Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana. 8 settembre 1943-25 aprile 1945

Curatore: P. Malvezzi, G. Pirelli
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 settembre 2005
Pagine: XXVI-356 p.
  • EAN: 9788806178864
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Descrizione
Centododici partigiani e patrioti vengono catturati dai tedeschi o fascisti e già sanno (o presumono) che saranno "giustiziati", cioè uccisi dal plotone di esecuzione e dalle torture che verranno loro inflitte. Scrivono ai familiari, alla madre, alla moglie, alla fidanzata, ai compagni di studio, di lavoro, di vita. Appartengono alle realtà sociali e culturali più diverse, sono stati presi (e saranno soppressi) nei luoghi e nelle condizioni più disparate. Tutti vivono, per la prima e ultima volta, l'atroce esperienza di "un tempo breve eppure spaventosamente lungo, in cui si toglie all'uomo il suo più intimo bene, la speranza", e in cui sono costretti, in preda allo smarrimento e all'angoscia, a "dare ordine" al proprio destino e al proprio animo.

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Recensioni dei clienti

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    OskarSchell

    04/05/2009 12:46:37

    L'ho letto a scuola, non per come obbligo o compito per le vacanze. Lo leggevamo a voce alta durante le lezioni di italiano, alla Scuola Media. Penso che il commento precedente sia fuori luogo. In ogni caso, è un libro da leggere!

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    cogito ergo sum

    25/04/2009 21:21:58

    Si tratta, per la quasi totalità, di giovani tra i 17 e i 24 anni. Sanno di stare per morire, per lo più fucilati in base a una "sentenza" già definitiva; altri sotto tortura. Il frasario è semplice, totalmente privo di retorica. Loro non piangono: fanno piangere chi legge la loro ultima lettera. Questa tristissima raccolta doveva costituire libro di testo in tutte le scuole d'Italia, ma così non è stato. Meglio leggere in classe il libro "Cuore" e, agli studenti delle superiori, rendere obbligatorio lo studio (non la semplice lettura) dei Promessi Sposi. Alla stregua del Corano. Fu una scelta politica ben precisa: l'Italia, con grande amarezza dei suoi Patrioti, fu da subito, cioè dal 2 maggio 1945, data dell'ordine ai Partigiani di consegna delle armi agli Alleati, un Paese a sovranità limitata.

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    marina

    17/04/2006 11:55:19

    Un capolavoro da custodire in eterno e da trasmettere a tutte le generazioni per sempre in quanto modello esemplare di educazione civile e democratica d'immensa stima e prestigio. Vero patrimonio umano.

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