i vari Laggiù, che sono paesi poveri abitati da gente povera e dove c'è la guerra. Oggi nel mondo ci sono in atto ventotto guerre o genocidi, negli ultimi dieci anni due milioni di bambini sono stati uccisi e sei milioni feriti o mutilati, i bambini-soldato sono trecentomila, dal 1975 più di un milione di persone, soprattutto bambini, sono stati feriti dalle mine; nella prima guerra mondiale vi sono stati quindici milioni di morti, di cui solo il 5 per cento civili, negli ultimi cinquant'anni i morti in guerra sono stati ventisette milioni, di cui il 95 per cento civili. Infine D'Adamo pone una domanda: ci sono guerre giuste e necessarie? E invita i giovani lettori a cercare le risposte, ma non evitare le domande. Per ogni copia mezzo euro va a Emergency.

Fernando Rotondo

  • Francesco D'Adamo Cover

    Francesco D’Adamo è nato nel 1949 a Milano, dove vive e lavora. Scrittore, giornalista e insegnante, è stato tra i primi, agli inizi degli anni ’90, a percorrere la strada del noir all’italiana. Nel 1999 ha esordito nella narrativa per ragazzi col romanzo Lupo Omega (Edizioni EL), finalista ai premi «Cassa di Risparmio di Cento», «Città di Penne» e «Castello» di Sanguinetto. Il suo romanzo Storia di Iqbal, «Premio Cento 2002», tradotto e pubblicato negli Stati Uniti, nel 2004 è stato segnalato dall’American Library Association come libro «raccomandato e degno di nota», e ha avuto il «Premio Christopher Awards (USA)». Nel 2019 esce il libro Jhonny il seminatore, un... Approfondisci
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