Lettera a una Chiesa che ha dimenticato Gesù - Ermanno Olmi - copertina

Lettera a una Chiesa che ha dimenticato Gesù

Ermanno Olmi

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Editore: Piemme
Collana: Piemme ora
Anno edizione: 2013
In commercio dal: 5 marzo 2013
Pagine: 94 p., Rilegato
  • EAN: 9788856628081
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Attinge alle emozioni più profonde questa lettera appassionata, e il suo autore, fra i più grandi cineasti viventi, non nasconde che forse disturberà gerarchie e devoti benpensanti, ma nella sincera convinzione che il nostro Occidente e la nostra Italia - sempre più piccola e incapace di grandi slanci - abbiano bisogno di un supplemento d'anima. La Chiesa dell'ufficialità è sempre più lontana dagli uomini di questo tempo, il suo apparato ha esaltato la "liturgia del rito" dimenticando la "liturgia della vita", ha aperto sportelli bancari anziché combattere l'idolatria del superfluo, ha fatto di se stessa un dogma svilendo la sacra libertà della coscienza. Questa progressiva lontananza dall'umanità è coincisa con un allontanamento da quel falegname e rabbi di Nazareth che con la sua vita ha suggerito l'unica strada della gioia: spendere senza sconti il bene prezioso della propria esistenza. Nel rivolgersi alla Chiesa, Olmi chiama in causa anche altre "chiese", che con la loro supponenza si sono allontanate dalla realtà: le "chiese" dei potenti, delle lobbies, degli pseudo-intellettuali e di tutti coloro che vorrebbero condannarci a consumare in perpetuo per sostenere sistemi ed economie che hanno divorato il patrimonio di nostra madre Terra nell'illusione che le sue risorse fossero illimitate.
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    alida airaghi

    23/03/2013 09:31:01

    La lettera che Ermanno Olmi invia alla Chiesa in questo volume edito da Piemme, ha i toni scoraggiati, delusi, forse anche un po' risentiti dell'innamorato tradito, già nelle intestazioni dedicatorie: "Cara Chiesa di cristiani smarriti, dell'ufficialità, ricca per i ricchi, dei compromessi, dei dogmi, di un passato oscurantista, delle liturgie". Ma insieme assume il linguaggio intenerito e pieno di speranza di chi ancora vuole illudersi e credere, di chi ama nonostante: e allora l'istituzione torna ad essere madre e fidanzata fedele, degna di una devozione che superi ogni ingannevole dubbio: "Chiesa della rifioritura, della buona volontà, della verità, degli assetati di giustizia, della donazione...". Cosa chiede Olmi, con parole ispirate e profetiche, utopistiche e rabbiose, alla Chiesa di cui si sente parte viva e sofferente? In primo luogo un'attenzione accogliente verso gli umili e i dannati della terra, capace di ritrovare "l'eroicità della donazione di se stessi" ("se quel Cristo ti vedesse oggi, cara Chiesa, ridotta alla stregua di uno Stato come tanti altri, con confini che separano, armigeri che sbarrano gli ingressi, e persino un tribunale per emettere sentenze, come ti giustificheresti?"). Poi di recuperare l'amore per la terra e la natura troppo spesso asservita a interessi economici. E soprattutto di uscire da una sonnolenza secolare -che l'ha rinchiusa in atteggiamenti illiberali e punitivi, ritualistici e dogmatici-, lasciando l'uomo libero nelle sue scelte e nei suoi pensieri ("Dio deve lasciarmi vivere libero. Si è impegnato nel momento in cui mi ha creato"). Una presa di posizione decisa e coraggiosa, quella di Olmi, a favore dell'apertura al nuovo, della trasparenza, di un ritrovato entusiasmo, che lo spinge addirittura a arricchire il Padre Nostro di corollari puntualizzanti, e a ridisegnare un umanissimo Cristo accanto a una Maddalena innamorata. Perché: "Prima di qualsiasi Chiesa c'è l'uomo. L'uomo è la vera chiesa dove risiede Dio".

  • Ermanno Olmi Cover

    Ermanno Olmi è stato uno dei più grandi registi del cinema italiano. Ha diretto, tra gli altri, L’albero degli zoccoli (Palma d’Oro 1978), La leggenda del santo bevitore (Leone d’Oro 1989), Il mestiere delle armi (David di Donatello 2001), Il villaggio di cartone (2011). Nel 2008 ha vinto il Leone d’Oro alla carriera.Olmi è stato anche autore di alcuni libri a carattere variamente autobiografico, fra i quali ricordiamo Ragazzo della Bovisa (2004), L'apocalissi è un lieto fine. Storie della mia vita e del nostro futuro (2014) e Il primo sguardo (Bompiani 2015). Nel 2013 Piemme ha pubblicato il suo saggio Lettera a una Chiesa che ha dimenticato Gesù. Approfondisci
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