Lasciami entrare

John Ajvide Lindqvist

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Traduttore: Giorgio Puleo
Editore: Marsilio
Collana: Farfalle
Anno edizione: 2006
In commercio dal: 25 ottobre 2006
Pagine: 461 p., Brossura
  • EAN: 9788831790109
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John Ajvide Lindqvist

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Gaia la libraia

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A Blackeberg, quartiere degradato alla periferia ovest di Stoccolma, il ritrovamento del cadavere completamente dissanguato di un ragazzo segna l'inizio di una lunga scia di morte. Sembrerebbe trattarsi di omicidi rituali, ma anche c'è anche chi pensa all'opera di un serial killer. Mentre nel quartiere si diffonde la paura, il dodicenne Oskar, affascinato dalle imprese dell'assassino, gioisce segretamente sperando che sia finalmente giunta l'ora della rivalsa nei confronti dei bulletti che ogni giorno lo tormentano a scuola. Ma non è l'unica novità nella sua vita, perché Oskar ha finalmente un'amica, una coetanea che si è appena trasferita nel quartiere. Presto i due ragazzini diventano più che semplici amici. Ma c'è qualcosa di strano in Eli, dal viso smunto, i capelli scuri e i grandi occhi. Emana uno strano odore, non ha mai freddo, se salta sembra volare e, soprattutto, esce di casa soltanto la notte... "Lasciami entrare" è una storia d'amore, vendetta e vampiri, un racconto sul dolore dell'infanzia e la forza dell'amicizia, dove sangue e orrore devono piegarsi alla potenza dell'amore e alla voglia di vivere.
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    A.M.

    03/07/2014 19:14:57

    Mezza delusione date le mie aspettative. Una storia priva di senso, dove non si capiscono l'origine della "malattia" e i perché dei personaggi chiave Eli-Elias e Oskar. La relazione tra i due nasce teneramente, sembra assumere poi tinte fosche per sfociare in una sorta di rapporto omosessuale senil-precoce. In questo romanzo, il concetto di natura viene oltraggiato in maniera barbara, quasi disturbante. Poteva essere una storia di vampiri, potava essere una storia d'amore, poteva essere un thriller, forse un noir, ma ne è venuto fuori un guazzabuglio a tratti noioso. La classica buona idea sfruttata male, a mio avviso. Un po' come il successivo che affronta il tema Zombie da una prospettiva "insolita", Lasciami Entrare analizza i pensieri e i sentimenti di un vampiro che cerca di sopravvivere con l'aiuto del prescelto di turno con alterne fortune, accendendo solo a tratti l'interesse del lettore per le sue vicissitudini. Un romanzo che non conosce una fine come, del resto, non ha un inizio.

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    achi53

    24/04/2014 18:41:47

    Uno dei libri più belli scritto sul tema dei vampiri paragonabile a "Le notti di Salem" di Stephen King e "Hanno sete" di Robert McCammon, inferiore solo all'insuperabile "Dracula" di Bram Stoker. Bellissimo il finale e i personaggi. Molto bello anche il film, sia la versione svedese che il remake americano col titolo "Blood story".

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    Adish

    10/11/2013 13:41:49

    La storia è molto particolare, originale e sopratutto ha dato una nuova aria ai vampiri che negli ultimi anni, sono stati molto ridicolizzati. Lo stile dell'autore come hanno detto in molto è particolare, la storia viene vista da molti punti di vista differenti, da più personaggi che poi creano un grande intreccio per dare forma a un grandioso finale. Le descrizioni sono molto ben fatte e la paura e quel senso di ansia non è mai stata così alta. Consiglio a adulti e anche a adolescenti per temi non adatti a minori di 16-18 anni.

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    silvia

    25/11/2012 22:28:03

    Veramente bello! Innanzitutto non è il classico libro che tratta i vampiri stereotipandoli al massimo, ma è invece molto originale. E poi ho trovato molto interessante il corollario di personaggi che compaiono al suo interno. Detto ciò non crediate che l'argomento principale sia il mondo dei vampiri, c'è molto di più. La famiglia, l'amicizia, l'amore...il bullismo. Da leggere assolutamente!

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    dani70

    27/08/2012 10:26:08

    E' il primo romanzo che leggo che racconta una storia sui vampiri. A me è piaciuto abbastanza, l'ho letto bene e in poco tempo grazie alla scrittura fluida e coinvolgente. Discreto.

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    marcostraz

    26/05/2012 19:34:52

    Libro molto interessante nella sua prima metà, avvincente, ben scritto...calo un pò nella seconda parte, dove diventa un pò noiosetto...e il finale è un pò scontato...direi oltre la sufficienza...

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    EVA

    02/02/2011 12:33:39

    Un libro che ho apprezzato per l'originalità nel trattare un mondo (quello vampiresco) ormai inflazionato ..Davvero ,come un pugno nello stomaco,si respira la sofferenza dei personaggi;ti penetra nella pelle e non se ne va neanche al termine del libro ..E' questo che mi ha lasciato l'amaro in bocca ,se non in un paio di passaggi ,non c'è segno di speranza ...Tutto il mondo è visto dal suo punto più buio ....Un bel libro ma troppo triste...manca la luce dei buoni sentimenti ...

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    Vampire Lover

    30/11/2010 10:45:28

    Questo tanto decantato romanzo mi ha completamente deluso, oltre a lasciarmi una sensazione di forte amarezza, dovuta in primis alla crudezza di alcune descrizioni ed episodi ed alla precaria situazione vissuta da tutti i protagonisti, vampiri compresi (alcoolismo, famiglie disastrate con genitori divorziati, giovani drogati, bullismo, pedofilia, pornografia, violenza gratuita e chi più ne ha più ne metta). Il quadro che ne risulta è fortemente negativo e perfino il vampirismo si tinge delle tinte più fosche e macabre di un'epidemia incompresa e dilagante. Lo stile essenziale e sintetico risulta estremamente spiazzante e fastidioso, così come i nomi svedesi di tutti i personaggi e dei luoghi geografici ricorrenti.

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    giorgio gnutti 77

    30/10/2010 19:32:06

    Purtroppo ho visto prima il film,comunque di alto livello,precludendomi la sorpresa di questo bellissimo romanzo:decisamente di alto livello il lavoro di Lindqvist,che riesce nell'impresa di creare una nuova figura di vampiro contemporaneo,contraddistinto da un'innocenza e al tempo stesso da una spietatezza uniche!Il vampiro qui diventa una creatura commuovente,innocente,letale. Contraddistinto da evidenti richiami al Salem's Lot del buon King e al romantico Intervista col Vampiro della Rice,il libro ci sa regalare un personaggio nuovo e intrigante,protagonista di una storia bella,intensa,commuovente e molto realistica;consigliato a tutti gli amanti del genere e non...

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    tommaso

    25/09/2010 14:13:49

    eccezionale racconto in pieno stile horror per nulla scontato per nulla coinvolto dalla moda dei vampiri e davvero completo .. contiene allo stesso tempo tensione e sentimento. lo consiglio a tutti

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    qdp

    10/07/2010 14:21:53

    "Se odiate le melense e patetiche soap alla Twilight amerete quest'opera d'arte!" L'autore è un vero artista dello scrivere, ti trascina in una Svezia fredda, grigia, triste e malinconica, con personaggi veri che ti sembra quasi di conoscere da una vita. Non fa sconti e non prende prigionieri. Una realtà cruda e tenera allo stesso tempo. Non scrivo nulla riguardo la trama per non rovinarvi il piacere della lettura ma vi invito a leggerlo, certi libri infatti "devono esser letti", è un imperativo, a prescindere dal genere che si ama, devono essere letti. Ogni copia non venduta che rimane a dormire sugli scaffali delle librerie è un'offesa all'arte. Consumatela.

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    Vincenzo

    27/05/2010 17:54:24

    Contrariamente a quanto scritto da altri, ritengo che essere paragonato a Stephen King non sia affatto sminuente per Lindqvist e solo chi non conosce bene l'autore americano puo' fare un simile commento. Tuttavia, ritengo effettivamente che un simile paragone sia certamente fuorviante. Tanto e' epico ma volutamente "greve" lo stile di King, tanto e' leggero e raffinato quello di Lindqvist. Tanto il primo mostra sempre un barlume di speranza, tanto l'altro e' disperato e crudele. Due generi molto differenti , entrambe ricchi di contenuti. Entrambe autori di veri capolavori come questo e di opere meno belle. Bello anche l'adattamento cinematografico di questo romanzo.

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    Libricciola

    25/05/2010 17:12:11

    Sinceramente, mi aspettavo di più. Non è male, tutto sommato è una lettura piuttosto piacevole, ma con tutto il parlare che se ne è fatto mi aspettavo una storia più coinvolgente, una narrazione più fluida e meno dispersiva.

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    maupes

    24/02/2010 23:43:17

    Dopo Stig Larsson, ahimè prematuramente comparso, non prima di aver rappresentato un formidabile caso editoriale, ecco spuntare una cerchia di eredi o presunti tali, connazionali ed agguerriti a loro volta, come John Ajvide Lindqvist, per conquistarsi un posto al sole nel genere thriller/horror. La bella copertina di Massimo Soprano, ci introduce in un mondo di fantasia che può essere letto come metafora della difficoltà giovanile a rompere gli schemi per affermare la propria personalità: passando dalla paura, alla reazione, come processo di crescita e consapevolezza, descrivendo al contempo un quadro di degrado sociale sorprendente. La storia si svolge a Blackeberg, periferia di Stoccolma, durante un inverno nel quale neve e ghiaccio dominano, non solo con i loro colori freddi, l’ambiente circostante. Siamo ai nostri giorni, più o meno ed ancora si parla di vampiri, esseri che, nello specifico, vivono ai margini, lontani fisicamente fra di loro (ma chi non è vampiro appare a sua volta altrettanto solo, psicologicamente). Protagonista è una ‘bambina’ di 12 anni, da chissà quanto tempo, che per continuare a vivere deve necessariamente cibarsi del sangue altrui, laddove capita. Tanto appare letale per alcuni abitanti del luogo, che s’avventurano incautamente di notte lungo i vialetti dei giardini pubblici, quanto diventa dolce e protettiva con un coetaneo suo dirimpettaio, vittima predestinata delle angherie di alcuni compagni di scuola cinici e prepotenti, con il quale instaura un rapporto inusuale di amicizia, ai confini persino dell’amore, (ma del tutto diverso, per intenderci, nei modi e nei tempi, rispetto alla saga ‘Twilight’ di Stephenie Meyer) pur mostrando sin dal primo incontro doti e caratteristiche fisiche perlomeno strane… Un racconto freddo, come il contesto nel quale si svolge, che nasce thriller, diventa horror e finisce come un percorso di maturazione adolescenziale, lucido e coinvolgente che, pur fra qualche particolare un po’ arrangiato, regge bene la tensione e si legge in maniera scorrevole.

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    Mark Blomqvist

    24/02/2010 15:45:39

    Premessa: dire che John A. Lindqvist è lo Stephen King svedese è un'offesa a Lindqvist. I libri di King sono frutto di viaggi allucinanti e sono stupidi. Detto ciò, "Lasciami entrare" è un libro che ha un'anima. E' la storia, dolce e crudele al tempo stesso, di un amore. E' la storia, dura e a tratti difficile da digerire, di una società oscura e malata che non accetta chi è diverso e fa emergere il male che è in ognuno di noi. Racconta di Oskar ed Eli, così diversi eppure così vicini. Un capolavoro.

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    Viola

    06/02/2010 14:37:33

    Non ho parole. Questo libro è un assoluto capolavoro del genere. Non mi dilungo e vado al nocciolo della questione: è la versione 'nobile', colta, anticommerciale e anti romanticismo-bieco-adolescenziale da bacio perugina (il minuscolo è voluto)di Twilight. Ma attenzione: questo ha come origine l'indagine sociale e il deragliamento dell'essere umano in zone animalesche e depravate, Twilight è un Romeo e Giulietta poco ispirato, mal scritto e molto superficiale. Dispiace che gli adolescenti di oggi si perdano per il secondo e perdano invece, ahimé, questo. Lo farei leggere nelle scuole. Imperdibile, eccezionale (come, del resto, il film). Contrariamente a quanto hanno scritto qui altri lettori, io l'ho trovato davvero truculento: alcune scene sono molto splatter e richiedono un certo stomaco.

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    enrico

    06/01/2010 15:27:51

    E' il secondo libro di scrittori svedesi che leggo e l'ho trovato eccellente. A differenza di molti scrittori nostrani ed anglosassoni che pure hanno pubblicato bellissimi racconti, con questi ho notato un giusto passo nel racconto, privo di accelerazioni o eccessivi rallentamenti che fanno trasparire una voglia di chiudere al più presto la storia oppure di allungarla perché non si sa che cosa dire. A parte qualche breve momento, poco viene concesso all'horror e molto all'angoscia. Mi ha sorpreso anche la struttura della società svedese che a tratti traspare e che immaginavo molto diversa. Raccomando la lettura agli adulti che hanno avuto un'infanzia disturbata da episodi di bullismo.

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    Lorenzo

    04/10/2009 20:31:09

    Dopo aver visto il film, mi sono comprato il libro. Che dire? bellissimo. Dove per bellissimo si intende che ho ritrovato quella capacita' di narrare le emozioni di un bambino che non ho ritrovato dai tempi di Stephen King. Solo che il romanzo scandinavo va ben oltre il truculento "solito" americano, e parla di vero horror, con riferimenti alla pedofilia e a tutto un mondo underground di avvinazzati, sociopatici e delinquenti che arricchiscono la storia. Bellissima la descrizione della trasformazione in vampiro della cassiera del supermercato. Contro ogni solito cliche': la paura di far del male al nipote, il dolore, lo stupore delle nuove risposte del corpo. Veramente un bel romanzo horror, assolutamente non scontanto e innovativo nella descrizione dei rapporti tra i personaggi.

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    maurizio

    01/09/2009 20:08:36

    Quello che può essere fuorviante è la terza di copertina che alimenta aspettative di trovarsi di fronte ad un horror truculento. Il genere è horror, ma raccontato attraverso una delicata storia d'amore. Si parla di vampiri, ma più per simbolizzare gli aspetti di diversità dell'umana natura. Bello. ps; il film ancor di più!

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    ilmig

    19/07/2009 19:29:30

    come già detto da altri un libro molto bello e interessante. Stranamente ( in genere i libri sono superiori ai film che ispirano) ho preferito il film. Il regista e li sceneggiatori hanno concentrato eventi narrazione e atmosfere lasciando perdere i punti deboli del libro: alcune parti prolisse, altre morbose, altre semplicemente noiose. Un centinaio di pagine in meno non avrebbero guastato.

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  • John Ajvide Lindqvist Cover

    John Ajvide Lindqvist è considerato uno dei maggiori talenti della scena letteraria svedese. È cresciuto nel quartiere di Blackeberg, alla periferia di Stoccolma. Dopo aver fatto il mago e il comico, si è dedicato alla scrittura. Ha ricevuto il premio Selma Lagerlöf per aver saputo «unire a un magistrale ingegno narrativo il senso per le grandi forze dell’orrore e dell’immaginazione». Tra i suoi romanzi, tradotti in oltre trenta paesi, ricordiamo Lasciami entrare (Marsilio 2006), bestseller internazionale, da cui sono stati tratti un film con la regia di Tomas Alfredson – distribuito in cinquanta paesi e premiato con sedici riconoscimenti, tra cui il Nordic Film Prize e il Best Narrative Feature al Tribeca Film Festival – e il remake... Approfondisci
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