Curatore: A. Morino
Collana: La memoria
Anno edizione: 1995
In commercio dal: 12 luglio 1995
Pagine: 388 p.
  • EAN: 9788838911576
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Recensioni dei clienti

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    Riccardo Garbetta

    18/02/2016 11:06:40

    Condivido appieno il giudizio entusiasta che ne ha dato Henry Miller (I libri della mia vita, Adelphi). Rider delinea un personaggio d'inimmaginabile potenza evocativa attraverso una storia mozzafiato, nella quale il fattore tempo assume dimensioni abissali (Da evitare assolutamente lo stupido film che decenni fa è stato tratto dal romanzo).

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    federica

    27/08/2012 21:57:10

    Per essere un libro scritto più di un secolo fa non è male. Certo in molti tratti ho trovato la storia un pò troppo semplificata e "ingenua", però come libro estivo può andare.

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    gianni

    24/05/2010 11:56:35

    Libro interessante anche se devo dire che non ha retto molto bene il passare del tempo. Scritto verso la fine del diciannovesimo secolo questo libro mostra tutti gli anni che ha. Mi è piaciuto ma devo dire che lo stile di scrittura è un po’ datato. Credo però di capire come a suo tempo l’uscita di questo libro abbia suscitato tanto scalpore e successo. Credo anche di capire il fascino che questo libro, ma in generale tutta l’opera di Rider Haggard, abbia esercitato su Henry Miller. Il libro si legge bene, la scrittura risulta a volte un po’ ridondante ed ampollosa ma il ritmo è sicuramente buono. Leggendo questo libro si ritrovano un sacco di archetipi divenuti poi standard soprattutto nella filmografia e nella bibliografia più recente del genere avventura/fantascienza. In questo senso credo quindi che questo libro sia importante come precursore di molta della letteratura del genere avventura che si è avuta negli anni seguenti. Non ho invece metri di paragone per il genere avventura dell’epoca, e mi riferisco a Jules Verne, Emilio Salgari, ecc…., suoi contemporanei, di cui non conosco niente. Complessivamente quindi il libro mi è piaciuto, anche se non mi ha entusiasmato.

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    Damiano

    19/02/2009 17:23:11

    Romanzo gradevole, purché lo si legga come un (pregevole) reperto di un gusto letterario da tempo tramontato. Sarà utile ricordare che il romanzo, pubblicato negli anni Ottanta del secolo XIX, conobbe una seconda giovinezza allorché, tre decenni dopo, venne dato alle stampe "Atlantide" di Pierre Benoit. I due libri condividono, seppur vagamente, l'idea di fondo: la bellezza femminile come irresistibile e fatale despota del cuore e della vita degli uomini. Onestamente, la scrittura di "Lei" è notevolmente più ingenua, più candidamente infantile, più sensazionalistica rispetto all'elegante misura con cui è costruito "Atlantide".

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    Elisabetta

    19/04/2008 20:43:22

    Ho letto il libro di Haggard, e per che come me è appassionato di romanzi di avventura avrà notato che delle macroscopiche per non dire oltraggiose copiature, sono state fatte nell'ultimo libro di un certo autore africano, che con il suo Ai confini del Nilo ha decisamente distrutto quasi tutta l'ammirazione che avevo per lui,plagiando il piccolo capolavoro dello scrittore inglese.Ritornando al libro nell'Ottocento,quando è stato scritto, il genere di cui fa parte era considerato letteratura spazzatura,e un grande merito di Haggard è stato di avere sdoganato il romanzo fantasy-avventuroso che poi ha avuto numerosi proseliti.Quello che non mi è piaciuto e che giustifica il mio voto,è stata la troppa considerazione che è stata data a Leo;insomma non parla quasi mai,vegeta solamente(va bene che è malato per buona parte della storia),ma se non fosse stato per il suo ruolo da reincarnato poteva anche non esserci!Molto meglio l'albero di vischio,Holly in inglese,e trovo molto ingiusto che lui non abbia possibilità con ayesha perchè brutto.Ma vedremo il seguito. A volte la scrittura è complicata o poco descrittiva(a me piaccciono le descrizioni)oppure troppo filosofica,Questo non sarebbe un difetto,anche in un romanzo d'avventura,ma Haggard si attorciglia nei propri pensieri e invece di essere profondo diventa noioso e lento.Nonostante tutto è un buon romanzo per gli accaniti come me del filone letterario.

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    Pamela

    27/03/2006 12:35:53

    Mi stupisce non ci siano recensioni su un libro così interessante! LEI è scritto in modo coinvolgente, descrittivo e preciso tanto da far vivere veramente in prima persona questa avventura mozzafiato...Sembra di vedere con i propri occhi i paesaggi incantevoli e terribili, la bellezza di Lei, sembra di vivere la paura di Holly e degli altri personaggi... E' l'archetipo dell'avventura, con tanto di tempeste, strapiombi, riti cannibaleschi, torture e grotte buie. Scorrevolissimo e piacevole. NB: è stupefacente che un libro di 100 e passa anni fa risulti così moderno nella storia e nel linguaggio. 10 e lode ad Haggard, ora mi accingo a leggere la continuazione... :) (Il ritorno d Lei)

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L'archetipo è Lei, la donna immortale: Sapere, Potere, Bellezza assoluti e pieni. Questo romanzo, scritto in una fine Ottocento inglese che rivitalizzava appassite vaghezze tardoromantiche con i sogni di futuro della nuova era imperiale, fu molto letto.