Il liberalismo di Nicola Matteucci

Editore: Il Mulino
Collana: Forum
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 11 ottobre 2007
Pagine: 192 p.
  • EAN: 9788815120953
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Descrizione
Questo volume contiene i saggi presentati nell'ambito della giornata di studi dedicata al liberalismo di Nicola Matteucci, svoltasi a Bologna il 6 dicembre 2006, poco dopo la sua scomparsa, avvenuta il 9 ottobre. Il tema del liberalismo era ritenuto dallo stesso Matteucci il punto focale dei suoi studi, argomento di ricerca, ma anche attualità sempre rinnovata. Una riflessione approfondita nel corso degli anni, sia in sede universitaria sia nel lavoro editoriale svolto in seno alla casa editrice Il Mulino, di cui Matteucci è stato uno dei fondatori. Il ricordo di Giuseppe Lovato e le analisi di Girolamo Cotroneo, Maurizio Fioravanti, Luigi Compagna, Giuseppe Buttà, Roberto Pertici, Angelo Panebianco e Maurizio Griffo toccano le molteplici valenze che egli attribuiva al liberalismo e le lezioni che ne traeva, rivelando gli aspetti multiformi dello studioso e dell'uomo, per il quale ricerca ed esperienza si combinavano in un quadro d'insieme coerente, sorretto dalle indagini storiche e dalle letture dei classici. Chiude il volume la bibliografia degli scritti di Nicola Matteucci, curata da Annalisa Furia, che ricomprende non solo le pubblicazioni scientifiche, ma anche l'insieme degli articoli apparsi sui quotidiani, una ricchissima produzione che testimonia di un'intensa partecipazione al dibattito politico contemporaneo e di un grande impegno civile.

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    Beppi Lamedica

    14/01/2008 22:57:13

    Devo a Nicola Matteucci il mio amore per il liberalismo. Quando ero giovane, fine anni ’60 dello scorso secolo, il liberalismo era ritenuto una ideologia conservatrice, per cui l’utopia anarchica sembrava più affascinante. Il suo libro su “Il liberalismo in un mondo in trasformazione” mi convinse che il liberalismo non è una ideologia conservatrice né una utopia anarchica e che è l’unica teoria politica in grado di reggere la sfida del totalitarismo. Il liberalismo di Matteucci è il frutto della riflessione sul costituzionalismo, ossia sui limiti posti al potere per la difesa dei diritti individuali. La libertà “da” è la libertà dei moderni, ossia la libertà negativa che i socialisti definiscono “libertà formale” in confronto a quella “sostanziale” che è invece il potere “di”. Avere la consapevolezza che la libertà “da” è una condizione necessaria per la cosiddetta libertà “di”, e non il contrario, qualifica il liberale distinguendolo dal democratico e dal socialista. La crisi del regime postfascista, fine anni ’60 primi anni ’70, venne superata dalla “grande coalizione”, tema agitato da Matteucci direttore de “Il Mulino”. Non dico che la storia si ripete, ma oggi abbiamo una nuova crisi di regime con un populismo montante mentre tentazioni di “grandi coalizioni” sembrano riaffiorare. Il rischio che la crisi del regime, come allora, sfoci in conservatorismi e sanguinosi rivoluzionismi, possiamo correrlo anche oggi. Per questo occorre attrezzarsi culturalmente per la costituzione di quel partito della “Riforma” che appare lo strumento più opportuno per passare alla nuova repubblica finalmente liberale e democratica e non rischiare di impantanarsi in una fase di scontro tra conservatori e rivoluzionisti.

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