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Daria Bignardi

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2010
Pagine: 214 p. , Rilegato

89 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

  • EAN: 9788804601982

Recensioni dei clienti

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    Gianluca

    19/02/2014 15.05.46

    La storia non è eccezionale ma si lascia leggere con molta tranquillità. La Bignardi, come sappiamo, scrive bene ed è scorrevole. Non lo definirei un libro pesante bensì un libro con poco da raccontare anche se qualche frase degna di nota che porta a riflettere l'ho trovata. Lo consiglio come lettura non impegnativa, nulla di più.

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    luciano

    28/08/2013 20.37.58

    Un libro che ho letto perchè l'acustica perfetta mi era piaciuto molto. Purtroppo tutto un altro libro senza nessuna emozione. concordo con altri cui il libro non ha fornito nessun momento di riflessione. Peccato perchè la Bignardi scrive bene ma se non si ha niente da raccontare anche se scritto bene non può esser sufficiente.

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    Cinzia - Madame Selle 28

    04/08/2013 18.44.17

    Non rientrerà a far parte dei classici del XXI secolo ma comunque è un libro ben scritto, scorrevole e che sa far compagnia. E' divertente il libro così come la protagonista, tutta sbadata ma inconsapevolmente brava. Un brava anche all'autrice che con trame banali sa tirar su dei libri positivi.

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    sara

    13/05/2013 17.49.18

    a me non è dispiaciuto affatto, sarà per simpatia verso la bignardi, sarà per la scorrevolezza del testo; di certo non è un capolavoro, né un libro da rileggere, ma resta comunque un buon passatempo per le serate di lettura!

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    Valter

    05/04/2013 11.30.26

    Daria Bignardi è un'ottima conduttrice televisiva e un'accettabile scrittrice. Quest'ultimo romanzo è scritto meglio del primo (Non vi lascerò orfani), ma manca di originalità. È comunque una lettura molto piacevole che rende bene il carattere nevrotico della protagonista.

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    Roger

    09/08/2012 18.17.47

    Dispiace doverlo dire, ma l'unica cosa veramente "pesante" di questo libro è la sua trama.

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    AgapitoMalteni

    22/03/2012 14.15.04

    Altalenante, discontinuo, incoerente. In tutto. Un lungo puzzle. No, neanche tanto lungo. Il personaggio narrante, Eugenia, narra una gioventù bulimica di esperienze che l'ha portata ad essere una donna di 42 anni di successo ma irrisolta. Giovane, salta di amore in amore di lavoro in lavoro e di città in città fino a trovare il padre dei suoi figli, una brillante carriera da regista e Milano. Incoerente e fredda. La narrazione idem. Le frasi hanno l'aria tagliente del romanzo disincantato. Riflessioni tenute in piedi da un punto. Esattamente come questa recensione. Tre parole e stop. Una recensione ce la fai a leggerla scritta così. Forse. Ma un libro no. Ho reso?

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    Elisa

    16/07/2011 08.48.17

    Senz'altro non farà parte dei miei libri preferiti, trovo perdipiù che non sia scritto così bene (forse è meglio che la Bignardi continui a fare la conduttrice che secondo me le riesce molto molto meglio). La storia di per se è abbastanza buona anche se comune. Un po' perplessa...

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    cristina

    24/05/2011 08.20.47

    La Bignardi sa scrivere, è innegabile. Il suo è uno stile asciutto, scorrevole, tagliente e ironico. Ma la vicenda narrata non colpisce, si fa dimenticare presto. La storia di una donna come ce ne sono tante al giorno d'oggi. Che brutta e insignificante la foto di copertina!

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    Romolo Ricapito

    06/05/2011 17.06.49

    Ero rimasto entusasta dalla lettura del primo libro di Daria Bignardi, "Non vi lascerò orfani", una storia biografica e sentimentale dell'infanzia e giovinezza dell'autrice, per niente retorica e assai accattivante, tanto da poter sembrare una storia di tutti, proprio perché intrecciata all'Italia del boom , che sconfina in quella più vicina a noi , meno ingenua e più pedestre dagli anni 70 a oggi . Mi ha deluso invece l'ultimo romanzo, "Un kharma pesante": di successo, ma questa volta non meritato. Il libro è un insieme di fantasie molto bulimiche, che coprono la storia di una regista nevrotica e invadente. Gli anni di lavoro, del vissuto milanese, paiono attinti alla vita vera della protagonista. Ma la storia non c'è. La dimostrazione è che, andando avanti nella narrazione, non si ricorda cosa è avvenuto precedentemente, anche due o tre pagine prima . Tutto nella storia della regista protagonista della storia pare costruito, poco sincero. Insomma, per me si tratta di intreccio portato avanti e tirato via col solo scopo di ricavarne denaro contante, ma destinato a deludere il lettore. Non si va dentro niente, non si esplora nulla. Tutto è un chiacchiericcio inarrestabile, discontinuo, con personaggi freddi e che non suscitano la minima emozione. L' ultima parte è un po' meglio, ma non sufficiente a riscattare la precarietà di tutto il resto. Una occasione davvero buttata per la Bignardi, che fallisce come romanziera. La forma del romanzo è accettabile nella scrittura: ma non è sufficiente a far considerare quest'opera un salto di qualità della giornalista nella letteratura. ROMOLO RICAPITO

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    *ciobin

    11/04/2011 23.12.51

    banale.. tragicamente banale e scontato. personaggi piatti, trama inesistente, riflessioni da filosofo della domenica. Il tutto condito da una scrittura frammentaria e disconnessa, frasette striminzite, soggetto-verbo-predicato, mi spiace ma "scrivere" vuol dire anche saper articolare una frase di più di tre parole.. non mi è piaciuto, non ho letto il precedente romanzo, di cui sento comunque parlare un gran bene, magari darò una seconda chance all'autrice, questa prova non mi ha convinto affatto.

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    francesca

    07/04/2011 18.16.57

    Eugenia è un personaggio interessante, una donna in chiaro scuro, vera.. ma alla fine questo è l'unico motivo per cui vale la pena leggere questo libro.. scorre sì, ma non è così chiaro cosa vuole comunicare..che nella vita bisogna fermarsi e guardarsi intorno? ma c'era bisogno di un incidente? mi sembra un espediente banale, così com'è lo stile di scrittura.

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    Laura

    06/04/2011 10.13.33

    Molte donne possono sicuramente riconoscersi in Eugenia, nella sua insofferenza, prima di tutto verso se stessa, nella sua incapacità di godersi la vita, nel suo mettere in crisi il rapporto con il marito, nella sua pignoleria maniacale e sentirla vicina. La scrittura scorrevole e fluida della Bignardi lo rende, poi, una lettura estremamente piacevole.

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    Marina

    04/04/2011 16.11.26

    Ero un po' dubbiosa quando mi è stato regalato... Non avevo mai letto un libro della Bignardi. Devo essere sincera: mi ha stupita positivamente! Una narrazione fresca e scorrevole. Ironica, divertente, ma con tanti punti di riflessione.

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    gabriella grinzato

    07/03/2011 11.48.27

    Questo libro mi è piaciuto molto. Secondo me la Bignardi scrive davvero bene. Avevo letto anche "Non vi lascerò orfani",che avevo molto apprezzato. Questo non mi sembra inferiore: è altrettanto bello. Come hanno scritto già altri, mi sono molto immedesimata nella protagonista. Sarà che ho più o meno la stessa età e quegli anni li ho vissuti anch'io... Complimenti Daria! Continua a scrivere libri così veri e accorati!

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    Betzabea

    23/02/2011 11.54.42

    Ammetto che il libro non sia un capolavoro, ma è molto piacevole, divertente e scorre via velocemente. Una bella lettura!

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    Giò

    19/02/2011 20.21.10

    L'ho appena concluso, e ho chiuso il libro con una lacrima e un sorriso. Il libro me l'ha consigliato mia madre, che lo aveva un giorno sulla scrivania e io mi sono incuriosito per la copertina, e lei mi ha detto: leggilo, ti piacerebbe, mi ricorda un po' te a 20 anni perché va a Londra.. E' bello, semplice, come un racconto di una cara amica che non vedi da tanto tempo eppure le cose che dice sono così vere.. è proprio carino brava Daria spero di leggere ancora racconti così belli.

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    ant

    19/02/2011 15.16.09

    Affascinato dalla lettura di "Non vi lascerò orfani"(bello davvero, potete riscontrare quello che scrissi nel giugno del 2009) mi sono buttato sull'ultimo di Daria Bignardi Un karma pesante e... Sono sincero l'altro l'ho trovato veritiero, sentito, una confessione scritta praticamente questo qua...nzomma. Allora, in questo romanzo indubbiamente la Bignardi ce la mette tutta per tracciare sopratutto i contorni e le angolature psicologiche di un personaggio che vuole rappresentare l'anima tormentata e confusa degli anni 80 e 90, cioè la protagonista di questa storia: la regista Eugenia. Eugenia fragile e insicura , ma allo stesso capace di buttarsi a capofitto nel lavoro tanto da arrivare a gratificazioni e successi personali non indifferenti. Una vita tutta di corsa tra Milano,Londra e New York amori di gioventù che si susseguono fino ad arrivare all'uomo della maturità : Pietro. Ecco , proprio a proposito degli amori contrastati, mi arriva il messaggio più importante del testo: spesso si cerca chissà che roba dal rapporto con l'altra/o e non ci rendiamo conto che i momenti che sembrano più futili(parlare con i propri figli, e il marito in questo caso ,di cose apparentemente banali rappresenta quel quid, quel qualcosa che fa sì che le angosce e le frustrazioni che ci portiamo addosso dal mondo del lavoro vengano stemperate) Invece in questo romanzo lo stress distrugge Eugenia tanto da portarla al lettino dell'ospedale. Il crescendo e l'ammonimento intrinseco per non arrivare a tanto mi ha colpito. Il resto del libro..mah a parte alcuni sprazzi non lo ritengo fluidissimo e commovente come l'altro. Saluti

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    vivi

    19/02/2011 12.12.12

    Libro ben scritto, lettura scorrevole. La cosa che mi ha colpito è la riflessione che la protagonista fa su i ritmi di vita che è costretta a sostenere ripromettendosi, di tanto in tanto, di cambiare il suo stile di vita.Un libro che rispecchia il mondo moderno. Mi è piaciuto di gran lunga il libro di esordio.

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    DANIELA

    15/02/2011 15.54.52

    proprio non ci siamo. dopo un buon esordio con "non vi lascero' orfani" questo e' proprio un libro brutto, che non lascia niente, sembra persino scritto di malavoglia, piuttosto meglio lasciar perdere.

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