Categorie

Eugène Ionesco

Traduttore: G. R. Morteo
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1982
Pagine: 92 p.

83 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Letteratura teatrale

  • EAN: 9788806541064

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    spaggio

    21/03/2014 23.20.50

    Accostarsi al teatro di Ionesco da profani non è, ovviamente, semplice. Occorre preparazione per poter recepire al meglio sia il testo sia, qualora accadesse, la rappresentazione teatrale. Le due opere sono assurde nel contenuto evidente ma, va detto, alla fine il messaggio traspare, giunge al lettore: teatro dell'assurdo come può essere assurda la vita, i rapporti tra persone, le identità vere e presunte, la realtà oggettivata. Il voto 3 deriva da mancanze mie nel non poter apprezzare in toto le due pièces.

  • User Icon

    benedetto

    14/12/2005 11.57.22

    "La lezione": spettro e specchio del potere totalitario. "La lezione" è una satira pungente sulle manipolazioni della dialettica degradata a puro strumento ipnotico (quello stesso strumento ben conosciuto - quanto a potenzialità e effetti - proprio dal Fuhrer, utilizzato per raccogliere "consensi inconsapevoli", perchè viziati alla radice). Il Professore "fende" l'aria con le parole, proprio come quel "col-tello" (ultimo strumento ipnotico a suggello del definitivo stato di trance dell'allieva) con cui sferrerà il colpo mortale. La lezione, esempio magistrale di parabolica superfetazione dell'eloquio, è il pretesto ideologico per condurre un gioco che, asservito al potere (inteso, in senso lato, come titolarità di un Ruolo e/o come identificazione in un Gruppo), non può che concludersi tragicamente; un gioco che, nello stesso tempo, trova nel potere la sua legittimazione e il suo alibi. Ionesco, abilmente, costruisce la tragedia con i mattoni dell'esasperazione ironico-grottesca (ricorrente peculiarità del "teatro dell'assurdo"): in questo modo il drammaturgo, riesce a comunicare il Suo messaggio con grande efficacia, in quanto si limita - attraverso la mediazione degli attori - esclusivamente ad "indicare" (e,cioè, oblitera del tutto eventuali facili stigmatizzanti immedesimazioni)al pubblico i fatti, così come accadono, lasciando allo spettatore completa libertà di giudizio. Un testo, che, assieme alle "Sedie", fà di Ionesco uno degli indiscussi Padri del Teatro dell'assurdo.

  • User Icon

    Marco

    16/06/2004 12.15.07

    Due opere eccezionali di Ionesco grande maetro dell'assurdo. La lezione ci fa pensare a come anche la persona pià docile e introversa possa trasformarsi (e con gli omicidi famigliari di questi tempi non è poi così assurdo). Le sedie è il monito sull'illusione e sulla vecchiaia. Da leggere assolutamente!

Scrivi una recensione