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Lettera al padre. Ediz. integrale - Francesca Ricci,Franz Kafka - ebook

Lettera al padre. Ediz. integrale

Franz Kafka

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Traduttore: Francesca Ricci
Testo in italiano
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Dimensioni: 414,36 KB
  • EAN: 9788854130852
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Gaia la libraia

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Introduzione di Italo Alighiero Chiusano
Traduzione di Francesca Ricci
Edizione integrale

Pagine di profonda commozione, una lunga, intensa e drammatica confessione in cui l’uomo e lo scrittore si trovano indissolubilmente uniti di fronte alla figura del padre, troppo a lungo temuta e fuggita. È il tentativo disperato e doloroso di risalire alle origini di un rapporto difficile e profondamente conflittuale con l’autorità paterna, cieca di fronte alle esigenze di un animo particolarmente sensibile, che ha scelto di vivere appartato e in silenzio seguendo esclusivamente la propria natura e una inclinazione eminentemente letteraria. Quasi a volersi riappropriare di tutte le ragioni sentite e abbandonate nell’angolo più intimo e segreto di se stesso, quasi a volere recuperare per un ultimo, definitivo chiarimento le parole non dette e tutti i più remoti motivi della propria angoscia, Kafka ritorna in queste splendide pagine al suo fanciullesco sentire, a una giovinezza tormentata, a un padre lontano, inaccessibile, ostile, che non l’ha mai compreso. Segue il racconto La condanna che riprende il difficile rapporto tra padre e figlio.

«Carissimo padre, di recente mi hai domandato perché mai sostengo di aver paura di te. Come al solito, non ho saputo risponderti niente, in parte proprio per la paura che ho di te, in parte perché questa paura si fonda su una quantità tale di dettagli che parlando non saprei coordinarli neppure passabilmente.»


Franz Kafka

il più celebre interprete della complessità del vissuto umano e delle angosce che turbano la nostra epoca, nacque a Praga nel 1883. Figlio di un agiato negoziante, gretto e autoritario, con cui visse sempre in conflitto, trascorse un’esistenza apparentemente monotona e priva di grandi avvenimenti. Poco dopo la laurea s’impiegò in un ente pubblico, dove rimase fino a due anni prima della sua prematura scomparsa, avvenuta nel 1924 a causa della tubercolosi. Scrisse tre romanzi, America, Il processo e Il Castello, un gran numero di bellissimi racconti, tutti pubblicati dalla Newton Compton nella collana e nel volume unico Tutti romanzi, i racconti, pensieri e aforismi.
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    Caterina

    09/06/2019 21:45:48

    È con questo libro che mi sono avvicinata per la prima volta a questo scrittore; una storia che ha al centro un vissuto difficile, che vede un figli raccontare quello che è il suo rifiuto verso il padre. Al povero Kafka non è stato possibile aprire il suo animo, perché egli ha vissuto la sua totale esistenza con un macigno sul cuore, un cuore calpestato dalla presenza del padre; un padre smodato, loquace, superiore, tirannico ed insoddisfatto del prossimo; un padre che sin dall'infanzia ha fatto avvertire un senso di insoddisfazione per un figlio che non prediligeva le sue stesse ambizioni. Kafka racconta ai suoi lettori che nel momento stesso in cui intraprendeva una scelta perché dettata ( come ad esempio il matrimonio ) dall'esempio di perfezione che vedeva nei suoi genitori, l'attimo dopo sorgeva in lui un dubbio malinconico dettato dalla difficile e burbera figura del padre, al quale sperava di non di non somigliare mai caratterialmente. La cosa che più mi ha colpito della lettera è il modo in cui Kafka rivolge le accuse: egli sottolinea come la colpa sia dell' influenza paterna ma allo stesso tempo rivolge contro se stesso le accuse, ribadendo come i suoi dubbi infanghino quelle stesse accuse rivolte al padre. Ne " La condanna", racconto breve, egli sottolinea ancora una volta le difficoltà del rapporto tra padre e figlio, che alla fine giungerà ad un brutto epilogo, che non vi svelo, nel caso non lo abbiate letto.

  • Franz Kafka Cover

    Scrittore boemo di lingua tedesca. Figlio di un agiato commerciante ebreo, ebbe col padre un rapporto tormentoso, documentato nella drammatica "Lettera al padre" (1919). Il fidanzamento con Felice Bauer, interrotto, ripreso, poi definitivamente sciolto, la relazione con Dora Dymant, con cui convisse dal 1923, testimoniano l'angosciata ricerca di una stabilità sentimentale che non fu mai raggiunta. Intraprese lo studio della Giurisprudenza, si laureò nel 1906 e si impiegò in una compagnia di assicurazioni. Malato di tubercolosi, soggiornò per cure a Riva del Garda (1910-12), poi a Merano (1920) e, da ultimo, nel sanatorio di Kierling, presso Vienna, dove morì. Praga era, ai tempi, un vivace centro culturale e particolarmente viva era la presenza della cultura... Approfondisci
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