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Russell Banks

Traduttore: M. Birattari
Editore: Einaudi
Collana: I coralli
Anno edizione: 1996
Pagine: 333 p.
  • EAN: 9788806138110

scheda di Maglioni, S., L'Indice 1996, n. 8

È alla famiglia dei bambini di Ian McEwan che Bone, il protagonista e narratore dell'ultimo libro di Russell Banks, appartiene. Una famiglia di abusi, lacerata, crudelmente improbabile. Ma Bone non abita nessun giardino di cemento: costantemente on the road vive l'asfalto degli immensi spazi americani e racconta la sua storia con un'energia e un ritmo tali da renderla assolutamente irresistibile. Chappie ha tredici anni quando lascia madre e patrigno alla ricerca di una vera famiglia e soprattutto di un vero padre. Il suo primo focolare è un appartamento fatiscente abitato da una tribù di motociclisti e, naturalmente, il centro commerciale che è davvero il centro di tutto. È lì che avviene la sua iniziazione criminale, lì che Chappie decide di ribattezzarsi. Ma niente cognome, solo Bone, l'osso, per via del tatuaggio, Bone il guerriero della strada. Cambiare nome è "come non esistere. È come essere morti senza dover morire prima". Così inizia la fuga di "un giovane ultracorpo appena piombato sulla terra da Marte" finché un giorno, dopo molti padri virtuali, Bone incontra I-Man, un maestro rasta esperto nella coltivazione della marijuana, e sente immediatamente di aver trovato un padre spirituale. Dopo aver vissuto insieme per un po' di tempo in un autobus abbandonato, guru e discepolo decidono di andare in Giamaica. Ma questa la legge di Bone: se si vuole avere una famiglia bisogna ricostruirla, reinventarla, assemblare ruoli ipotetici proprio come facevano gli antichi pastori con le stelle mentre di notte sorvegliavano le loro greggi: uniti tra loro, i punti luminosi, disegnano figure immaginarie, famiglie astrali.

Recensioni dei clienti

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    Cockeye

    02/02/2015 10.58.06

    Bel libro purtroppo con 100 pagine in più. Fino al viaggio in Giamaica, nonostante qualche passaggio a vuoto, il libro ha un ritmo incalzante e coinvolgente. Poi nelle ultime 100 pagine si sgonfia anche perchè il libro a mio parere si riempie di cose improbabili. Tutto sommato, fino al viaggio in Giamaica, si divora il libro mettendo in mostra tutto il talento dell'autore. Cosa mi è rimasto? Il ritmo e la sintassi tipica di racconti che si fanno i ragazzi. Da consigliare agli amici.

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    Stefano

    09/12/2006 10.55.05

    Bel romanzo adolescenziale, belle immagini della Giamaica. Un personaggio tutto americano con la sua voglia di scoprire il mondo e di integrarsi.Un ragazzo che con la sua caparbietà affronta i pericoli e gli ostacoli creati dal mondo degli adulti. Tanta tristezza e diverse morti assurde,sono troppe per un giovane ragazzo da dover digerire. Sembrerebbe inverosimile.

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    Latinese

    18/11/2005 21.06.27

    Non posso dire che sia il mio preferito di Banks, però non è un libro da prendere sottogamba, e credo che se l'avessi letto a diciott'anni sarei andato, come si suol dire, in fissa... la capacità di Banks sta nell'inventare un personaggio di adolescente della grunge generation perfettamente credibile, in cerca non tanto della felicità, ma semplicemente di un posto dove vivere, essendo scato scacciato di casa. Ebbene, la ricerca lo porta in vari angoli dell'America d'oggi, fino in Giamaica, e ci fa scoprire la sua storia, ma anche la difficoltà (forse l'impossibilità) di trovare casa oggi, se per casa intendiamo non 80 metri quadri con doppi servizi, ma un luogo dove valga la pena di vivere, e che non sia solo una cubatura da riempire di mobilio e gadget tecnologici... Dal punto di vista del senso dei luoghi, Banks è magistrale. Coglie di un posto la vita prima ancora che i colori, il senso o l'insensatezza prima ancora che i profumi; e alla fine è come se ci fossi stato. E qui non si cimenta solo col suo odiosamato New Hampshire, ma con i tropici solo apparentemente paradisiaci (al mito Club Mediterranée della spiaggia con le palme Banks non ci crede affatto: per questo solo si merita un bravo).

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    vanni

    19/01/2005 17.05.37

    A tratti bellissimo (la parte ambientata in Giamaica), in alcuni passaggi non privo di qualche lungaggine, complessivamente senz'altro un ottimo libro. Banks è uno scrittore furbo ed esperto (si veda la rivelazione "tardiva" dei traumi di Chappie-Bone), ma anche ricco di inventiva, il protagonista è di quelli che non si dimenticano.

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    paolo63

    20/09/2004 16.11.33

    Il più bel romanzo a mio avvisso di Banks, persino del bellissimo Afliction, non trovo parole per descrivere questo romanzo postmodern ottocentesco.

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